Chi sono

Utente: HermosaMariposa
...troppo riduttivo un profilo, non basterebbero pagine e settimane. Una"sintesi"? Unico"debole"ma non dipendenza(liberi si nasce, indipendenti si diventa, per me):il cioccolato(ancor meglio se noir fondente)!!Non amo comandare né farmi dominare e comandare:il rispetto e la libertà prima di tutto . Pasionaria roja. Gattina e/o pantera. Fatina rossa. Epicurea. Sole e luna.Forte&tenera,grintosa&dolce, radiosa, indomita e indomabile,determinata e decisa, so ciò che voglio e ciò che non voglio. Imperfetta come tutti, con virtù e difetti, ma modestia a parte con più pregi che difetti hehe. Non omologabile;selettiva,determinata, raffinata e selvaggia, bimba nell'Anima,Donna nel cervello, ribelle, passionale, curiosa,disordinata,insofferente, talvolta manichea, categorica e irremovibile;vera,creativa; caustica e mordace;gioviale;con umiltà e voglia di imparare e migliorare sempre sotto tutti i punti di vista, socievole, comunicativa, spiritosa,sensibile, ironica&autoironica, perbene, onesta, con valori, ideali, sogni, progetti, seria ma non seriosa, giocherellona, vivace, dinamica, attiva e attivista. Amo la vita e le cose belle della vita. Outsider, indipendente. Non populista e demagogica. Detesto parolacce, volgarità, turpiloquio, maleducazione, aggressività. Amo la gentilezza, le buone maniere, il garbo, la finezza. Non sono il grillo parlante, e non ho la sindrome di Gerusalemme. Non sono Xu Jinglei. Non sono Madre Teresa di Calcutta. Non sono Manu Chao, nè Lisa Simpson anche se adoro il SAX. Sono come la polenta Valsugana:bella, buona, sana, hehe haha.Mai avute tessere di Partito o di"club esclusivi", (ma la tessera dell'abbonamento dell'autobus quella sì hehehe hahhaaha). A volte"un agnellino travestito da lupetta":mejo i finti cattivi dei falsi buoni...Tendenzialmente buona e altruista ma non buonista né "perdonista"(il perdono come la fiducia non va elargito, va anche conquistato e meritato!). Perfino la fiducia si può riguadagnare, nel caso invece della stima è quasi impossibile. La stima è per me basilare, prioritaria, indispensabile, deve essere eterna, la conditio sine qua non nelle relazioni intime:in amicizia;per innamorarmi di un uomo;in amore e nel rapporto di coppia con il mio compagno. Non ho per fortuna finora rimpianti né rimorsi e spero di continuare a vivere bene e in maniera soddisfacente come ho fatto, non senza fatica e sacrifici(il bello e la qualità richiedono impegno e sforzi quotidiani), finora. Amo le bellezze della vita, le belle arti, gli animali, la natura. Un'esteta dell'Anima. "La bellezza è gradita agli occhi ma la dolcezza affascina l'animo" Voltaire. Non mi sono mai piaciuti(non li apprezzo, non li stimo, li evito o li ignoro)e non mi interessano:i maschi che ragionano con il pisello;i maschilisti e machisti aggressivi, dispotici, stupidi e ignoranti;gli sposati e i già impegnati, e mi fanno schifo i fedifraghi bugiardi:sono idioti e inutili che non valgono nulla;quelli che non troncano mai con le ex(e/o ci fanno sesso) e quelli che fanno sesso e vanno a letto con le... amiche (io non ho mai fatto e mai farò l'amore, sesso, con un amico!L'amicizia è sacra, è un valore per me!) ;quelli che vedono le donne come oggetti sessuali(o da una botta e via)e non come persone con un'anima;tutti quelli secondo cui:"un uomo che ha avuto molte donne è un abile gran seduttore, invece una donna che ha avuto diversi uomini è una gran mi...tta";i maschi misogini , malvagi e stupidi che ancora oggi dividono le donne, non in persone di valore e non, bensì in "madonne" (da adorare e venerare)o "puttane" (usa&getta);i materialisti tettomani, e i rozzi privi di buon gusto(non solo estetico). Aborro la violenza in tutte le sue immonde , esecrabili forme(psicologica, fisica, sessuale, verbale, morale).La vita è bella, il mondo è meraviglioso, è la gentaglia che fa schifo. Non sopporto il mafioso, asfissiante, ipocrita, familismo italiano. Per la serie"Nun te regghe chiù" detesto(di entrambi i generi, maschile e femminile): i malvagi, gli stupidi, ignoranti, invidiosi, snob, aggressivi, chi urla, i nevrotici isterici, i pignoli pedanti, i polemici, acidi scorbutici, i bastian contrari a oltranza, gli irascibili(detesto litigare, amo il quieto vivere), i maschilisti, gli ipercritici, i "rompiOVAIE", i musoni, i ginofobici e misogini, i misantropi, gli invadenti e i pettegoli, i possessivi, i giudici che pontificano, i cattivi, i falsi,i mistificatori, i doppi, i bugiardi patologici, gli indecisi, gli inaffidabili, gli egomostri vacui senza identità e senza personalità, per dirla alla Zygmunt Bauman i tipi e le tipe "liquidi", i solipsisti, gli aridi individualisti, gli egoisti eccessivi ed esasperanti, i supponenti, arroganti, boriosi, tronfi, insolenti, irriverenti, cafoni, volgari, triviali, i menefreghisti, i violenti, i dittatori, i dogmatici, i vendicativi, gli intransigenti e che non sanno perdonare, chi inganna e fa del male con volontarietà e premeditazione, chi non chiede scusa e non rimedia se sbaglia, chi non fa autocritica mai, chi vive alla giornata, chi non rispetta se stesso e gli altri, chi non ama la vita né se stesso. Chi inganna gli altri, in primis fa del male a se stesso. Da niente e nessuno mi faccio cambiare, oscurare, cammino per La Mia Strada, per niente e nessuno perdo la Gioia di vivere e la Speranza. Un'ottimista-realista. Vivo Hic et Nunc ma orientata al futuro con progetti e sogni. Venusiana e Seleniana. Gli uomini migliori:dai 35 anni in su, gentlemen, liberi, intelligenti, divertenti, realizzati, altruisti, forti e dolci. Mi piacciono gli originali con personalità e fascino, brillanti, creativi, con talento, chi ride(non contro, ma con), chi sa ascoltare, chi ha rispetto per sé e per gli altri, chi rispetta ammira e ama le donne, chi sa ben"adoperare"le parole, i sinceri che sanno dire la verità senza crudeltà e violenza, e non solo per alleggerirsi la coscienza, sanno essere diretti e sinceri ma senza"uccidere"; chi sorride, le persone positive, i controcorrente e fuori dal gregge, le persone gentili, le persone non servili né sottomesse, gli esseri umani arguti, le persone e i gentiluomini che hanno rispetto, riverenza, buon gusto, dolcezza, cortesia e buone maniere; chi svolge volontariato e aiuta il prossimo, chi altruisticamente, e non nell'ottica del"do ut des", compie del bene, le persone radiose, e le belle persone semplici e vere, serie(non seriose)e ce sono così poche oggi..."L'amore è come il perdono:tutti lo vogliono ma pochi sanno generosamente donarlo. Inoltre pochi purtroppo sanno rimediare al male fatto... e meritarsi, conquistarsi, il perdono"(mio aforisma). L'uomo intelligente non si lascia sfuggire la donna che vale e con una bellissima anima. VENUSIANA:un'aliena non alienata. HermosaMariposa:volo alto;una colorata farfalla leggiadra: "Solo chi conosce la profondità della vita, sa essere leggero". Sono un esprit libre, ForteMente, DolcissimAnima. Ambientalista, animalista, vegetariana, salutista. "La mente è una spugna;il cuore è acqua corrente. Non è strano che la maggior parte di noi scelga di assorbire invece di correre?"(Kahlil Gibran). Apri gli occhi e il cuore, e abbeverati alla fonte della Conoscenza. "Vivi e lascia vivere", fa ciò che vuoi senza danneggiare te stesso e gli altri.Il male è banale non il bene, il male è facile, il difficile è il far bene e il far del bene. Viva i finti e apparenti perdenti che sono gli unici vincitori; abbasso i falsi fighetti vincenti che sono perdenti anche se non lo sanno e quando se ne accorgono è troppo tardi. Viva la Vida. Some Photos of mine on MySpace, Uniform Resource Locator Url: www.myspace.com/venus7_ishtar . Non conta essere i migliori ma far del proprio meglio. Amo chi ha cuore e cervello, e le persone intelligenti e sensibili che sanno riconoscere e apprezzare il valore di chi vale, e di ciò che vale. Viva la Qualità, in tutto. Un concept blog il mio, un protest blog, un blog non autoreferenziale, autocelebrativo ed egocentrico ma che dà spazio anche ai blog altrui, un blogghino libero, culturale, variegato e policromatico, un blog non di massa bensì di nicchia."La bellezza salverà il mondo"Dostoevskij;"La bellezza è verità, la verità è bellezza"John Keats. "Ad astra per aspera";"Procede et meliora", Volare alto (semper)! :)

