Chi sono

Utente: HermosaMariposa
...troppo riduttivo un profilo, non basterebbero pagine e settimane. Una"sintesi"? Unico"debole"ma non dipendenza(liberi si nasce, indipendenti si diventa, per me):il cioccolato(ancor meglio se noir fondente)!!Non amo comandare né farmi dominare e comandare:il rispetto e la libertà prima di tutto . Pasionaria roja. Gattina e/o pantera. Fatina rossa. Epicurea. Sole e luna.Forte&tenera,grintosa&dolce, radiosa, indomita e indomabile,determinata e decisa, so ciò che voglio e ciò che non voglio. Imperfetta come tutti, con virtù e difetti, ma modestia a parte con più pregi che difetti hehe. Non omologabile;selettiva,determinata, raffinata e selvaggia, bimba nell'Anima,Donna nel cervello, ribelle, passionale, curiosa,disordinata,insofferente, talvolta manichea, categorica e irremovibile;vera,creativa; caustica e mordace;con umiltà e voglia di imparare e migliorare sempre sotto tutti i punti di vista, socievole, comunicativa, spiritosa,sensibile, ironica&autoironica, perbene, onesta, con valori, ideali, sogni, progetti, seria ma non seriosa, giocherellona, vivace, dinamica, attiva e attivista. Outsider, indipendente. Non populista e demagogica. Non sono il grillo parlante, e non ho la sindrome di Gerusalemme. Non sono Xu Jinglei. Non sono Madre Teresa di Calcutta. Non sono Manu Chao, nè Lisa Simpson anche se adoro il SAX. Sono come la polenta Valsugana:bella, buona, sana, hehe haha.Mai avute tessere di Partito o di"club esclusivi", (ma la tessera dell'abbonamento dell'autobus quella sì hehehe hahhaaha). A volte"un agnellino travestito da lupetta":mejo i finti cattivi dei falsi buoni...Tendenzialmente buona e altruista ma non buonista né "perdonista"(il perdono come la fiducia non va elargito, va anche conquistato e meritato!). Perfino la fiducia si può riguadagnare, nel caso invece della stima è quasi impossibile. La stima è per me basilare, prioritaria, indispensabile, deve essere eterna, la conditio sine qua non nelle relazioni intime:in amicizia;per innamorarmi di un uomo;in amore e nel rapporto di coppia con il mio compagno. Non ho per fortuna finora rimpianti né rimorsi e spero di continuare a vivere bene e in maniera soddisfacente come ho fatto, non senza fatica e sacrifici(il bello e la qualità richiedono impegno e sforzi quotidiani), finora. Amo le bellezze della vita, le belle arti, gli animali, la natura. Un'esteta dell'Anima. "La bellezza è gradita agli occhi ma la dolcezza affascina l'animo" Voltaire. Non mi sono mai piaciuti(non li apprezzo, non li stimo, li evito o li ignoro)e non mi interessano:i maschi che ragionano con il pisello;i maschilisti e machisti aggressivi, dispotici, stupidi e ignoranti;gli sposati e i già impegnati;quelli che non troncano mai con le ex(e/o ci fanno sesso) e quelli che fanno sesso e vanno a letto con le... amiche;quelli che vedono le donne come oggetti sessuali(o da una botta e via)e non come persone con un'anima;tutti quelli secondo cui:"un uomo che ha avuto molte donne è un abile gran seduttore, invece una donna che ha avuto diversi uomini è una gran mignotta";i maschi che ancora oggi dividono le donne, non in persone di valore e non, bensì in madonne(da adorare e venerare)o puttane(usa&getta);i tettomani, e i rozzi privi di buon gusto(non solo estetico). Aborro la violenza in tutte le sue immonde , esecrabili forme(psicologica, fisica, sessuale, verbale, morale).La vita è bella, il mondo è meraviglioso, è la gentaglia che fa schifo. Non sopporto il mafioso, asfissiante, ipocrita, familismo italiano. Per la serie"Nun te regghe chiù" detesto(di entrambi i generi, maschile e femminile): i malvagi, gli stupidi, ignoranti, invidiosi, snob, aggressivi, chi urla, i nevrotici isterici, i pignoli pedanti, i polemici, acidi scorbutici, i bastian contrari a oltranza, gli irascibili(detesto litigare, amo il quieto vivere), i maschilisti, gli ipercritici, i "rompiOVAIE", i musoni, i ginofobici e misogini, i misantropi, gli invadenti e i pettegoli, i possessivi, i giudici che pontificano, i cattivi, i falsi,i mistificatori, i doppi, i bugiardi patologici, gli indecisi, gli inaffidabili, gli egomostri vacui senza identità e senza personalità, per dirla alla Zygmunt Bauman i tipi e le tipe "liquidi", i solipsisti, gli aridi individualisti, gli egoisti eccessivi ed esasperanti, i supponenti, arroganti, boriosi, tronfi, insolenti, irriverenti, cafoni, volgari, triviali, i menefreghisti, i violenti, i dittatori, i dogmatici, i vendicativi, gli intransigenti e che non sanno perdonare, chi inganna e fa del male con volontarietà e premeditazione, chi non chiede scusa e non rimedia se sbaglia, chi non fa autocritica mai, chi vive alla giornata, chi non rispetta se stesso e gli altri, chi non ama la vita né se stesso. Chi inganna gli altri, in primis fa del male a se stesso. Da niente e nessuno mi faccio cambiare, oscurare, cammino per La Mia Strada, per niente e nessuno perdo la Gioia di vivere e la Speranza. Un'ottimista-realista. Vivo Hic et Nunc ma orientata al futuro con progetti e sogni. Venusiana e Seleniana. Mi piacciono gli originali con personalità e fascino, brillanti, creativi, con talento, chi ride(non contro, ma con), chi sa ascoltare, chi ha rispetto per sé e per gli altri, chi rispetta ammira e ama le donne, chi sa ben"adoperare"le parole, i sinceri che sanno dire la verità senza crudeltà e violenza, e non solo per alleggerirsi la coscienza, sanno essere diretti e sinceri ma senza"uccidere"; chi sorride, le persone positive, i controcorrente e fuori dal gregge, le persone gentili, le persone non servili né sottomesse, gli esseri umani arguti, le persone e i gentiluomini che hanno rispetto, riverenza, buon gusto, dolcezza, cortesia e buone maniere; chi svolge volontariato e aiuta il prossimo, chi altruisticamente, e non nell'ottica del"do ut des", compie del bene, le persone radiose, e le belle persone semplici e vere, serie(non seriose)e ce sono così poche oggi..."L'amore è come il perdono:tutti lo vogliono ma pochi sanno generosamente donarlo"(mio aforisma). VENUSIANA:un'aliena non alienata. HermosaMariposa:volo alto;una colorata farfalla leggiadra: "Solo chi conosce la profondità della vita, sa essere leggero". Sono un esprit libre, ForteMente, DolcissimAnima. Ambientalista, animalista, vegetariana, salutista. "La mente è una spugna;il cuore è acqua corrente. Non è strano che la maggior parte di noi scelga di assorbire invece di correre?"(Kahlil Gibran). Apri gli occhi e il cuore, e abbeverati alla fonte della Conoscenza. "Vivi e lascia vivere", fa ciò che vuoi senza danneggiare te stesso e gli altri.Il male è banale non il bene, il male è facile, il difficile è il far bene e il far del bene. Viva i finti e apparenti perdenti che sono gli unici vincitori; abbasso i falsi fighetti vincenti che sono perdenti anche se non lo sanno e quando se ne accorgono è troppo tardi. Viva la Vida. Some Photos of mine on MySpace, Uniform Resource Locator Url: www.myspace.com/venus7_ishtar . Non conta essere i migliori ma far del proprio meglio. Amo chi ha cuore e cervello, e le persone intelligenti e sensibili che sanno riconoscere e apprezzare il valore di chi vale, e di ciò che vale. Viva la Qualità, in tutto. Un concept blog il mio, un protest blog, un blog non autoreferenziale, autocelebrativo ed egocentrico ma che dà spazio anche ai blog altrui, un blogghino libero, culturale, variegato e policromatico, un blog non di massa bensì di nicchia."La bellezza salverà il mondo"Dostoevskij;"La bellezza è verità, la verità è bellezza"John Keats. "Ad astra per aspera";"Procede et meliora", Volare alto! :)

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domenica, 30 marzo 2008

PACO nel MIO CUORE sempre :) per SEMPRE

PACO, amore mio, oggi è il tuo compleanno!!!Sei nato il 30 marzo del 1985, nella nostra Torino. E da giugno 1985(ero nella mia amata Torino per festeggiare il mio compleanno;"incontrai"te e fu"amore a prima vista"reciproco, e ti"adottai", ti portai via con me)mi hai regalato:amicizia, amore, affetto, compagnia, comprensione, empatia, conforto, allegria, gioco, sorrisi, risate, divertimento, amore incondizionato , senza riserve, fedele, eterno. Tutto ciò fino a quel maledetto 23 novembre 2001...Ma tu ci sei sempre, sei sempre nel mio cuore, non c'è giorno in cui io non pensi a te, in cui non ti senta vicino, presente, spesso ti sogno anche, e al risveglio sono così felice, serena, piena di energie, con il sorriso sulle labbra e carica di forza e gioia di vivere. Amico mio, sei sempre con me, sei sempre nella mia vita!Un giorno ti dedicherò un bellissimo post con le tue fotografie più intense, belle, tenere. Oggi volevo festeggiarti, farti un tributo affettuoso, un omaggio d'amore, con queste piccole foto e con la foto della tua pianta, com'è diventato bello, enorme, il... TUO geranio(che ha in sé il soffio della tua anima;e impresso, sul vaso, il cuore che disegnai e dentro cui scrissi il tuo nome)che ho riportato in vita(quasi tutti davano questa pianta per spacciata, morta, appassita, io invece con cura, tempo, amore, pazienza, non solo l'ho fatta rinvenire ma è perfino cresciuta a dismisura). Curo e saluto(sai che parlo con le piante, i fiori, gli animali) il geranio ogni giorno, e penso a te, sorrido e sto bene. Leòn spesso gioca vicino al tuo geranio, ci gira intorno, gioca a nascondino dietro di esso; talvolta, quando pensa che io non lo veda, cerca anche di mangiarsi le foglie heheh hahhaa. Grazie con tutto il cuore, PACO, per tutto ciò che mi hai insegnato, per tutto l'amore(infinito!)che mi hai dato, per avermi fatto sentire AMATA e mai sola, per essere tuttora il mio"angelo custode"e amico fedele ed eterno     

Paco&Misha on my bedcon l'altro mio tesoro, amore, Michel(il mio adorato nipotino)

Paco_Trisha

 

 

 

 

 

noi due insieme( se ben ricordo la foto risale al 1999, nel giorno del mio compleanno, a giugno)

DSCN0648

ecco il tuo bellissimo geranio

postato da: HermosaMariposa alle ore 18:34 | link | commenti (1)
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giovedì, 27 marzo 2008

EL MUNDO NATURAL

AROMATERAPIA:

ROSMARINO:energico, naturale, efficace contro i dolori muscolari, contro le affezioni circolatorie e la lombaggine.

La tradizione attribuisce al rosmarino varie e notevoli virtù:protegge dalle negatività, favorisce la passione e l'amore. Si brucia come incenso e si può mettere nei sacchetti  portafortuna e nei talismani naturali. Allontana le energie e gli spiriti maligni, è uno scudo protettivo contro le maledizioni e l'invidia(insomma un potentissimo"amuleto"naturale. Altro che talismani che costano centinaia o migliaia di euro, propinati a persone ingenue o fragili, da sedicenti maghi e maghe che altro non sono che millantatori, delinquenti  da arrestare). Si può preparare un infuso di rosmarino da aggiungere nell'acqua per purificare(come l'ortica per i capelli grassi)e detossinare il corpo. Tenere un rametto di rosmarino sotto il cuscino o accanto al letto, allontana gli incubi(come fanno i catturasogni dei  pellirosse). Se si vuole che cresca bene, è consigliabile piantare il rosmarino a fianco di un'altra prodigiosa pianta:la salvia. La tradizione(in base al mito di Leucotoe, figlia del re di Persia, di cui scrive Ovidio nelle Metamorfosi) associa il rosmarino all'amore eterno, in passato veniva regalato come pegno d'amore, o veniva inserito nel bouquet delle spose.

CRISTALLOTERAPIA  E GEMMOTERAPIA

Ematite:veniva denominata pietra del sangue perché era ritenuta dagli Egizi la pietra in grado di stimolare la produzione di sangue e favorirne la coagulazione. L'ematite aumenta la voglia di vivere e spinge a migliorare se stessi sempre e sotto tutti i punti di vista. Accresce la vitalità, la volontà, l'altruismo, l'attenzione ai bisogni propri e altrui. Se si porta addosso, conferisce una potente sensazione di forza e audacia. Aiuta nel lavoro e nello studio perché stimola la concentrazione e l'apprendimento. E' una pietra scura, pesante, con un'alta concentrazione di ferro, utile anche a livello materiale, benefica contro il dolore fisico, ottima nei casi di lieve anemia e durante il ciclo mestruale.

FLORITERAPIA FIORI DI BACH(in futuro scriverò anche dei fiori californiani e australiani)

GORSE:davvero efficace nei casi di leggera depressione reattiva e scoramento, quando assale quella"resa interiore", e si vorrebbe gettare la spugna, quando ci si sente privi di energie e scoraggiati, quando aumenta la rassegnazione senza speranza. Apporta un'incredibile forza d'animo, la speranza si riaccende, rinasce la capacità di affrontare le situazioni, viene incrementata e sostenuta la volontà di lottare.

FITOTERAPIA

ECHINACEA:uno dei più validi tra i cosiddetti "antibiotici naturali". L'echinacea angustifolia e/o purpurea, possiede azione:immunostimolante, antibatterica, antivirale, cicatrizzante, antinfiammatoria. Azione principale è quella immunostimolante con aumento del numero e dell'attività delle cellule immunocompetenti:macrofagi e linfociti T. I macrofagi sono quelle cellule che vengono richiamate nella zona di penetrazione dei microbi. Come agiscono?In pratica inglobano"l'aggressore"e lo digeriscono. Quindi l'azione dell'echinacea si concretizza in un aumento della resistenza dell'organismo all'aggressione di germi. Inoltre l'echinacea impedisce l'ingresso dei germi nei tessuti, favorisce una rapida cicatrizzazione grazie a una stimolazione delle cellule(fibroplasti)responsabili della formazione di nuovi tessuti. Avvertenze:può dare luogo ad allergia nei pazienti sensibili alle Composite(di cui fan parte anche il tarassaco ossia il dente di leone, la calendula, la pratolina). Quantità giornaliera:750-900 mg al dì, sotto forma di estratto secco titolato, suddivisi in 3 somministrazioni, da assumere a stomaco pieno. Si consiglia un periodo di assunzione di 30 giorni, seguito da un periodo di intervallo di 15 giorni, per poi ripetere almeno altri due periodi di assunzione intervallati da una sospensione di 15 giorni. E' preferibile, come prevenzione, inziare questo ciclo, tra la fine di settembre e i primi di ottobre(insomma all'inizio dell'autunno), in questa azione l'echinacea è fortemente sinergica con la propoli.

ALIMENTI BIOLOGICI

MALTO D'ORZO, di RISO e di MAIS

Vengono utilizzati al posto del velenosissimo(leggere il mio post sullo zucchero raffinato)zucchero bianco, dolcificano bevande, tisane, dolci, dessert e altro. Si ottengono facendo germogliare l'orzo e poi aggiungendolo al cereale cotto. Gli enzimi presenti nell'orzo germogliato digeriscono l'amido del cereale e lo trasformano in zuccheri più semplici. Dopo la filtrazione e la concemtrazione si ottiene così un liquido denso, dolce, piacevole, gustoso, che sembra miele. A differenza dello zucchero raffinato che fa male, fa ingrassare, non è energizzante(come erroneamente si crede, e come soprattutto si vuol fare credere...), e contiene solo saccarosio(un disaccaride), il malto invece contiene anche polisaccaridi a catena più lunga come la destrina(rilascia vera energia e a lungo).

CASA  SANA  E SICURA

I detergenti ecologici si realizzano in casa

I fosfati delle polveri e i detersivi liquidi per il bucato e per i piatti, sono tossici, incrementano la crescita delle alghe, sono nocivi per la nostra salute e per l'ambiente.  Anche molti prodotti spray sono dannosi, rilasciano CFC(un gas pericoloso e nocivo per la fascia di  ozono). Per il bucato è meglio utilizzare  detersivi biologici(si vendono nei negozi biologici, e non costano neppure tanto, a volte anche meno di quelli comunemente utilizzati e pericolosi), prodotti biodegradabili senza fosfati come i detergenti a base di cocco e olio di palma, o essenze di agrumi, e smacchiatori fatti di pasta di cotone e di lana. Sono prodotti privi di candeggina ed enzimi e si possono utilizzare sia per il lavaggio a mano che in lavatrice.  A ogni carico di lavatrice, per rinfrescare ed eliminare i cattivi odori, si può aggiungere un po' di aceto bianco o di bicarbonato di sodio. Per chi ha tempo, vuole risparmiare, ama i prodotti naturali e atossici, o ama "il fai -da-te",  si può fare il sapone  liquido(per il lavaggio a mano) in casa:grattugiare del sapone non profumato in scaglie, fino a riempire due tazze. Sciogliere il sapone grattugiato in quattro litri di acqua calda, far bollire a fuoco lento per dieci minuti, lasciare raffreddare. Per avere una leggera, delicata e piacevole profumazione, si può aggiungere, durante la bollitura, qualche goccia di essenza di lavanda(o di altre essenze naturali secondo i propri gusti).

postato da: HermosaMariposa alle ore 12:48 | link | commenti (2)
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Roma MultiEtnica

E' in edicola e in libreria l'edizione cartacea di Roma multietnica. Guida alla città interculturale, Villaggio editoriale. La Guida è in vendita al prezzo promozionale di 6,00 euro ed è a disposizione nelle biblioteche comunali, scolastiche e universitarie. Si tratta di una guida unica nel suo genere, che raccoglie informazioni dettagliate sui luoghi e le attività culturali, associative, artistiche, imprenditoriali dei nuovi cittadini immigrati, scritta per orientare i lettori, italiani e stranieri, nell'universo della Roma cosmopolita, internazionale e multiculturale.
384 pagine di informazioni, suddivise per tutte le aree del mondo presenti a Roma, più un'ampia sezione dedicata alla Roma interculturale, alla Roma ebraica e alla presenza dei Rom.

Dialog Festival. Opere in rassegna per una città multiculturale
Da giovedì 27 marzo a mercoledì 2 aprile si terrà la terza edizione di Dialog Festival, una rassegna di opere realizzata dall'Associazione Le Sirene in collaborazione e con il sostegno dell'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma. L'obiettivo è quello di avvicinare tutti i cittadini romani alle culture del mondo e di facilitare lo scambio e la contaminazione artistica, mezzi fondamentali per la convivenza di etnie diverse nella nostra città.

Due rive: una sola voce
Poeti improvvisatori Cubani da L'Avana e da Miami. Un incontro in poesia. L'accademia dell'Ottava insieme ad Apollo 11 organizza venerdì 28 marzo alle ore 21 presso il Piccolo Apollo, via Conte Verde, 51 un incontro tra due poeti improvvisatori cubani che vivono ed operano all'Avana, e due poeti improvvisatori cubani che vivono e operano a Miami. Si tratta di Alexis Diaz Pimienta, Emiliano Sardinias, Efraim Riveron e Roberto Garcia.

Palestina: il diritto di esistere
L'associazione Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese commemorerà giovedì 27 marzo la "Giornata della Terra" presso la Casa delle Culture in via San Crisogono 45 alle ore 18 con una conferenza-dibattito dal titolo "Palestina: il diritto di esistere". Intervengono: Mohamed Zaydan, direttore Istituto Difesa diritti umani in Israele (Nazareth); Luigi Ferrajoli,Professore di Diritto - Università di Roma Tre; Domenico Gallo, presidente Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese; Miriam Marin, Associazione Ebrei contro l'occupazione; Samir Al Qaryouti, giornalista, presidente Comunità Palestinese di Roma e del Lazio.

CineMulher
L'Associazione Nuovi Orizzonti Latini organizza la terza edizione dell'evento cinematografico al femminile CineMulher III: omaggio a Fernanda Montenegro, nota star di cinema, teatro e tv brasiliana. La rassegna si svolgerà da martedì 1 a giovedì 3 aprile presso il Cinema Teatro Farnese, in Piazza Campo de' Fiori, 56 e continuerà poi in altre città d'Italia.

Presentazione della guida Roma multietnica
Sabato 5 aprile alle ore 10,30 presso il teatro di Santa Lucia, in Circonvallazione Clodia, 135 si terrà la presentazione della guida Roma multietnica. L'evento è organizzato dall'Associazione Insieme Onlus in collaborazione con il Municipio XVII e Aib Lazio. Parteciperanno: Antonella De Giusti, Presidente del XVII Municipio; Gabriella Sanna, Biblioteche di Roma; Silvia Bazzocchi, responsabile del progetto Biblioteche Solidali. Inoltre, interverranno i rappresentanti della comunità congolese di Piazza Pasquino e della comunità latinoamericana di Santa Lucia in Clodio.

postato da: HermosaMariposa alle ore 11:35 | link | commenti
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Casa Internazionale delle Donne stasera

CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
via della Lungara, 19 - Roma
tel. 06 68401720
e-mail: cciddonne@tiscali.it



giovedì 27 marzo

3° giornata FLORES: FEMMINILEPOSITIVO
DISFONIE: AFFETTIVITA’ E PARTECIPAZIONE


h. 17.00 - 20.00
NOI GIOCHIAMO CON I SENTIMENTI
Un laboratorio di gioco intergenerazionale per sperimentare una metodologia di costruzione di partecipazione con ragazzi/e ed adulti/e a partire dal riscatto dell’affettività.