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sabato, 29 novembre 2008

Aiutiamo i nostri Amici animali

Sabato e domenica ti aspettiamo in piazza
per rompere le scatole ai trafficanti di cuccioli!

 

Il 29 e 30 novembre sono ormai vicini: la LAV sarà in centinaia di piazze in tutta Italia con la Campagna contro il traffico di cuccioli di cane e gatto. Vieni a firmare la petizione: insieme chiederemo alle Istituzioni leggi e misure di controllo e contrasto del traffico!

Arrivano a migliaia ogni anno. Dai Paesi dell'Est. Sottratti alle madri appena nati. Per finire nei negozi di animali.

Questione di business. Un business, che arricchisce trafficanti senza scrupoli.

Questa è la storia che accomuna migliaia di cuccioli di cane e gatto. E' la storia di Nana, Gino Heidi. Tre cuccioli di appena quattro mesi che il Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato. Erano già finiti nella vetrina di un negozio di animali. Pronti per essere venduti. La LAV si sta prendendo cura di loro.

Anche tu puoi farlo! Come? Vieni in piazza sabato e domenica. Con un piccolo contributo potrai adottarli a distanza. Riceverai il loro certificato di adozione. Come questo!

 

Vieni a conoscerli da vicino sul nostro sito!

E se vuoi scoprire quello che ancora non sai sul trafficononlosapevo.com

Ti aspettiamo in piazza, non mancare!


 









Sulla base dei dati relativi al numero degli animali utilizzati in Italia per fini scientifici e sperimentali nel triennio 2004 - 2006 (e resi noti dal Ministero con il consueto ritardo) abbiamo rilevato che sempre più cavalli, asini, bovini, suini, uccelli e pesci finiscono la loro vita in un laboratorio. Topi, conigli e altri roditori continuano a essere le specie più impiegate per la sperimentazione.
Tutto questo mentre le nuove tecnologie mettono a disposizione della ricerca numerosi metodi alternativi, in grado di risparmiare centinaia di migliaia di vite. 