Con Ariel Castelo, fondatore della Ludopedagogia La Mancha Uruguay e Valentina Pescetti ReLaJo. La metodologia è stata applicata nel progetto contro lo sfruttamento sessuale in Nicaragua.
Laboratorio per max 50 partecipanti auspicata partecipazione anche di adolescenti e giovani.

h. 21.00
Film LA FLOR MÀS LINDA DE MI QUERER Nicaragua 2002, (58’) di Alessandro Angelini,
Nicaragua: da un passato di aggressione, marginalizzazione e sfruttamento sessuale, le bambine e le adolescenti prendono coscienza dei loro diritti.

A seguire incontro con Alessandro Angelini e Valentina Pescetti, MAIS

h. 17.00 - 20.00
CORSO CUCINA Dal Cono Sur ai Caraibi
h. 20.00
BUFFET SOLIDALE Dal Cono Sur ai Caraibi
Ingresso con offerta libera. Il ricavato contribuirà a finanziare progetti coordinati da MAIS per la promozione e tutela dei diritti delle donne in Nicaragua.


Per saperne di più visita il nostro sito
www.casainternazionaledelledonne.org

VI ASPETTIAMO!!!!

postato da: HermosaMariposa alle ore 11:33 | link | commenti
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mercoledì, 26 marzo 2008

IDIOZIE :l'inutilità di certi sondaggi e certe ricerche

Spesso la free press si sofferma su cazzate a cui dà l'onore e il pregio di notizia. "La politica?A letto non conta"era il titolo di un trafiletto  in cui si rendevano noti i risultati  di una società di dating on line(un'agenzia matrimoniale)in base a cui emergeva che sotto le lenzuola non conta l'orientamento, l'ideologia, lo schieramento politico dell'amante occasionale o del partner di sempre. Insomma pare che al 39% degli uomini e al 50% delle donne non freghi nulla se non si è entrambi di sinistra, o di centro, destra(peccato che non esistano più queste nette distinzioni...), e non si chiede"Per chi voti?"prima di far sesso.  Ancor più stupidi"Lui preferisce le chiare di pelle, a lei piace la pelle scura", e"Il segreto delle coppie felici:moglie bella, marito brutto". Addirittura han fatto due articoli su queste due idiozie. Secondo uno studio dell'Università di Toronto, agli uomini piacciono le donne chiare, dalla pelle di luna, diafana, d'avorio, perché le donne con la pelle chiara ispirano pensieri di innocenza, purezza, modestia, verginità, affidabilità, vulnerabilità e bontà. Io ho la pelle chiarissima, di luna, ma non sono Heidi, non sono vulnerabile, né sono una vestale heheh ahahha. Alle donne piacciono in base a questa ricerca, i moraccioni, evocano sesso, pericolo, mistero. E William Holden, il Kevin Costner di Fandango, erano da buttar via?"Aiden", il gigante dalla lunga chioma, di Sex & the City era un gran pezzo di Adone. Ma perché si dicono tante stronzate?Ma chi commissiona queste ricerche, questi studi, chi li finanzia?Chi paga?Altra cavolata:la partner ideale deve avere 6 anni in meno dell'uomo. Insomma una più piccola di 5 o 10, o 20 anni, non è una buona partner?O l'uomo deve per forza essere più grande di lei?A me non dispiace il compagno della Demi Moore(e lei ci ha guadagnato nel lasciare l'ormai calvo e grassoccio Bruce Willis), e a lei non importa nulla se lui ha 15 anni in meno di lei. Concludo con l'ennesima boiata, con una delle tante cavolate che si leggono su Internet o sulla free press. La rivista"Journal of family psychology"ha pubblicato uno studio pubblicato da vari tabloid inglesi. La ricerca è stata effettuata da psicologi dell'università del Tennessee, conclusione:la bellezza di lei è fonte di piacere, se lui è brutto non conta. Il segreto di un matrimonio felice è avere una bella moglie". Se lei bacia un rospo e questo tale rimane niente paura, l'unione sarà felice e durerà per sempre. Se invece il bello della coppia è lui, pericoli in agguato, corna, bugie, l'uomo bello cerca distrazioni ovunque, è fedifrago, inaffidabile, tradisce e lascia o si fa lasciare. Infine si ribadisce un concetto odioso da cavernicoli:"la donna cerca il miglior padre per i propri figli, e quindi non bada alla bellezza;l'uomo invece cerca la donna giovane, sana, forte"insomma la"vacca florida"da"montare". Ma è allucinante!Non hanno capito che la donna può far sesso come un uomo, anche se non è innamorata, solo per libido, piacere, desiderio sessuale, e non necessariamente per concepire e farsi "ingravidare"?Non hanno capito che non esistono categorie:belli, brutti, magri, grassi, analfabeti, colti, imprenditori, operai, bionde, more, bensì persone?E che ogni individuo ha una propria personalità, carattere, gusti, cervello, cuore, unici?E che ci sono belle e belli fedeli, brutti e brutte infedeli e traditori, belli e belli infedeli, brutti e brutte fedeli?Che appiattimento, che squallore, che stupidità, questi sondaggi, questi studi, queste ricerche, queste indagini pseudosociali e comportamentali. In base a questa ricerca quindi le coppie possibili sarebbero:a)bella donna con uomo brutto;b)bella donna con uomo bello ma non più bello di lei;c)brutta donna con uomo brutto. Rimane fuori dall' "accoppiamento", la brutta, destinata a stare solo con un uomo brutto come lei o più brutto di lei. Insomma una brutta non potrebbe stare con un uomo bello?Oppure ci potrebbe stare ma al 100% si beccherebbe corna a non finire ?Insomma devono convivere o sposarsi solo una bella con un brutto, o una brutta con un brutto?Io vorrei vedere che faccia da pirla hanno questi ricercatori, così come vorrei vedere chi sono quelli che ogni tanto ci rifilano le classiche dei più sexy del mondo, delle più belle del mondo, dei più desiderati. Ma che ce frega a noi in primis?E poi perché uno deve leggere chi è il più sexy e la più bella, vedendo spesso ai primi posti attempati brizzolati sex symbol con pancetta, o attrici straniere che così belle, con trucco e senza, non sono?Chi perde tempo e soldi  in queste stronzate?E non puoi neppure evitarle, leggi distrattamente la free press e ti ritrovi queste cavolate in prima pagina, come il Grande Fratello, non lo vedi, ma tutti ne parlano, fai zapping, e ti ritrovi le loro facciacce. Ma perché l'omologazione, la stupidità, l'ignoranza, il trash, il kitsch, il gossip, dilagano, imperversano, imperano?E poi per quanto sia bella, ma che me frega a me di sapere che Angelina Jolie soffre di bassa autostima, di distimìa, o che la Chiatti si vede grassa e brutta?O che George Clooney e Bred Pitt sono tristi perché han paura di invecchiare e vivono male gli anni che passano?Si è perso non solo il senso della misura, del limite ma anche della realtà. E si guarda solo al proprio orticello e non a tutto il mondo che c'è intorno. Si dà spazio, importanza, risalto, a futilità, al fatuo, alla vacuità, all'apparenza, al materialismo, e a tutte queste stronzate che ti seguono ovunque tu sia, ovunque tu vada, anche se non te ne frega nulla di certe amenità, di certe idiozie e stupidità con la S maiuscola. Che rottura di ovaie(!!) insomma, questi sondaggi, queste ricerche, queste"rivelazioni", che ormai non interessano più a nessuno (se non ai Vip o a qualche "cerebroleso"omologato, senza cervello, e personalità)figuriamoci alla "gente comune" presa com'è da problemi seri, veri, quotidiani, tipo come arrivare a metà mese, come sopravvivere, mangiare, pagare l'affitto, far crescere i figli, non consumarsi e morire giorno per giorno e  prima del "dovuto"...
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La diossina in Francia se la son dimenticata?

Pubblicato da irpinianelmondo ,  Marzo 20, 2008

20.3.2008  - Prima il sequestro delle bufale, poi quello dei prodotti venduti dai caseifici, sì proprio quelli che servivano a produrre la pasta della deliziosa mozzarella di bufala conosciuta in tutto il mondo. Una maxi operazione con 400 carabinieri del Nucleo Antisofisticazione, del Noe e del comando provinciale di Caserta, Napoli e Avellino con l’aggiunta di prelievi di foraggio e latte prodotto in 82 allevamenti di bufale della provincia di Caserta dove si produce materia prima da conferire nei caseifici per la produzione di mozzarella.

 Obiettivo del maxi-blitz: controllare se il delizioso formaggio sia stato contaminato dalla diossina. Per questo motivo nell’ipotesi di reato del magistrati della Dda di Napoli nei confronti di 109 persone (produttori e allevatori) configura l’avvelenamento di acqua e sostanze alimentari, il commercio di prodotti adulterati. Un’operazione che era nell’aria, ma che sferra una mazzata tremenda alla produzione di prodotti caseari dell’area casertana-aversana, zona nelle quali il traffico di rifiuti tossici – gestito direttamente dai potenti clan della camorra casalese - ha finito per avvelenare pascoli e acque.

 

 

Ora, l’atto finale. L’operazione dell’Arma mira infatti a verificare – nei 29 caseifici visitati (22 in provincia di Caserta, 5 in provincia di Napoli e due ad Avellino) – l’eventuale presenza di diossina nei prodotti in commercio. Un blitz che ha suscitato non poche polemiche, ma la norma prevede che le analisi sui campioni di latte vengano effettuate direttamente nei caseifici e, nel caso che in partita si riscontri concentrazione di diossina superiore a sei pico-grammi per un grammo di grasso, oltre i parametri previsti dalla norma, si proceda al sequestro preventivo di tutti i fornitori di latte del caseificio. L’intervento di Dda e carabinieri arriva a 48 ore da un sequestro, su larga scala, di allevamenti (82 impianti messi sotto «sigilli») che ha scatenato l’ira dei proprietari di aziende zootecniche che, da lunedì e per 24 ore, hanno bloccato il casello di Capua dell’autostrada A1.

«Bene l’operazione del Noe sugli allevamenti di bufale. Il rigore dei controlli è una garanzia per tutelare la salute dei cittadini e salvaguardare uno dei prodotti simbolo del made in Italy», dice Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera. «Servono pene esemplari». Ma l’opinione dell’ex leader di Legambiente non sembra trovar proseliti nei politici locali. Giorni fa, l’assessore alla sanità della Regione, Angelo Montemarano, aveva puntato il dito contro giornali e televisioni. «La mozzarella campana è buona, bisogna sconfiggere il terrorismo mediatico che sta colpendo oltre misura la categoria dei produttori», aveva tuonato visitando un caseificio in provincia di Caserta. «La nostra mozzarella è la più buona del mondo», aveva concluso tra gli applausi degli addetti ai lavori.