Noi continuamo a lottare per l'adozione dei metodi alternativi all'uso di animali.




postato da: HermosaMariposa alle ore 13:07 | link | commenti
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giovedì, 27 novembre 2008

VIVA LA MERITOCRAZIA!!Fuori dall'Italia e dalle ovaie i raccomandati

Non tutto il mondo è paese!Piuttosto"paese che vai, usanza che trovi...". In Italia la pessima usanza che impera è quella del nepotismo e clientelismo. In Italia non vige la meritocrazia ma il suddetto malcostume(di cui già scrissi in un mio post). Italiani poeti, santi, navigatori e raccomandati?Eh già...Figli d'arte, figli di baroni, figli di politici, nella Sanità, in Politica, nell'Università, tutti figli di papà, ricchi e figli d' "arte". Ma anche raccomandati per "albero geneaologico", sì per discendenza, e per tradizione, famiglie in cui da generazioni si è avvocati, politici, medici, notai, dentisti, giornalisti, et cetera. Per fortuna e per scelta non sono mai stata raccomandata, e anche se il mio cammino è stato, è, sarà, più lungo e arduo, sono fiera di me, niente compromessi, nessuna raccomandazione né mecenati, pigmaglioni, padrini politici o ecclesiastici, mai andata a letto con qualcuno per far carriera o essere assunta, per lavorare. Solo tanta fatica, studio, cultura, entusiasmo, passione, coraggio, forza, volontà, talvolta lacrime, delusioni, tanti ostacoli, ma cuore sereno, coscienza pulita, etica e dignità integerrime, e tanta soddisfazione e fierezza, autostima, alla fine. Come me ce ne sono tanti, moltissime donne, uomini, giovani, ragazzi e ragazze che si son fatti e si faranno da soli, self made man, persone che ogni giorno lottano, studiano, lavorano, seminano, onestamente, e che non subito(loro, noi sappiamo aspettare, non siamo figli del"tutto e subito") ma un bel giorno raccoglieranno frutti né acerbi né disfatti, maturi al punto giusto e intrisi di sapore e gusto, gusto della vita, della FATICA, dell'IMPEGNO, della GRATIFICAZIONE e autodeterminazione. A proposito di raccomandazioni, io non ho in simpatia per vari motivi Cossiga, e gli unici presidenti della Repubblica che ho stimato sono stati Pertini primo fra tutti e Ciampi. Se però ciò che Cossiga, il picconatore, afferma in una delle sue plateali esternazioni , fosse vero, proveremmo amarezza, delusione, indignazione, rabbia, disgusto ma anche impotenza, perché non possiamo farci nulla...chi è raccomdato sta là, sulla sua poltrona e nessuno lo schioda da lì, è più facile spodestare un non raccomandato che un raccomandato. Concorsi truccati, esami e test venduti(Università in Sicilia;a Bari nelle facoltà di medicina, ed economia e commercio;e in tante altre università italiane. Maturità comprate soprattutto negli Istituti parificati e in alcuni privati, ma sappiamo bene che anche nella scuola pubblica abbondano le raccomandazioni, siamo stati studenti tutti noi e vedevamo quanti raccomandati venivano promossi o di rado interrogati...). Posti di lavoro comprati(è di qualche mese fa lo scandalo a Napoli). Baratti:ti dò soldi e mi "sistemi"mio figlio;ti dò la "Iolanda", come la chiama la simpatica Littizzetto, e mi dai il posto di lavoro, o mi fai far carriera, o mi fai andare in tv, fai fare un film, fai diventare"famosa". Cossiga ha affermato di aver raccomandato la Sciarelli(questa cosa la sapevo, a Roma la sanno quasi tutti)e di avere raccomandato la Berlinguer che tra l'altro è sua nipote(questo non lo sapevo. Mica è così piccola la Sardegna che tutti i sardi son parenti fra loro?Mah...). Cosa ne penserebbe papà Enrico, il grande politico, Berlinguer, che ha vissuto di valori, ideali e che rivendicava la meritocrazia e auspicava un bel repulisti in politica?Berlinguer, figura carismatica e sincera, il primo che parlò di etica e in maniera profetica sollevò la"questione morale", disgustato dalla neopolitica che d'allora in poi si sarebbe nutrita di complotti, benefici e vantaggi personali, che non sarebbe stata più a servizio della polis e della democrazia, quella politica di scandali, intrallazzi, malefatte, connivenze mafiose, tangenti, quella politica che ha fatto disamorare tutti e sarebbe stata poi schifata dal popolo critico, quella politica della "casta"ben descritta da Rizzo e Stella.
Presidente Cossiga, è vero che si autodenuncerà per aver commesso fatti analoghi a quelli imputati dalla procura di Napoli a Silvio Berlusconi per la famosa telefonata con Agostino Saccà?
«Certamente, lo farò lunedì, presso la stazione dei carabinieri territorialmente competente».
Qual è il motivo di questo gesto?
«L’illuminazione mi è venuta dopo la richiesta di rinvio a giudizio per Berlusconi per il quale non ho mai votato ma che è mio amico personale. Berlusconi è senza dubbio il maggior perseguitato giudiziario della storia d’Italia, quasi a pari punti con Giulio Andreotti. Ci dimentichiamo troppo spesso che in questo Paese hanno condannato Andreotti in prima istanza per collusione con la mafia e come mandante dell’omicidio di quel famoso giornalista di Op. E a muoversi è sempre il pacchetto di mischia di Palermo e Perugia».
Lei si autodenuncia come «raccomandatore-confesso». A favore di chi spese la sua influenza?
«Dopo la vittoria del centrosinistra intervenni a favore di Donna Bianca Berlinguer, ovvero di mia nipote, perché le fosse assicurata una posizione di maggior rilievo nel Tg3, e della signora Federica Sciarelli, già peraltro premiata con l’affidamento della conduzione della brillante trasmissione “Chi l’ha visto?”. E ciò al fine di rafforzare la sua influenza nella Rai».
Federica Sciarelli le manda a dire che lei, in Rai, è entrata per concorso.
«Guardi che è tutto vero quello che dico, non me lo sto certo inventando! Non ho raccomandato per l’assunzione Federica Sciarelli perché lei era dipendente del Senato e poi ha vinto una borsa di studio e siccome è brava è passata in Rai. Comunque non rispondo alla signora Sciarelli perché non voglio vedermi notificato un avviso di garanzia da parte di qualche sostituto procuratore della Repubblica di Potenza».
Bianca Berlinguer nega di aver mai richiesto il suo intervento. E la prega di astenersi per il futuro da simili raccomandazioni.
«Da sardo pronipote di un pastore e di un aristocratico della piccola nobiltà giacobina sarda non posso permettermi di replicare a una ragazza, anzi a una già ragazza, dell’aristocrazia sardo-catalana. Comunque Donna Bianca può stare tranquilla: con il cognome che porta non avrà alcun problema né danno. Anzi se torna Berlusconi la promuoverà subito e, anche se non ce n’è bisogno, sarò io stesso a richiederlo».
Ma questi interventi da chi le furono sollecitati?
«Ma da loro due in persona! La signora Sciarelli venne a chiedere che intervenissi sul capo del personale affinché le fosse aumentato lo stipendio. Donna Bianca Berlinguer venne a chiedere una posizione più eminente».
Il suo intervento andò a buon fine?
«Le raccomandazioni a favore di Donna Bianca Berlinguer non partorirono alcun risultato positivo. Quelle a favore della signora Sciarelli ebbero sul piano economico un risultato largamente positivo».
Perché a distanza di anni ha tirato fuori questa vicenda?
«Venerdì ho sentito Donna Bianca condurre una trasmissione di insulti su Mastella con la consueta faziosità e mi è tornata in mente questa vicenda».
Non le dà fastidio essere etichettato come «raccomandatore»?

«Ascoltai personalmente l’omelia di un cardinale che definiva le raccomandazioni un atto di carità cristiana. D’altra parte le segnalazioni sono un istituto mondiale. Erano la prassi nella burocrazia britannica. Così come a West Point si entra soltanto dietro segnalazione dei senatori dei diversi Stati della Confederazione».
Non ha mai fatto mea culpa per qualche raccomandazione concessa alla persona sbagliata?
«Ma no. E poi nelle campagne elettorali tutti usano le raccomandazioni. D’altra parte mi sa dire uno che in Rai non sia raccomandato? Io non ne conosco».
Ci faccia il nome di un altro suo raccomandato illustre.
«Be’, ad esempio il mio amico Giuseppe Fiori che poi ha scritto libri bellissimi anche su Enrico Berlinguer. Fui io a farlo assumere alla Rai di Cagliari e poi a farlo trasferire a Roma».
Lei parla apertamente di raccomandazioni. Perché ancora oggi c’è questo velo di ipocrisia sulle vicende Rai e nessuno dei suoi colleghi riesce ad ammettere ciò che è sotto gli occhi di tutti?
«Perché per fare politica, saper dire bugie non è necessario ma è utile. Anzi essere ipocriti è utile. Basta pensare a Rosy Bindi che va alla dimostrazione a favore del Papa. Ma come! Una cattolica adulta e una cattolica democratica che si è schierata contro le Dichiarazioni teologiche della Congregazione della Dottrina della Fede emanate da Ratzinger, e contro le direttive della Conferenza episcopale italiana partecipando al coro dei detrattori del cardinal Ruini va a dimostrare la sua solidarietà a un Papa di cui non condivide l’insegnamento?».(dal sito de IL Giornale).

Che pensare dopo queste dichiarazioni?In Italia ci sarà mai spazio per la meritocrazia?O tutti diverranno figli di"mi manda Picone"?Io spero che dopo la fuga di cervelli, e di uteri(vista la barbara legge sulal fecondazione assistita), non ci sia anche la fuga della volontà, del libero arbitrio, della voglia di lottare per avere la vita che si desidera e merita. Tra le frasi che Borges scrisse , ne condivido due in particolar modo: Ho commesso uno dei più grandi errori che l'uomo su questa terra possa commettere: non sono felice.

 Essere felici dovrebbe essere un dovere, ma rar mente viene rispettato.  L'amicizia fra un uomo e una donna é sempre un poco erotica, anche se inconsciamente.
Ma più di tutto condivido ciò che lui disse sulal speranza e sulla voglia di vivere, sostenendo alla fine che il male peggiore non è la disperazione, ma la RASSEGNAZIONE. Non rassegniamoci mai, andiamo avanti sempre per la nostra via, leali, volitivi, sempre, combattivi e mai rinunciatari e rassegnati!Viva la meritocrazia, viva il coraggio e la fiducia in primis in se stesso!!
postato da: HermosaMariposa alle ore 11:54 | link | commenti
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sabato, 22 novembre 2008

Contro la violenza sulle donne!!Viva il RISPETTO sempre!!

ROMA (22 novembre) - "Indecorose e libere contro la violenza maschile". Con questo striscione si è aperta la manifestazione a Roma in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne che si celebrerà il 25 novembre.

La manifestazione, organizzata dalla Rete
nazionale di femministe e lesbiche
, è partita da piazza della Repubblica, attraverserà via Cavour, via dei Fori Imperiali e via delle Botteghe Oscure, per poi arrivare a piazza Navona.