Una Risposta a “CASERTA. MOZZARELLE E DIOSSINA: SEQUESTRI IN TUTTA LA PROVINCIA. CONTROLLI ANCHE IN DUE CASEIFICI DI AVELLINO”

25.3.2008 -La decisione della Corea del Sud di mettere al bando la mozzarella di bufala per il timore della contaminazione della diossina è saggia e logica e credo che l’Italia debba fare i giusti controlli per vedere se è ancora il caso di mettere questo alimento a disposizione della gente”. Lo dice il professor Silvio Garattini  direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, dopo la decisione del paese asiatico di bloccare l’importazione di mozzarelle di bufale campane. Garattini annuncia che il suo istituto effettuerà dei test per verificare l’eventuale contaminazione delle mozzarelle.“La diossina è una sostanza inquinante cancerogena che si deposita nei grassi - spiega ancora Garattini - per questo motivo una volta assunta dall’organismo è difficilissimo eliminarla perchè non è idrosolubile. La presenza di diossina riscontrata nel latte e nella mozzarella proveniente da alcuni allevamenti campani probabilmente è legata ai tanti roghi di immondizia che da settimane si susseguono nella Regione, ad opera dei cittadini esasperati dalla situazione di emergenza rifiuti”.

“La diossina si deposita sull’erba e, quindi, viene assunta dalle mucche per via orale. Una volta entrata in circolo – continua il professore - si deposita nel tessuto adiposo e viene eliminata nel latte. Questa sostanza infatti si deposita proprio nei grassi di cui è ricco il latte. E quindi nei prodotti derivati quali la mozzarella”. Per Garattini non bisogna rischiare: “prima si facciano i controlli e poi, eventualmente, si dia il via libera alla vendita di mozzarella di bufala e degli altri derivati a rischio”.

Per mia fortuna non sono il Mastellone di Ceppaloni(alias ormai"l'appestato"per tutti i politici, Mastella), e la mia difesa non è della serie"Cicero pro domo mea"...non è campanilismo, non è di parte, non sono campana, non sono di Napoli, di Caserta, di Avellino, non sono un imprendiotre, non sono un ministro.  Per carità, Garattini, fa il suo lavoro e ha ragione sul pretendere maggiori controlli, ma non condivido quanto dice riguardo la Corea. Dovremmo forse fare"occhio per occhio e dente per dente"?O applicare la legge del taglione?Quanta roba ci arriva dalla Corea e dalla Cina intrisa di veleni?Ce li siam dimenticati, i recenti giocattoli per bambini, ritirati dal mercato perché non solo non atossici ma pericolosissimi?L'unica differenza è che a noi mandano di tutto in Italia e mica ci avvertono della tossicità e pericolosità dei loro prodotti...Ci arriva carne, pesce, cibo, ci arrivano trucchi(sì, make-up), giocattoli per bambini, altamente tossici e nocivi per la salute. Ma per loro il business è business, anche se"nuoce gravemente alla salute come il fumo", anche se ovviamente mica ci dicono che si tratta di merce contaminata...Non è cha tra un po' come altri prodotti contraffatti ci arriverà la mozzarella di bufala cinese o coreana?Insomma una "bufala"?La guerra dei mercati si fa sempre più competitiva e se ne frega della salute, della vita, dei consumatori. Il business, i soldi, il potere, lo sviluppo dell'economia, il predominio geopolitico e finanziario, solo questi contano...Chissà perché e non lo dico per nazionalismo, quando accade qualcosa in Italia, la cassa di risonanza è iper amplificata, l'eco arriva in capo al mondo...La diossina sprigionata dall'inceneritore di Gilly sur Isère e da altri inceneritori in Savoia nel 2001, è scivolata nell'oblio?E vogliamo ricordare ciò che è accaduto e accade nel resto d'Europa e negli Usa?

Dalla letteratura si evince chiaramente che le diossine, che vengono emesse in grandi quantità da questi inceneritori, da un punto di vista chimico sono sostanze molto stabili e persistenti, mentre da un punto di vista biologico sono molto attive con possibilità di creare disturbi a diversi sistemi ormonali: ormoni sessuali maschili (abbassa il livello di testosterone con conseguente riduzione di fertilità), femminili, ormoni tiroidei (deficit dello sviluppo), viene depresso il sistema immunitario, compaiono problemi neuro-comportamentali con disturbi dell’apprendimento oltre ad un azione teratogena (malformazioni genitali) e cancerogena.

La diossina è solubile nei grassi, è persistente e si accumula nella catena alimentare specialmente nei grassi animali: l’80-90% del nostro assorbimento viene dai latticini, carni e pesce.

Il professor Paul Connet (12), chimico industriale dell’Università di New York ed uno dei più grandi esperti d’incenerimento e trattamento rifiuti, fa osservare come di un inceneritore ciò che è più evidente è la notevole altezza della ciminiera, il che farebbe pensare che grazie alla dispersione delle ceneri volanti queste andranno talmente lontano che, al momento dell’assorbimento, le sostanze tossiche in esse contenute saranno talmente diluite da non costituire più un pericolo.

In realtà gli animali semplicemente andandosene in giro a pascolare possono riconcentrare queste sostanze diffuse dall’inceneritore, comprese le diossine: da bovini, ovini, caprini, pollame, pesci e molluschi (considerato che una parte finisce in mare), queste sostanze ritornano all’uomo!

Il fegato non riesce a convertire le diossine in prodotti solubili in acqua, così esse si accumulano nei grassi del corpo umano.

Il maschio non può liberarsi di esse, ma la donna si: semplicemente avendo un bambino! La maggior parte della diossina accumulata da una donna in 20-30 anni passa al feto durante la gravidanza. Il feto subisce un contrasto tra ormoni e questi agenti chimici, a scapito del suo sviluppo. In seguito il neonato continuerà ad assorbirle tramite l’allattamento al seno!

E’ questo il motivo per il quale oggi negli USA gli esperti consigliano alle donne residenti nelle aree a rischio e che vogliono avere un bambino di ridurre l’esposizione alle diossine molto prima della gravidanza limitando l’assunzione di carni grasse e assumendo latte scremato invece di latte intero.

A proposito di termovalorizzatori (13) vorremmo citare alcune storie esemplari di inceneritori in Europa; la costruzione di grandi impianti di smaltimento per incenerimento di rifiuti comincia in Germania all’inizio degli anni ’80.

Per esempio nel 1990, le misure al camino dimostravano che l’inceneritore di Ingolstadt, in Baviera, emetteva 400 ng (nanogrammi) di diossine per m3 di fumi a fronte del limite di 0,1 ng. Pertanto quest’unico impianto emetteva annualmente 207 gr di diossine a fronte dei complessivi 400 gr che avrebbero dovuto emettere tutti i 37 inceneritori operanti in Germania. A fine ’90 due delle tre unità che componevano quest’impianto, costruito nel 78, venivano disattivate. Sempre in Baviera in una città di medie dimensioni, nostra omonima, Augusta, si sono spesi 520 milioni di dollari per costruire un sofisticato inceneritore che oggi è un si è rivelato un disastroso elefante bianco incredibilmente antieconomico ed inquinante.

Ma la salute degli inceneritori e dell’ambiente a loro vicino è decisamente peggiore in Francia. La situazione più drammatica si registra nel corso del 2001 ad Albertville in Alta Savoia a due passi dalla Val d’Aosta. Nella zona, nel latte di mucca, si riscontravano mediamente 24 pg (picogrammi) di diossine per grammo di grasso, con punte di 70 pg. Il 27 ottobre 2001, a seguito di questi dati, l’impianto di incenerimento, realizzato nell’ 85, veniva chiuso. A fine novembre dello stesso anno i controlli verificavano che erano circa 200 i proprietari di bovini, ovini e caprini toccati in modo significativo dall’inquinamento: a termovalorizzatore chiuso è vietata la vendita di latte e uova, la produzione di 11.000 litri di latte al giorno dev’essere distrutta. Anche la carne risulta contaminata e alla fine si deciderà di abbattere 5000 capi d’allevamento. Gli indennizzi agli allevatori sono valutati nell’ordine di 60-70 milioni di franchi (9-12 milioni di euro).

Il 1998, per gli stessi motivi, ha decretato la fine di 2 inceneritori nel nord della Francia (1,3 pg di diossine per grammo di grasso nel latte raccolto nelle zone agricole circostanti). Ma gli inceneritori che se la passano peggio sono quelli americani; il Wall Street Journal dell’ undici agosto ‘93 già metteva in guardia i lettori dall’investire negli inceneritori in quanto giudicati un disastro finanziario per i governi locali. Per questo motivo negli USA, ma anche in Italia, gli inceneritori sono fuori mercato se non sostenuti da generose sovvenzioni statali. Nel marzo 1996 Jim Edgard, governatore dell’Illinois, ha deciso di abolire la legge approvata nel 1988, che detassava l’acquisto di elettricità dagli inceneritori, con un costo per lo stato dell’Illinois di circa 3 miliardi di dollari nei successivi 20 anni. Questa decisione ha provocato la bancarotta dell’inceneritore di pneumatici di Ford Heights ed ha messo in crisi una dozzina di inceneritori dell’area di Chicago. Non è quindi un caso che negli Stati Uniti si faccia ricorso all’incenerimento per trattare solo il 16% dei rifiuti, mentre il riciclaggio, in gran crescita, ne smaltisce circa il 40%. Emblematica la situazione di New York che, nel 1960, utilizzava 11 impianti d’incenerimento per trattare i suoi rifiuti e nel 1981 gli inceneritori si riducevano a 3. Ma nel 1993, anche questi 3 impianti, troppo costosi per essere adattati alle più stringenti norme antinquinamento, erano definitivamente cancellati, a favore del riciclaggio e del compostaggio. Così come New York anche Seattle, città di 500.000 abitanti, 10 anni fa ha deciso di fare a meno degli inceneritori puntando su un riciclaggio spinto fino al 60% (obiettivo raggiunto nel 2000).

In Italia ogni inceneritore viene controllato due volte l’anno con preavviso di un mese alla ditta che lo gestisce, che così viene avvertita del controllo. Tale controllo viene eseguito da tecnici di laboratorio che inseriscono una sonda nella ciminiera a circa metà della sua altezza e il monitoraggio per legge dura otto ore. In pratica in Italia un inceneritore viene monitorato per 16 ore l’anno su 8.000 ore di funzionamento ed emissioni in atmosfera!

Un tale tipo di monitoraggio è spazzatura dal punto di vista scientifico. Basta pensare a quanto è stato dimostrato da due scienziati belgi, De Free e Wevers nel 1998, i quali hanno eseguito un test di 16 ore ed un successivo test di due settimane nello stesso inceneritore. Quello che è emerso dal test di due settimane è che la concentrazione di diossina è da 30 a 50 volte superiore rispetto al test di 16 ore.