Diverse centinaia le manifestanti suddivise in spezzoni: femministe, lesbiche e centri antiviolenza, mentre in coda ci sarà spazio anche per gli uomini, la cui presenza fu fortemente contestata da alcune manifestanti nel corso della mobilitazione nazionale che si svolse il 27 novembre dello scorso anno quando scesero in piazza circa 150 mila manifestanti.

La protesta. Sono scese in piazza anche pre protestare contro il ddl sulla prostituzione promosso dal ministro Carfagna e il progetto di scuola del ministro Gelmini. Nel corteo c'è anche un gruppo di studentesse universitarie, da mesi mobilitate contro i tagli alla ricerca.

Tra gli striscioni: "Cenerentola, Biancaneve, Barbablù c'erano una volta...e adesso non lo vogliamo più" e quello appeso al collo di una donna "Sono stata vittima di un padre pedofilo rimasto impunito".

Dati sulla violenza contro le donne. La violenza perpetrata dagli uomini contro le donne rimane una delle prima cause di mortalità femminile sotto i 50 anni. Ogni tre giorni in Italia una donna muore per le violenze subite da un uomo secondo uno studio della Casa Internazionale delle Donne di Roma e di Bologna, che ha diffuso le statistiche durante la manifestazione. In particolare, nel 2007, sono 126 le donne uccise a causa delle violenze perpetrate dagli uomini. Tra questi, 44 sono i mariti, 11 i fidanzati o i conviventi, nove gli ex mariti e gli ex fidanzati, 10 i figli e 14 gli sconosciuti.

Ieri sulle scalinate del Campidoglio performance-lampo una decina di donne di varie associazioni di femministe e lesbiche: vestite con un abito bianco che ricordava quello matrimoniale, con tanto di velo, mostravano false ecchimosi, cerotti e sangue dipinto sul volto.


Oggi il quotidiano"Liberazione"intitola in prima pagina"La famiglia uccide più della mafia". Nell'interessante articolo di Angela Azzaro, si legge:"Come dimostrano i dat Ansa, la famiglia uccide più della mafia, più della criminalità organizzata. Secondo i dati di Amnesty International, uccide più dei tumori e degli incidenti. Mariti, fidanzati, padri, fratelli, ex, sono la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne italiane ed europee. Una strage. Ogni 2 giorni, fonte Ansa, una donna in Italia viene uccisa dal partner. Eolenco arricchito con le voci:violenza fisica e psicologica, minacce, stupri. Un anno fa le donne sono scese in piazza per la prima manifestazione italiana nazionale contro la violenza maschile sulle donne. Un successo. Un grande protagonismo femminista ha sollevato il problema senza far sconti a nessuno". L'anno scorso IO C'ERO, fu bellissimo e lo scrissi anche in un lungo post. Purtroppo a distanza di un anno, nulla è cambiato, anzi...e purtroppo la situazione peggiora...Che dire poi della continua violenza verbale dei maschi?Parolacce, offese, "vaffa...., va a farti fottere", "stronza, troia, scema , pazza, rompicoglioni"et cetera, il vocabolario maschile è irrispettoso, astioso, triviale, volgare, brutale, crudele, bestiale, per l'appunto violento. Che dire poi di quei maschi che a noi donne e ragazze attraenti ci chiamano "figa", "gnocca", "bella fregna", "ciaccana"o"ciaccarella", o se sono più"gentleman":'a bona, e, se sono carini e romantici:"fata", "sogno", "stupenda", "bella e sensuale", ma a quelle che sono sfortunate, meno gradevoli o brutte, le chiamano:"cesso, cozza, scorfano, strega, arpia, megera, mostro, rospo, grassona, bagascia sfasciata, scrofa, nana tutta tana, donnona, trans(se è molto alta o hai i lineamenti marcati, maschili, non dolci e femminili), vecchia, babbiona"et cetera?E la famiglia,la tanto osannata familia, dal centro e dalla destra, dal Vaticano, dal PDL, è malata, agonizzante. Madri che ammazzano i figli, padri che ammazzano moglie e figli(vedi 'ultima strage, in ordine cronologico, a Verona), mariti, fidanzati, conviventi, che ammazzano la partner, o la violentano, o violentano i figli o li vendono. Che famiglie sono queste?Che famiglia è quella in cui marito e moglie non si amano, o dicono di amarsi, fingono, e si cornificano a vicenda, tradiscono a destra e manca?Che padre è quello che va a prostitute e trans?Che padre è quello che guarda materiale pedopornografico, chatta con minori?Che padre, che fidanzato, che marito, è quello che naviga sui siti porno e chatta di nascosto al lavoro o quando la compagna dorme nell'altra stanza o cucina?Che moglie, che fidanzata, è quella che cornifica il suo uomo, che piazza i figli davanti al televisore o li lascia soli con la playstation o le chat pericolose per i minori?Che coppie sono queste?Che famiglie sono queste?Da schifo, da vomito, da disgusto. Amarezza e disgusto, dolore e rabbia quando poi si sente dire:"erano persone normali". Sono sane, normali, leali, pulite, oneste, sincere, perbene, queste persone?Lo sono i mariti, i fratelli, i padri, i fidanzati, gli ex, violenti, maleducati, volgari, stalker, molestatori o peggio assassini e stupratori?La società è in larga parte malata, ignorante, violenta, pazza, cattiva, frustrata, le famiglie sono per la maggior parte malate, insane, disfunzionali, violente, e creano solitudine, danni, disistima, violenza, le coppie finte e fedifraghe sono il cancro della società e delle famiglie presenti o potenziali, future. Per fortuna, anche se rare, ci sono persone(donne, giovani, anziani, uomini) perbene, serie, oneste, con valori e ideali, non cattive, non violente, non ignoranti, non frustrate e insoddisfatte, attive, vitali, operose, laboriose, colte, sane di mente, buone di cuore, solidali, altruiste, intelligenti, umane, è per merito loro se il mondo va avanti, se la società non è tutta marcia e da buttar via, se ci sono famiglie sane e belle da imitare, se ci sono coppie vere, autentiche, in cui vige l'amore assieme al rispetto, fiducia, onestà, lealtà, sincerità, fedeltà,dolcezza, allegria, mutuo soccorso, serenità, in cui non c'è mai violenza e mancanza di rispetto neppure nei litigi e nelle discussioni,neppure nei momenti critici o neri, coppie in cui entrambi si amano e rispettano davvero e per sempre, non a tempo determinato.