Ci si chiede: non sarebbe corretto, al fine di garantire la salute della popolazione residente arrivare a un monitoraggio continuo per tutto l’anno?

Ogni tre tonnellate di rifiuti inceneriti c’è almeno una tonnellata di cenere che nessuno vuolel. In nn Svizzera e Germania, queste vengono messe in contenitori di nylon e depositate in miniere di sale, uno stoccaggio simile a quello dei rifiuti radioattivi. Ma conviene ricavare energia elettrica dai rifiuti? L’incenerimento non è sostenibile considerato che le risorse del nostro pianeta non sono infinite ed è evidente che non possiamo continuare a produrre oggetti e bruciarli con questi ritmi. Se anche si riuscisse a rendere sicuro l’incenerimento dei rifiuti, che senso avrebbe spendere tanti soldi per distruggere risorse che in futuro sarà sempre più difficile reperire.

 

Possibilità alternative all’incenerimento

Il Prof. Connet nella conferenza tenuta a Catania lo scorso Gennaio 05, infatti ha precisato che ormai negli USA da quasi venti anni non si costruiscono inceneritori e che la scelta dell’incenerimento è una soluzione da “dinosauri”. Come abbiamo visto precedentemente, gli inceneritori in America stanno chiudendo a ripetizione e viene messo in atto il programma “strategie rifiuti zero” studiato ed introdotto dallo stesso Prof. Connet. Ad esempio San Francisco, nel 2003 ha aderito a tale programma e nel 2006 arriverà al 75% di raccolta differenziata (e già è ampiamente sulla buona strada), entro i prossimi 10 anni raggiungerà l’obiettivo “rifiuti zero”.

Ma quanto sopra, già avviene in Europa e in buona parte del nord Italia.

La “strategia “rifiuti zero” è basata sulla raccolta differenziata spinta. Come detto già presente nel nord Italia: es. provincia di Treviso dove si raggiunge il 70,01 % nei 22 comuni gestiti dal consorzio PRIULA; es. Asti con il 74% di raccolta differenziata; es. Torino e provincia con tutta una serie di valori superiori al 70% con punte dell’80%, valori raggiunti nell’arco di 2-3 anni. Tali esperienze hanno dimostrato che per arrivare a questi risultati non è un problema di colore politico (a Treviso domina la Lega, mentre Asti ha un sindaco di Rifondazione Comunista) ma di scelte intelligenti e di volontà politica.

 Ai suddetti risultati si è arrivati applicando una serie di provvedimenti protocollati dal progetto “RIFIUTI ZERO”:

1) passaggio dal sistema di raccolta stradale a quello di raccolta domiciliare (porta a porta)

Viene distribuito in comodato gratuito un kit di piccoli contenitori carrellabili di vari colori, in genere tre: uno per i rifiuti umidi e putrescibili (che sono quelli che creano fonti di rischio per la salute e l’igiene pubblica), uno per i materiali riciclabili, uno per i materiali non riciclabili. A questi contenitori viene anche aggiunta una “borsa” per i materiali cartacei.

La frequenza di svuotamento dell’umido è di 2-3 volte la settimana e il ritiro avviene secondo giorni prestabiliti di fronte alle residenze. Gli altri due contenitori vanno ritirati su richiesta direttamente legata alla produzione dei rifiuti. Vengono pertanto eliminati i cassonetti stradali.

2) applicazione del passaggio da tassa a tariffa basata sulla quantità di rifiuto non riciclabile prodotto dalle singole utenze:

il contenitore del non riciclabile è dotato di un trasponder che identifica e registra gli svuotamenti effettuati. In pratica paghi per quanto butti.

3) riduzione degli imballaggi:

innanzitutto bisogna attivare un tavolo con le categorie commerciali allo scopo di definire un accordo di programma per esempio indirizzato a pratiche di riuso dei contenitori (vuoto a rendere), utilizzo di bottiglie in policarbonato per il latte (un tipo di plastica riutilizzabile all’infinito), bottiglie multistrato per l’acqua e le altre bevande, progettazione e modalità di imballaggio più semplici ed utilizzando materiale riciclabile.

4) Impianti di comunità:

in tali impianti vengono portati tutti i tipi di elettrodomestici che si possono smontare e se possibile riassemblare per il riuso (mercatini dell’usato e centri di riparazione e riuso: creano personale specializzato e molti più posti di lavoro di un inceneritore).

 Questi centri sono dotati di attrezzature dove è possibile un ulteriore screening del non riciclabile in genere a mezzo di nastri trasportatori che intercettano e separano per via elettro-meccanica e balistica ancora cartoni non contaminati, ulteriori metalli, vetri, plastiche, barattoli di vernice, pile, medicinali.

A questo punto il resto non riciclabile viene inviato in una linea di biostabilizzazione dove i residui a base organica (residui alimentari o vegetali, materiali cartacei contaminati) vengono trasformati in una frazione organica stabilizzata (F.O.S.) e quindi non pericolosa. Questa frazione F.O.S. può essere costipata in discarica per materiali secchi (rappresenta non più del 15-20% dei rifiuti urbani) in attesa che migliori prestazioni delle industrie permettano di raggiungere l’obiettivo di azzerare i rifiuti non riciclabili. In pratica le merci che non possono essere riutilizzate, riciclate e/o compostate sarebbe utile impedire alle industrie di produrle. In estrema sintesi si assume che non si devono produrre merci che non possano essere riutilizzate e riciclate.

Recenti studi della Federambiente dimostrano come, anche se i costi della raccolta porta a porta sono maggiori, alla fine la riduzione del 70% degli smaltimenti permette di ottenere un saldo fortemente positivo.

In conclusione con tale sistema l’umido viene trasformato in compost di qualità; la plastica, il vetro, la carta, le latte, il ferro, la gomma (copertoni), vengono riciclati; i rifiuti vegetali per es. quelli della della potatura trasformati in pannelli di truciolare, (di certo non si costruisce un inceneritore per biomasse. L’esempio viene da Reggio Emilia dove un impianto costruito annesso ad una discarica per rifiuti di potatura produce in atto 31.000 pannelli di truciolare al giorno.).

Sempre nella stessa tavola rotonda che Greenpeace, Italia Nostra e Legambiente hanno organizzato il 6 marzo 2004 a Genova è stata presentata una nuova tecnologia per il trattamento dei RSU:

La Biossidazione e la Biostabilizzazione (16)

Il professor Fabrizio Adani del Dipartimento di Produzione Agraria dell’Università di Milano ha ampiamente illustrato queste biotecnologie che, sfruttando i normali microrganismi che vivono nel terreno, “ossidano” a bassa temperatura in apposite bio-celle, chiuse e termicamente isolate, con aria forzata ed in condizioni di umidità e temperatura controllate, la frazione putrescibile degli scarti urbani.

Il processo di biossidazione richiede circa 20 giorni, il calore sviluppato dai batteri durante la biossidazione degli scarti, riscalda la massa in fase di compostaggio a temperature fino a 60-70 gradi, a queste temperature non sopravvivono eventuali batteri patogeni, larve di mosche, semi di piante infestanti e quindi si realizza una vera e propria sanificazione del compost prodotto che rende sicuro il suo successivo impiego in agricoltura.

Per quanto riguarda i materiali post-consumo che non si è riusciti a raccogliere in modo differenziato, l’obbiettivo di certo non può essere quello di produrre un compost di qualità per uso agricolo a causa dell’inevitabile contaminazione di vetro, plastica, metalli, ma solamente quello di eliminare la frazione putrescibile e sfruttando al massimo il calore prodotto con la biossidazione di questa frazione ridurre drasticamente l’umidità dei materiali post-consumo (MPC).

Da questo materiale biostabilizzato con sistemi magnetici si recuperano facilmente i metalli e con sistemi meccanici si separano gli scarti inerti pesanti (pietre, vetro e ceramiche).

Dopo i suddetti trattamenti, si ha una perdita di massa complessiva che si aggira sul 40-50% rispetto alla massa originaria. Il materiale MPC così biostabilizzato e bioessiccato e ridotto di volume, è ulteriormente trattato per produrre il cosiddetto combustibile da rifiuto (CDR) che ha un ottimo potere calorifico (16.000-18.000 KJ/kg) confrontabile con quello di un buon combustibile fossile. Pertanto esso può essere utilizzato in parziale sostituzione di altri combustibili in impianti termici già esistenti (esempio: centrali elettriche, cementerie, ecc.) non già di certo come scusa per costruire inceneritori.

In ogni caso in assenza dei suddetti impianti, gli scarti biostabilizzati possono essere compressi e messi a discarica, nel pieno rispetto delle rigorose direttive dell’Unione Europea, sicuri che non creeranno alcun tipo di problema ambientale e sanitario. Questa tecnica è utilizzata nel Friuli per trattare il 37% degli RSU e in Umbria il 51%.

Come illustrato nella stessa tavola rotonda il professor Emilio Benfenati dell’Istituto Mario Negri di Milano, un termovalorizzatore al meglio delle sue prestazioni emette 2 picogrammi di diossina per m3 di fumi prodotti. In ogni m3 di aria che esce da un biossidatore il ricercatore del Mario Negri ha trovato solo 0,03 picogrammi di diossine, ancora meno di quelle che si trovano nell’aria della pianura Padana (0,2 picogrammi).

Altre interessanti caratteristiche della biossidazione che la rendono fortemente competitiva nei confronti della termovalorizzazione, sono i tempi di realizzazione degli impianti (14-18 mesi), i costi di realizzazione (24.000.000 di euro, per un impianto da 120.000 t/anno), i costi del trattamento (da 50 a 109 euro/tonn.).

Insomma, mentre un termovalorizzatore, inesorabilmente è un costoso impianto che inquina l’aria, crea ceneri che necessitano di discariche speciali, il biossidatore depura l’aria che lo attraversa grazie alla benefica azione di microrganismi che si sono specializzati nella degradazione biologica delle diossine.

Pertanto in Sicilia, come in altre parti d’Italia, un Altro Piano Rifiuti senza termovalorizzatore, se si vuole, è possibile e doveroso, al fine di salvaguardare la salute delle generazioni presenti e future del triangolo Augusta-Priolo-Melilli oltre che delle città di Floridia, Solarino e Siracusa, quali aree viciniori interessate.