postato da: HermosaMariposa alle ore 17:19 | link | commenti
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Sandro Curzi

Aveva 78 anni, ed era malato da tempo. Militante del Partito Comunista
e poi di Rifondazione Comunista, è stato caporedattore dell'Unità e ha diretto Liberazione

E' morto Sandro Curzi
storico direttore del TG3

Napolitano ne ricorda "la schietta passione politica", ma anche
"l'autonomia di giudizio" e "il senso delle istituzioni"


E' morto Sandro Curzi storico direttore del TG3

Sandro Curzi

ROMA - E' morto questa mattina a Roma dopo una lunga malattia Sandro Curzi. Aveva 78 anni, essendo nato a Roma il 4 marzo 1930. Militante del Partito comunista, poi di Rifondazione comunista con Fausto Bertinotti, Curzi è stato storico direttore del Tg3 alla fine degli anni '80, poi direttore del quotidiano di Rifondazione Comunista "Liberazione". Attualmente era consigliere d'amministrazione della Rai.

Resistente a 13 anni, comunista iscritto già a 14, chiamato a 19 anni da Enrico Berlinguer a ricostruire la Federazione giovanile comunista italiana (Fgci), Alessandro Curzi ha vissuto tutta la sua vita fedele, pur senza rigidità, alle idee di gioventù passando con Fausto Bertinotti a Rifondazione Comunista alla fine degli anni '90.

Il suo impegno politico si è svolto all'interno dei mass media, dal primo articolo, quando era ancora adolescente, sull'Unità "clandestina" per raccontare l'assassinio di uno studente da parte di fascisti repubblichini, al ruolo di capo redattore nel mensile della Fgci 'Gioventù nuova', diretto da Enrico Berlinguer, fino alla vice direzione di Paese Sera, alla direzione del Tg3 e a quella di Liberazione.

Inviato nel '51 nel Polesine per raccontare le conseguenze dell'alluvione, vi rimane come segretario della Fgci. Nel '56 fonda 'Nuova generazione' e nel '59 passa all'Unità, organo del Pci per il quale l'anno successivo viene inviato in Algeria per seguire la guerra di indipendenza. Lì intervista il capo del Fronte di Liberazione Ben Bellah.
Dopo essere stato caporedattore dell'Unità, nel 1964 diventa responsabile stampa e propaganda della direzione del Pci. Negli anni '60 collabora fra l'altro alla crescita della radio 'Oggi in Italia' che trasmetteva da Praga ed era seguita in molte parti d'Europa da emigranti italiani. La stagione più calda, quella del '68 e poi dell'autunno del '69, della strage di Piazza Fontana e dei fatti che seguirono nei primi anni '70, Curzi la seguì da vice direttore di Paese Sera.

Dalla metà degli anni '70 arriva l'impegno con la televisione: entra infatti in Rai nel 1975 con un bando di concorso indetto per l'assunzione di giornalisti di 'chiara fama' disposti a lavorare come redattori ordinari e comincia dal Gr1 diretto da Sergio Zavoli.
Nel '76, con Biagio Agnes e Alberto La Volpe, dà vita alla terza rete televisiva della Rai mentre nel 1978 è condirettore del Tg3 diretto da Biagio Agnes. In questa veste 'scopre' Michele Santoro e collabora alla realizzazione del programma 'Samarcanda'.

Diventa direttore del Tg3 nel 1987 dando a quel telegiornale una impronta inconfondibile, veloce e aggressiva che dà voce alle istanze della sinistra italiana interpretando gli umori di una crescente insofferenza verso la cosiddetta prima Repubblica.
Soprannominato per questo, dagli avversari politici, 'Telekabul' (dalla capitale dell'Afghanistan occupata dall'Urss negli anni '70), il Tg3 cresce in spettatori (da poco più di 300 mila ai 3 milioni del '91) e autorevolezza.

Nel '92 Curzi pubblica con Corradino Mineo il libro 'Giù le mani dalla Tv' (Sperling e Kupfer) e nel '93, in contrasto con il nuovo consiglio d'amministrazione della cosiddetta Rai dei professori (direttore generale Gianni Locatelli e presidente Claudio Demattè), si dimette.

Passa prima a dirigere il Tg dell'allora Tele Montecarlo e poi, dal 1998 al 2005, dirige Liberazione. Dal 2005, eletto con i voti di Rifondazione, dei Verdi e della sinistra del Pds, diventa consigliere d'amministrazione della Rai di cui per tre mesi è stato anche presidente in qualità di consigliere anziano, prima di lasciare il posto a Claudio Petruccioli.

Tra le sue esperienze va ricordata nel '94 la pubblicazione del libro 'Il compagno scomodo' (Mondadori) e nel '95 una curiosa partecipazione al Festival di Sanremo dove canta nel gruppo 'La riserva indiana' col nome, palesemente autoironico per chi era stato soprannominato Kojak, di grande capo Vento nei Capelli, eseguendo la canzone 'Troppo sole'.

(22 novembre 2008)  dal sito :www.repubblica.it


 

Un altro grande del giornalismo italiano, scompare, dopo Enzo Biagi(di cui scrissi in un mio post lo scorso anno). Adesso dei miei preferiti restano pochi:Sergio Zavoli(che ho avuto il piacere di incontrare l'anno scorso a fine novembre);Vittorio Zucconi;Furio Colombo. Preparato, colto, accattivante, Enrico Mentana, che non mi piace soltanto quando si trasforma nel clone di Vespa e indugia su omicidi, stragi familiari, delitti irrisolti in cui ama rovistare , come fanno i gatti e cani randagi nella spazzatura(ma almeno loro lo fanno per sopravvivenza, per procacciarsi cibo, non certo per l'audience, non sono schiavi dell'auditel)con morbosità e sistematica voracità mediatica per l'appunto Vespa, che a me non è mai piaciuto e mai piacerà soprattutto se continua così con questo andazzo da non imitare...Molti giornalisti e giornaliste di Rai3, soprattutto gli inviati del TG3 nazionale e i cronisti di Linea Notte, sono bravi, preparati, competenti, professionali, li stimo e apprezzo. Non mi piacciono i giornalisti di Rai1, né i direttori dei Tg di Rai1 e Rai2 e i loro giornalisti, per non parlare di quelli di Italia1, Rete4, Canale5(Mentana escluso), e di quei tanti che si spacciano per giornalisti in vari programmi Rai e Mediaset e invece sono a mala pena pseudo conduttori, o inviati de Le Iene e programmi simili, o aspiranti presentatori-presentatrici che vivono sulle tragedie altrui e lacrime in tv, valletti/e, quelli che rendono la tv più trash di quanto sia già. La tv non è volgare ma la diventa quando a farla sono persone volgari o manipolatori e speculatori. Il giornalista è un professionista serio, in gamba, che sa parlare in italiano e sa scrivere, non un attore di "reality" e fiction(non trovo differenza sostanziale tra i reality e le fiction...). I più grandi giornalisti sono umili, non importa se super partes(negli Usa sono schierati a destra o a sinistra, con i repubblicani o i democratici, ma sono coerenti, non puttane ossia non vanno con tutti, sono fedeli e non ipocriti), obiettivi, con le palle o le ovaie, colti, tenaci, non soffrono di corporativismo ma al contempo non hanno invidie e complessi di inferiorità e ammirano i colleghi che valgono, inoltre hanno qualità caratteriali e umane, spirituali, che non si imparano a scuola, hanno imparato il mestiere sulla strada, consumato suole di scarpe, e non al desk o solo in"cucina", cercano e amano la verità, raccontano i fatti e non li interpretano o, peggio, stravolgano, falsificano, strumentalizzano, sanno di avere un grande potere ma non ne abusano mai perché sono ben consci di avere grandi responsabilità, informano in maniera corretta e sono al servizio della gente. Sandro mi mancherai, ci mancherai, ma teniamo a mente il tuo valore, i tuoi insegnamenti, come è stato e sarà, riguardo Enzo Biagi, giornalista attento, scrupoloso, mai spocchioso e mai dormiente, sempre "sveglio", con la"schiena dritta", e di grande umanità, da prendere a modello.

postato da: HermosaMariposa alle ore 16:39 | link | commenti (2)
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mercoledì, 19 novembre 2008

L'uomo dei sogni...

corbett2vis7312ez Corbettpink01 Corbettimages Corbettjohncorbett3_etn2_john_corbett_3John Corbett-1john-corbett-783_thumb






































































Un cadeau per le mie care Amiche, rifateve gli occhi. Non accontentavi mai nella vita ma soprattutto in amore e in amicizia.


Il mio uomo ideale:buono, dolce, intelligente, divertente, allegro, brillante, radioso,
affascinante, passionale, sexy, bello dentro e fuori, generoso, premuroso, comprensivo, simpatico, creativo, forte, sicuro ma non montato, semplice, spontaneo, ribelle, anticonformista, colto, coccolone, con valori e ideali, sincero, raffinato, solare, allegro, dinamico, sportivo, pieno di energie, affettuoso, tenero, bei occhi e sorriso radioso, ma in primis e soprattutto buono, dolce, fedele, altruista, bellissimo dentro insomma come Aidan di Sex and the City. (p.s.Quanto mi piaci John Corbett ).
postato da: HermosaMariposa alle ore 21:23 | link | commenti (2)
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sabato, 15 novembre 2008

FIERA di essere BIANCONERA ;) :)

occhi di gatta maggio 2008











La Marchesini direbbe:"Come m'attizza quest'omo". Quanto mi piace, come calciatore e uomo, Amauri.
amauri_4-thumbbig_img_750577amauri_270708-1918614amauri_6-thumb



















Chapeau a una squadra che dalla serie B  ha saputo ritornare in serie A e riapprodare in Champions League e che dopo la vittoria sul Genoa(4-1) si ritrova sul podio, al primo posto in classifica. La classe e la grinta della Signora sono peculiarità "ataviche"ed eterne. AD MAIORA, cara Juve, per sempre nel cuore. Un plauso ai non juventini che obiettivamente e con sportività e intelligenza apprezzano la Juve. Un caloroso abbraccio e un bacione a tutti i miei amici juventini e a tutti coloro che come me son:FIERI DI ESSERE BIANCONERI
postato da: HermosaMariposa alle ore 11:47 | link | commenti (1)
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giovedì, 13 novembre 2008