Non si riesca a capire perché in Italia vi sia la corsa agli inceneritori (ne sono stati programmati circa 100 nel territorio nazionale) nonostante una direttiva europea indichi come entro il 2014 essi debbano scomparire dall’Europa. In pratica in Italia esiste un rivolo di denari (provvedimento CIP 6 e quota fissa tassa rifiuti) che portano soldi per la costruzione degli inceneritori. Pertanto essi “vanno costruiti” anche se ciò comporta danno all’ambiente e alla salute dei cittadini che avranno la sfortuna di risiedere nelle zone dove essi sorgeranno. (da www.files.meetup.com )

Qualche nota negativa sull'Italia ce la metto sempre ma solo per obiettività, però sapendo quanto si poteva fare in passato e non si è fatto, sapendo cosa è accaduto in Francia, in Germania, negli Usa e in altri paesi ed è passato sottotono...è irritante scoprire che:in Italia si fanno solo chiacchiere e pochi o niente fatti;è molto irritante vedere che l'Italia balza ai"disonori"di cronaca sempre, subito, a lungo, sia che si tratti di mafia, camorra, 'ndrangheta, ecomafia, rifiuti, che di politica(tangenti, nepotismo, politici inquisiti), o"varie ed eventuali". Di recente poi pare che il peggio del peggio accada solo in Italia, forse perché gli altri paesi i"panni sporchi se li lavano in casa"?Forse perché negli altri paesi c'è il bavaglio alla stampa e libertà di stampa, di parola ed espressione, non sanno più purtroppo cosa significhino?Forse perché le superpotenze come gli USa non ci stanno a farsi mettere i piedi in testa, a sputare addosso, a infangare, come invece l'Italia lascia fare a tutti, cani e porci(con tutto il rispetto per i cani e porci animali)?Non c'è crisi, c'è vera e propria recessione negli United States, il dollaro arranca, la crisi dei mutui si sta ripercuotendo sull'economia e su altri settori trainanti, ma loro si mostrano sorridenti e vincenti(mi ricordano qualcuno che ha dimora ad Arcore hehehe hahaha)seppure invece prostrati e sconfitti su più versanti e fronti. Tiriamolo fuori quindi un po' di orgoglio nazionale, mi son rotta le scatole di quelli che parlano solo male dell'Italia e degli italiani, che siano detrattori connazionali o stranieri.

STORIE D'ORDINARIO INCENERIMENTO

Italia Nostra, WWF, Legambiente

 

Queste note erano destinate, in primo luogo, al Sindaco Pericu, poco prima della sua relazione nel Consiglio Comunale di Genova (settembre 1999) che doveva cercare di ricucire lo strappo che il progetto di costruire un inceneritore di rifiuti sotto la Lanterna aveva aperto nella Giunta e in città.

Il Sindaco ignorò queste nostre note e le conclusioni furono le dimissioni dell'Assessore all'Ambiente (Chiara Malagoli dei Verdi) e l' annullamento, a "furor di popolo" di quel progetto.

Nel Maggio del 2002, alla vigilia di nuove elezioni amministrative, il problemi dei materiali post consumo prodotti in gran parte dai genovesi non ha ancora trovato una soluzione. Su questo punto tutti candidati sono molto cauti perché continuano a pensare (sbagliando) che solo un inceneritore potrà risolvere il problema e quindi qualcuno (si presume, i membri politicamente più deboli all'interno della comunità) si dovrà accollare l'onere di ospitare vicino a casa propria quest'impianto.

Pertanto queste note, opportunamente aggiornate, sono rivolte, oltre che ai candidati palesemente poco e male informati, a tutti i genovesi e a tutti gli italiani che vogliono capire qualcosa di più su quest' argomento ed in particolare se gli inceneritori sono veramente, come qualcuno vuol far credere, la panacea al problema rifiuti.

Racconteremo quindi alcune storie eccellenti d'inceneritori, basate, come avviene quando si scrive la Storia, su documenti e non su miti od opinioni..

La prima storia è quella degli inceneritori di MONACO di BAVIERA che, qualche anno fa, hanno perso, nel confronto con il riciclaggio, con un netto 2 a 1.

In base ai documenti forniti dall'Ufficio per la Gestione dei Rifiuti della città di Monaco, nella capitale bavarese, in solo otto anni, la produzione di rifiuti si è ridotta del 60 %, anche grazie al riciclaggio che, in questo stesso periodo è passato da 150.000 tonnellate l'anno a 350.000 tonnellate (pari alla produzione di tutti i rifiuti genovesi!). A farne le spese è stato l'inceneritore di Monaco Sud che, il 31 Dicembre 1997, è stato chiuso definitivamente. A dir la verità, anche l'inceneritore superstite, quello di Monaco Nord, non gode di buona salute: è sovra-dimensionato rispetto alla produzione residua di rifiuti degli abitanti di Monaco (1.300.000 persone). Per fortuna, in suo soccorso è arrivato un contratto con le regioni limitrofe che hanno garantito all'impianto una boccata di "ossigeno": 70.000 tonnellate l'anno di rifiuti!

Ma ad aver fame di rifiuti non c'è solo il superstite inceneritore di Monaco; la passione per il riciclaggio che ha travolto i tedeschi, da qualche tempo ha messo a "stecchetto" molti altri impianti.

Nel numero d'Ottobre del 1996, Newsweek scrive: " Negli anni '80, la fobia dei tedeschi nei confronti dei rifiuti, indusse i governi locali a costruire grandi impianti di smaltimento rifiuti che oggi costano una fortuna ai contribuenti solo per essere tenuti aperti. Ad esempio, una città di medie dimensioni come Augusta, in Baviera, ha speso 520 milioni di dollari per costruire un sofisticato inceneritore che ora è un disastroso elefante bianco."

Forse sarebbe opportuno rileggere alla luce di queste informazioni la tanto deprecata scelta di risolvere l'emergenza rifiuti della Regione Campania inviando i suoi rifiuti, via treno, negli inceneritori tedeschi. Non dubitiamo che l'operazione sia stata particolarmente costosa, ma essa conferma anche il sovra-dimensionamento degli impianti d'incenerimento tedeschi, situazione che fa dubitare sull'economicità del loro normale servizio e che, forse, senza l' emergenza, avrebbe permesso di spuntare prezzi più convenienti per le casse dello Stato Italiano.

Peraltro, non tutti gli inceneritori tedeschi si sono mostrati all'altezza della fama di competenza e rigore tecnico dei loro costruttori. Nel 1990, le misure a camino constatavano che l' inceneritore di Ingolstadt, sempre in Baviera, emetteva 400 nanogrammi di diossine per metro cubo di fumi, a fronte del limite di 0.1 nanogrammi, previste dalle normative che sarebbero entrate in vigore nel 1991. Pertanto quest'unico impianto emetteva annualmente 207 grammi di diossine, a fronte della quantità totale di diossine da parte di tutti i 37 inceneritori operanti in Germania, stimata, da parte dell' Agenzia Federale per la Protezione dell'Ambiente, in 400 grammi di diossine all'anno. Pertanto, alla fine del 1990, due delle tre unità che componevano questo impianto, costruito nel 1978, venivano disattivate (Sud Deutsche Zeitung, 24, 09, 1990).

Ma la salute degli inceneritori e dell' ambiente a loro vicino è decisamente peggiore in FRANCIA.

Questa volta i fatti sono molto più recenti e molto più gravi; interessante notare la scarsa attenzione data dalla stampa italiana a questi fatti, accaduti a pochi chilometri di distanza dalla Val D' Aosta. Nel 1998, la tutela del buon nome del "camembert" ha decretato la fine di due inceneritori, nel nord della Francia. La loro colpa è stata quella di aver contaminato di diossine i pascoli tutt'intorno e, di conseguenza, il latte delle mansuete ed ignare mucche che pascolavano su quei prati. A fronte di una concentrazione media di diossine pari a 1,3 picogrammi/grammo di grasso nel latte raccolto in zone agricole francesi, il latte prodotto dalle mucche che pascolavano sotto vento a questi due impianti è risultato contaminato da più di 5 picogrammi / grammo (pari al limite massimo ammesso dalla normativa francese).

Ma quest' episodio è stato la classica punta dell' iceberg. Man mano che si accumulavano i dati sulla concentrazione di diossine nei fumi dei 161 impianti d' incenerimento operanti in Francia, alla fine del Gennaio 2002, si constatava che ben 43 di questi, (il 27 %) , non rispettava il limite di emissioni di diossine. La situazione più drammatica si registrava, nel corso del 2001, ad Albertville, nell'alta Savoia, a circa 50 chilomerti da Chambrey.In questo caso, nel latte di decine di mucche si riscontrano mediamente 24 picogrammi di diossine per grammo di grasso, con punte di 70 picogrammi.Il 27 Ottobre del 2001, a seguito di queste misure l' impianto d' incenerimento, realizzato nel 1985, veniva chiuso.

Le ulteriori analisi confermavano che la contaminazione interessava un'area molto vasta. Il latte di otto produttori, con una contaminazione di diossine superiore a 10 picogrammi, veniva distrutto e il formaggio da loro prodotto ritirato dal commercio. Alla fine di Novembre i controlli verificavano che sono circa 200 i proprietari di bovini, ovini e caprini toccati in modo significativo dall' inquinamento. E' vietata la vendita di latte e di uova. E la produzione di 11.000 litri di latte al giorno deve essere distrutta. Anche la carne risulta contaminata e alla fine si deciderà di abbattere 5000 animali d'allevamento.Gli indennizzi agli allevatori sono valutati nell' ordine di 60/70 milioni di franchi (9-12 milioni di euro)!

Invece, la più lunga tradizione d'incenerimento rifiuti è quella del Principato di Monaco, dove opera uno dei più antichi impianti d'incenerimento del mondo. In base a quanto riportato nel numero del 5 Settembre, 1999 di " Ingegneri della Liguria" il primo impianto di Montecarlo risale addirittura al 1898. Tuttavia, per evitare il ridicolo, invitiamo tutti i numerosi estimatori di quest'impianto a non citarlo più come esempio di convivenza tra inceneritori e centri urbani, perché il venerando impianto è a misura del numero di sudditi di Sua Maestà Ranieri (30.000 persone) e quindi tratta solo 60 "misere" tonnellate di rifiuti il giorno (per Genova si propone un impianto di oltre 800 tonnellate il giorno).

Peraltro, nel Febbraio del 1996, i Monegaschi che abitavano intorno a quest'inceneritore devono aver ringraziato il cielo per avere sotto casa un impianto così piccolo, perché altrimenti, sarebbero state molto più di diciannove le persone costrette al ricovero ospedaliero a causa di una nube tossica sprigionatasi dall'impianto (Secolo XIX, 1 Febbraio 1996).Ma gli inceneritori che se la passano peggio, sono quelli AMERICANI. A metterli in crisi è, nientepopodimeno che il "Mercato". L'edizione del 11 Agosto 1993 del Wall Street Journal metteva in guardia i lettori ad investire negli inceneritori di rifiuti urbani, in quanto giudicati un disastro finanziario per i governi locali. Il motivo di quest'avviso è molto semplice: l'alto e crescente costo dell'incenerimento causato dagli enormi investimenti, resi obbligatori per abbattere gli inquinanti che lo stesso incenerimento produce a carico dei rifiuti urbani, la cui tossicità intrinseca è, peraltro, bassissima (la maggiore quantità dei rifiuti urbani negli USA, come in Europa, è rappresentata da carta e imballaggi per alimenti).

Per questo motivo negli USA, ma anche in Italia, gli inceneritori sono fuori mercato se non sono sostenuti da generose sovvenzioni statali.E' proprio quello che è successo nel marzo del 1996, quando Jim Edgard, governatore dell'Illinois, ha deciso di abolire la legge, approvata nel 1988, che detassava l'acquisto d'elettricità prodotta dagli inceneritori, con un costo per lo stato dell'Illinois di circa tre miliardi di dollari, nei successivi venti anni. Questa decisione ha provocato la bancarotta dell'inceneritore di pneumatici di Ford Heights e ha messo in crisi una dozzina d'inceneritori dell'area di Chicago.Non è quindi un caso che negli Stati Uniti si faccia ricorso all'incenerimento per trattare solo il 16 % dei rifiuti, mentre il riciclaggio, in gran crescita, " smaltisce" mediamente il 30 % dei rifiuti prodotti in questo paese, con punte superiori al 40 % in molti Stati Federali.

Emblematica la situazione di NEW YORK che, nel 1960, utilizzava undici impianti d' incenerimento per trattare i suoi rifiuti. Nel 1981, gli inceneritori si riducevano a tre. Ma, nel 1993, anche questi tre impianti, troppo costosi per essere adattati alle più stringenti norme anti inquinamento, erano definitivamente cancellati, a favore del riciclaggio e del compostaggio.

Ma non è New York la sola città americana che ha deciso di fare a meno degli inceneritori. Anche Seattle, una città di 500.000 abitanti nello stato di Washington, dieci anni or sono, ha deciso di far a meno degli inceneritori puntando su un riciclaggio spinto al 60 %, obiettivo raggiunto nel 2000 per la raccolta dei materiali post consumo prodotti dagli abitanti delle aree residenziali e con una media di riciclaggio, su tutta la città, pari al 47 %.

Sempre rimanendo nella realtà nord americana, interessanti i dati forniti dalla contea di Alameda, nel Nuovo Messico, (http://www.stopwaste.org/diversion-1.html) che smentiscono chi afferma che occorrono tempi lunghi per raggiungere quote significative di riciclaggio e che è difficile raggiungere il 35 % di riciclaggio. La città di Alameda nel 1990 riciclava il 15 % dei suoi rifiuti, nel 1995 la quota era del 48 %, nel 1996 cresceva ancora al 51% , nel 1997 era al 56% e nel 1999 il riciclaggio raggiungeva il 64% (sic) !

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venerdì, 21 marzo 2008

BENVENUTA PRIMAVERA ;) :)

La mia stagione preferita!!Che pazzerello marzo("marzo pazzerello, esce il sole e prendi l'ombrello"canticchiavamo da bambine, al pari di"piove piove acqua di limone")però è il mese dei risvegli, delle rinascite, madre terra ci regala prati e alberi in fiore e i frutti più appetitosi, la Natura rinasce, si colora di verde e di sfumature policromatiche da mozzarci  il fiato. A marzo festeggio(e gli amici son sempre così cari da ricordarsene e farmi auguri e regali)il mio Onomastico(il 13 marzo). E che dire poi di aprile("dolce dormire"), un mese soave;e dei profumi di maggio("il mese delle rose"e , una volta, dei matrimoni)?E poi c'è giugno il mio mese prediletto, e non solo perché sono nata a giugno, ma perché è il mese più caldo, solare, della primavera;è il mese della primavera e al contempo segna l'inizio dell'estate, le scuole chiudono, si respira aria di vacanze estive.

Il 21 marzo è una data che amo molto e mi piace festeggiarla per due motivi in particolare:inizia la Primavera ed è la giornata mondiale della Poesia.

21 marzo giornata mondiale della Poesia

Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è stato proclamato dall’UNESCO giornata mondiale della poesia.

La Conferenza Generale dell'UNESCO, in occasione della sua 30ª Sessione svoltasi a Parigi nel 1999, ha proclamato il 21 marzo Giornata Mondiale della Poesia nell'intenzione di offrire l'occasione di svolgere attività e manifestazioni finalizzate alla divulgazione e alla promozione della poesia nel mondo.

In particolare, nel documento di proclamazione della Giornata Mondiale della Poesia, viene indicato l'intento di promuovere:

I gli sforzi delle piccole case editrici che combattono per entrare nel mercato librario pubblicando instancabilmente le raccolte di giovani poeti;
II il ritorno alla tradizione orale, ossia alla performance dal vivo, dato che i recital di poesia attirano un pubblico sempre più numeroso;
III il recupero di un dialogo tra la poesia e le altre arti (quali il teatro, la danza, la musica, la pittura ecc.) imperniato su contenuti fondamentali come la cultura della pace, la non-violenza, la tolleranza ecc.;
IV l'interdipendenza, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, di tutte le arti e della filosofia, anch'essa affine alla poesia, in modo da infondere nuova vita alle parole di Delacroix, che scrisse sul suo diario: "Non c'è arte senza la poesia"; V l'immagine della poesia nei media, per fare in modo che la poesia non venga più considerata una forma d'arte sorpassata, bensì una maniera di esprimersi capace di permettere alla società nel suo insieme di recuperare ed affermare la sua identità.
Non si può vivere senza la poesia, è verissimo:"Non c'è arte senza la poesia"(Eugène Delacroix). Non si può vivere senza:amore, poesia, musica, bellezza, primavera. BUONA PRIMAVERA a te, e a tutti  
p.s. dalla prossima settimana riprende lo spazio dedicato alla naturopatia:"El mundo natural".

Primavera: focus sulle gambe
Arriva il caldo. Pesantezza, gonfiore, capillari rotti: una situazione comune, specie per chi trascorre molte ore seduta o in piedi. Il rimedio naturale ed efficace per gambe superstar

Caldo in arrivo, problemi in vista per chi soffre di gonfiore alle gambe. Prima di scoprire come risolverli, cerchiamo di spiegarne le cause.
Esiste una sindrome chiamata stasi venosa: si tratta del ristagno del sangue nelle vene, generato dalla perdita di tono dei vasi e dal cattivo funzionamento delle valvole venose. In queste condizioni, il sangue che dai piedi risale verso il cuore può refluire verso il basso: le vene superficiali si dilatano, diminuisce la capacità contenitiva delle valvole e si incrementa ulteriormente il ristagno. Con il caldo i disturbi si accentuano, poiché il calore richiama sangue nei capillari, provocando la dilatazione dei vasi superficiali e il rallentamento della circolazione. Le conseguenze: gambe gonfie, che fanno male, che formicolano, pelle a buccia d’arancia, cellulite, capillari in bella evidenza sulle caviglie, nella parte alta delle cosce ecc.
Per risparmiarci tutto questo, primo, occhio all’alimentazione e allo stile di vita: evitiamo il soprappeso e il fumo, beviamo tanta acqua, limitiamo l’uso del sale, usiamo calze a compressione graduata (ok, d’estate è impossibile, lo ammettiamo…), mangiamo una quantità sufficiente di fibre e muoviamoci di più, per attivare la muscolatura e favorire il ritorno venoso. Secondo, attenzione ai dettagli: quando siamo sedute, non accavalliamo le gambe a lungo, per evitare pressioni sulle cosce che ostacolano la circolazione. Alziamoci ogni tanto e facciamo qualche passo per stimolare la circolazione. Infine, cerchiamo di dormire con le gambe sollevate rispetto al corpo, magari mettendo un cuscino sotto il materasso o delle tavolette spesse sotto i piedi del letto alla parte delle gambe. Ma per arrivare alla primavera con gambe toniche e scattanti, oltre a sbarazzarci di dolciumi e patatine e andare più spesso in palestra, possiamo soprattutto affidarci alla natura: al Meliloto, ad esempio, una pianta dalle spiccate proprietà antinfiammatorie e vasoprotettrici; alla Cumarina, che facilita l’eliminazione di alcune sostanze responsabili del gonfiore; oppure alla Centella asiatica, che rende più elastici i vasi e aiuta a combattere la cellulite.
Tutti questi principi attivi vegetali li troviamo racchiusi in Stasiven Top, l’emulsione leggera, non grassa, ricca inoltre di minerali che stimolano il turnover cellulare e che cementano i tessuti. Con un’azione naturale più efficace dei tradizionali metodi utilizzati in cosmesi, Stasiven Top contribuisce a tonificare i vasi e i capillari, a stimolare la circolazione e a ridurre il ristagno dei liquidi; in più, idrata a lungo e dona un senso di benessere e di freschezza della pelle, alla vista e al tatto.
Stasiven Top va applicato due volte al giorno, alla mattina e alla sera, con un bel massaggio dal basso verso l’alto così da agevolare il flusso del sangue. Che sollievo, soprattutto dopo il bagno o la doccia... 
(da    www.farmasalute.it )

N.B. Di creme, gel, naturali(fitoterapia)ce ne sono tanti(anche economici, non costosi) basta fare un salto in erboristeria o nei negozi biologici :)

  ancora BUONA PRIMAVERA!!!!!!!!!!!!!!!!!!   

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Gruppo di studio Pelvi. "Donne per le donne":visite gratuite. Prevenzione e screening

Si chiama Gruppo di Studio PELVI, Prowomen-prevention Epidemiology of Low intestinal tract disorder, Vaginal prolapse and Incontinence, la nuova formazione composta da sei chirurghe generali specializzate in colonproctologia che si propone, per la prima volta, di affrontare contemporaneamente le malattie del pavimento pelvico: cioè il complesso di organi – utero, vescica e retto – muscoli e fasci del bacino. In questo modo sintomi, cause ed effetti di ogni disturbo che si verifica in questa zona del corpo, dove tutto è collegato, potranno essere compresi a fondo ed affrontati con un’unica soluzione.

In occasione della Festa della Donna, dall’8 marzo 2008, i sei centri specializzati  han dato vita ad uno studio multicentrico di durata annuale con circa 2.000 donne che potranno sottoporsi gratuitamente ad una visita che comprende gli ambiti di ginecologia, urologia e colonproctologia. Per informazioni sui centri che aderiscono all’iniziativa è possibile consultare il sito internet www.siucp.org.

“La chirurgia colonproctologica italiana si conferma all’avanguardia a livello internazionale” - spiega il professor Antonio Longo, Presidente SIUCP, Società Italiana Unitaria di Colonproctologia - “Dopo aver messo a punto e diffuso in tutto il mondo due interventi mininvasivi rapidi e poco dolorosi per la soluzione della fuoriuscita delle emorroidi e delle gravi forme di stipsi, adesso propone un approccio innovativo ai disturbi intimi delle donne, in grado di rivoluzionarne il trattamento, oltre che di rilevarne per la prima volta l’effettiva diffusione”.
La letteratura scientifica internazionale indica con chiarezza diverse lacune nella diagnosi e nel trattamento delle problematiche del pavimento pelvico, dall’incontinenza urinaria e fecale al prolasso genitale o rettale, dalla stipsi alla fuoriuscita delle emorroidi ed alla costipazione, oltre che la riduzione della capacità di orgasmo e di libido.
Gli studi clinici realizzati finora in termini di prevalenza ed incidenza, cioè di diffusione di questi problemi, infatti, forniscono risultati molto diversi tra loro dato che rispecchiano un unico punto di vista, ginecologico piuttosto che urologico. E non tengono conto delle strette correlazioni che esistono in questo apparato, cioè delle dinamiche di cause ed effetti che si verificano sistematicamente nei vari organi ogni volta che si verifica il disturbo. La discesa della vagina a causa dell’età avanzata di una donna, ad esempio, cioè un problema di natura ginecologica, provoca spesso un altro di disturbo, cioè la stipsi da ostruita defecazione. E’ chiaro che l’approccio terapeutico non può che essere unico, comprendendo quindi l’aspetto medico, quello chirurgico e quello riabilitativo. Proprio per questo il Gruppo di Studio si propone di sviluppare una stretta collaborazione con tutte le specialiste che si occupano delle patologie del pavimento pelvico. Più in generale, poi, gli studi sui disturbi del pavimento pelvico sono stati eseguiti su campioni limitati di popolazione, non rappresentativi, in mancanza di definizioni standard, metodi diagnostici non riproducibili, oltre che bassi livelli di evidenza. Un ultimo dato conferma che le problematiche del pavimento pelvico dovranno in futuro essere affrontate in modo diverso: ogni anno nel mondo vengono operate per queste disfunzioni 400.000 donne ma 120.000 vengono poi rioperate per gli stessi problemi. Ciò indica chiaramente che il trattamento non è adeguato.
(American Journal of Obstetrics and Gynecology 2005 –192).

Fine di imbarazzi e pudore con visite effettuate da donne
La nascita dei sei centri di chirurgia al femminile consentirà, inoltre, di far emergere una moltitudine di disturbi nascosti, che le donne finora non confessavano al loro medico di famiglia, quasi sempre di sesso maschile. Non c’è dubbio che confessare ad un uomo disturbi in un’area delicata come quella del pavimento pelvico non è facile per nessuna donna, e tanto meno farsi visitare. D’ora in poi ciascuna paziente potrà rivolgersi a medici del suo stesso sesso, ponendo fine ad imbarazzi e pudori. Sara quindi possibile diagnosticare e curare disturbi che venivano tenuti nascosti anche perchè ritenuti a torto cronici, cioè senza soluzione. Guarire, invece, si può, soprattutto grazie ad un approccio multidisciplinare.

Procedure mininvasive risolvono molti disturbi intimi
Tra i disturbi intimi più diffusi tra le donne ci sono stipsi ed emorroidi, che in molti casi possono essere efficacemente curati con la chirurgia mininvasiva. Si tratta di due procedure, messe a punto dallo stesso professor Longo, che permettono di risolvere per sempre questi problemi in modo rapido e poco doloroso, con degenza e convalescenza limitate.

Per ulteriori informazioni:
Studio Domina Health News - Sala Stampa Nazionale - Via Cordusio, 4 - 20123 Milano
Tel. 02.72094038 - 348.7041813 - sito:
www.studiodomina.it - mail:giovanni@studiodomina.it

 

“Donne per le donne”: sei centri di chirurgia intima in rosa. Visite gratuite dall’8 marzo

Si chiama Gruppo di Studio PELVI, Prowomen-prevention Epidemiology of Low intestinal tract disorder, Vaginal prolapse and Incontinence, la nuova formazione composta da sei chirurghe generali specializzate in colonproctologia che si propone, per la prima volta, di affrontare contemporaneamente le malattie del pavimento pelvico, cioè il complesso di organi – utero, vescica e retto – muscoli e fasci del bacino. In questo modo sintomi, cause ed effetti di ogni disturbo che si verifica in questa zona del corpo, dove tutto è collegato, potranno essere compresi a fondo ed affrontati con un’unica soluzione.

La nascita dei sei centri di chirurgia al femminile consentirà  di far emergere una moltitudine di disturbi nascosti, che le donne finora non confessavano al loro medico di famiglia, quasi sempre di sesso maschile. Non c’è dubbio che confessare ad un uomo disturbi in un’area delicata come quella del pavimento pelvico non è facile per nessuna donna, e tanto meno farsi visitare. D’ora in poi ciascuna paziente potrà rivolgersi a medici del suo stesso sesso, ponendo fine ad imbarazzi e pudori. Sara quindi possibile diagnosticare e curare disturbi che venivano tenuti nascosti anche perchè ritenuti a torto cronici, cioè senza soluzione. Guarire, invece, si può, soprattutto grazie ad un approccio multidisciplinare.

Tra i disturbi intimi più diffusi tra le donne ci sono stipsi ed emorroidi, che in molti casi possono essere efficacemente curati con la chirurgia mininvasiva. Si tratta di due procedure, messe a punto dallo stesso professor Longo, che permettono di risolvere per sempre questi problemi in modo rapido e poco doloroso, con degenza e convalescenza limitate.

I sei centri del nuovo Gruppo di Studio

CITTA’

OSPEDALE

MEDICO

REPARTO

RECAPITO TEL.

Mantova

Casa di cura San Clemente

dottoressa Adriana Nardo

Chirurgia Generale

0376 207207 (Lunedì-Venerdì
08:00-16:00)

Ferrara

Arcispedale S. Anna

dottoressa Simona Ascanelli

Clinica Chirurgica

0532 236316
0532 236256(Lunedì-Venerdì 12:00-14:00)

Roma

Ospedale San Giovanni Addolorata

dottoressa Gabriella Todde

Chirurgia Generale

347 2921616
(Venerdì
09:00-13:00)

Roma

Ospedale
M.G. Vannini

dottoressa Valeria Gianfreda

Chirurgia Generale

06 24291287 (Lunedì-Venerdì
09:00-12:00)

Cassino (FR)

Casa di Cura Sant’Anna

dottoressa Annamaria Di Blasio

Chirurgia Generale

0776 311123
(Lunedì-Venerdì
09:00-18:00)

Bari

Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico

professoressa Angela Pezzolla (N.d.R. "l'ho conosciuta personalmente, e ho apprezzato oltre alla sua professionalità e competenza, le qualità umane di simpatia, disponibilità e gentilezza: particolari non irrilevanti. Un buon dottore, un professore, dovrebbero possedere non solo titoli accademici, master, e ottimi curricula, ma al contempo doti umane che sono indispensabili in professioni "vocazionali", sociali, e delicate come quella del medico)

Chirurgia Generale

080 5595102
331 9275567
(Martedì e Giovedì
09:00-12:00)

www.saluteeuropa.it 

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Roma MultiEtnica :)

E' in edicola e in libreria l'edizione cartacea di Roma multietnica. Guida alla città interculturale, Villaggio editoriale. La Guida è in vendita al prezzo promozionale di 6,00 euro ed è a disposizione nelle biblioteche comunali, scolastiche e universitarie. Si tratta di una guida unica nel suo genere, che raccoglie informazioni dettagliate sui luoghi e le attività culturali, associative, artistiche, imprenditoriali dei nuovi cittadini immigrati, scritta per orientare i lettori, italiani e stranieri, nell'universo della Roma cosmopolita, internazionale e multiculturale.
384 pagine di informazioni, suddivise per tutte le aree del mondo presenti a Roma, più un'ampia sezione dedicata alla Roma interculturale, alla Roma ebraica e alla presenza dei Rom.

La nuova letteratura cinese: incontri con gli scrittori a cura di Maria Rita Masci
Nell'ambito della mostra "Cina XXI secolo", al Palazzo delle Esposizioni, sono invitati per un incontro con il pubblico gli scrittori cinesi: Yu Hua venerdì 18 aprile ore 18.30; Su Tong mercoledì 7 maggio ore 18.30.

Straniero a chi? Tracce e parole dei figli dell'immigrazione
Venerdì 21 marzo alle ore 11 presso il Ministero della Solidarietà Sociale, via Fornovo 8, Seconde Generazioni presenta il cd Straniero a chi? Tracce e parole dei figli dell'immigrazione. Il cd è composto da brani realizzati da gruppi musicali composti da figli di immigrati o da singoli artisti di origini straniere. Si tratta di musicisti cresciuti in Italia e originari di paesi come Filippine, Gabon, Eritrea, Brasile, Egitto, Capo Verde, Cina, Siria, Haiti. Il cd sarà volto a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle difficoltà di accesso alla cittadinanza italiana dei figli d'immigrati nati qui o nei paesi di origine, ma tutti cresciuti in Italia.

Capodanno Kurdo
Giovedì 20 e venerdì 21 marzo il Centro socio-culturale Ararat, presso il Campo Boario a Testaccio, dedica due serate al Newroz, il Capodanno kurdo.


Incontro con il monaco buddhista Thich Nhat Hanh
In occasione della prossima Pasqua torna in Italia, a Roma da giovedì 20 marzo e a Napoli da venerdì 28 marzo, il venerabile Thich Nhat Hanh, monaco vietnamita buddhista di tradizione zen noto, insieme al Dalai Lama, per il suo impegno per i diritti umani, il superamento dei conflitti, il dialogo interreligioso. Quest'anno la visita italiana sarà dedicata in particolare al dialogo con i giovani.



postato da: HermosaMariposa alle ore 12:37 | link | commenti
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La MUSICA è bella anche al naturale, con ortaggi e verdure ;)

Nove musicisti e un originale set di strumenti musicali a base di verdure protagonisti di un insolito concerto


La Vegetable Orchestra   usa per le sue esibizioni esclusivamente strumenti musicali realizzati con verdure. Cetrioli, lattuga, patate, radicchio, peperoni, melanzane e zucche si trasformano in curiosi strumenti per eseguire composizioni che vanno dalla musica tradizionale africana alla musica classica europea, fino ad arrivare a sperimentazioni elettroniche. Il suono delle verdure, affiancato talvolta da quello di utensili da cucina, è del tutto innovativo e produce un effetto inaspettato anche grazie alle tecniche di amplificazione messe a punto dall'orchestra.

La preparazione di ogni concerto inizia la mattina tra i banchi del mercato, perché gli ortaggi e le verdure devono essere sempre freschissimi; poi nel pomeriggio le 'materie prime' vengono svuotate, intagliate, assemblate per ottenere gli strumenti che saranno utilizzati per la performance. Infine gli strumenti sono serviti sotto forma di zuppa, conditi con spezie e aromi, così il pubblico li potrà gradire una seconda volta.

L'ensemble austriaco si è costituito a Vienna nel 1998. La maggior parte dei pezzi eseguiti sono composizioni originali - raccolte negli album Gemise del 1999 e Automate del 2003-, ma non mancano cover di celebri brani come la Marcia di Radetzky e Radioactivit...t dei Kraftwerk.

 

postato da: HermosaMariposa alle ore 12:34 | link | commenti
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