Da domani 14 novembre Mostra a Napoli del grande artista Pugliese di adozione, Andrea Pazienza ;) :)

Dal 14 novembre al 13 gennaio 2009
orari 9.00 - 18.00 tranne il martedì
Castel Sant'Elmo

 
un disegno di andrea pazienza raffigurante la maschera di pulcinella

A Napoli apre una delle più ampie mostre su Andrea Pazienza, il grande fumettista prematuramente scomparso nel giugno del 1988. L'esposizione vuole omaggiare uno dei talenti assoluti della Nona Arte italiana e si avvale di più di 200 tavole originali, schizzi, bozzetti, illustrazioni e omaggi, oltre a oggetti, audiovisivi e fotografie, si tiene dal 14 novembre al 13 gennaio 2009 (orari 9.00-18.00 tranne il martedì)

Pazienza, autore dai mille risvolti, ha avuto un rapporto molto intenso con la città partenopea, pur non avendoci mai vissuto. L'esposizione, e gli eventi collaterali previsti, sottolineano le tracce di questo legame dando allo stesso tempo una panoramica su tutta l'opera dell'autore, dagli esordi nei tumultuosi fine anni 70 bolognesi, al periodo delle storie più mature della metà degli anni 80.

La mostra, promossa dall'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, è organizzata da Napoli COMICON e da Grifo Cult, e rientra in VisioNa 2008, il contenitore di arti visive di COMICON e NapoliFilmFestival, sotto la supervisione artistica di Marina Comandini Pazienza, ed il coordinamento di Lorenzo Paganelli, oltre alla cooperazione di molti amici e collezionisti di Andrea Pazienza.

La mostra sarà inaugurata il 13 novembre e vedrà la partecipazione, tra le istituzioni, del Sindaco di Napoli Rosa Jervolino Russo e dell'Assessore alle Politiche Giovanili Giulio Riccio e in campo artistico, l'affermato fumettista Massimiliano Frezzato e l'altrettanto bravo autore napoletano Luca Dalisi, che saranno protagonisti di una performance live proprio durante l'evento inaugurale.

Per dare conto della complessità della figura di Pazienza, sono state create delle microsezioni tematiche interne alla produzione dell'autore dai natali marchigiani. Questi argomenti sono proprio le tracce che serviranno a ripercorrere l'attività fumettistica del disegnatore, permettendone, ad esempio, la conoscenza globale della sua poliedrica creazione, dal seminale Pentothal alle tante vignette satiriche per le maggiori riviste del periodo.
 
Un'altra sezione cerca, all'interno delle storie a fumetti, citazioni o riferimenti diretti alla città ed alla cultura partenopea, tra le visioni che Napoli gli ispirava ed i tanti amici riportati che racconteranno, in un video inedito, i propri rapporti con l'autore; inoltre, una sezione inedita riguarda l'immenso Totò, spesso disegnato da Pazienza in varie vignette.
Nelle sale del Carcere Alto di Castel Sant'Elmo, sede d'Arte Contemporanea e di COMICON.

 
 

Castel Sant'Elmo

Via Tito Angelini, 22, 80129 - Napoli


Tel. +39.081.2294401
Fax +39.081.2294498
e-mail: csantelmo.artina@arti.beniculturali.it      

dal sito del Comune di Napoli:    www.comune.napoli.it

p.s. Pazienza nasce a San Benedetto del Tronto figlio di Enrico Pazienza, professore di educazione artistica, e Giuliana Di Cretico. Residente da subito a San Severo, la città del padre (nonché quella "del suo pensiero"), vi trascorre l'infanzia, passando le estati con la famiglia a San Menaio, frazione di Vico del Gargano.

postato da: HermosaMariposa alle ore 19:02 | link | commenti
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Internet Addiction Disorder

Internet addiction disorder ovvero dipendenza da Internet. Le tecnodipendenze, non solo Internet, ma anche il cellulare, la playstation, la tv, sono dipendenze dannose, nocive, non meno delle dipendenze da farmaci, droghe, alcol, fumo, cibo, gioco d'azzardo, sesso, et cetera. Queste dipendenze creano "tecnostress", patologie da gravi a gravissime, disturbi motori, danni cerebrali e neurologici. Alla fine del pezzo estrapolato da:www.psicoterapie.org, in calce, a piè di pagina, ci sarà il test(sul sito:
www.siipac.it) , sperando che, come me, tu abbia totalizzato un risultato positivo, ossia che non superi i 49 punti. Buona lettura

Internet Addiction Disorder

Prof. Moreno Marcucci
Dott. Giuseppe Lavenia



In questi ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di una nuova tecnologia che ha ampliato le possibilità di comunicazione e di accesso alle fonti di informazione fino ad ora sconosciuto. Il processo che stiamo vivendo apre scenari che fino a poco tempo fà erano impensabili e sicuramente i vantaggi che si trarranno da questo nuovo mezzo tecnologico permetteranno all'uomo di sviluppare capacità e potenzialità fino ad ora neanche immaginate.Ma, purtroppo, ogni medaglia ha il suo rovescio; infatti sembra che il rapido sviluppo di questo processo stia producendo dei fenomeni psicopatologici che si esprimono con una sintomatologia simile a quella che osserviamo in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive. Un'analisi delle più recenti pubblicazioni internazionali su questo argomento sta evidenziando da varie parti del mondo come l'inadeguato utilizzo della Rete possa indurre in una situazione di dipendenza psicologica con conseguenti danni psichici e funzionali per il soggetto. I.A.D. (Internet Addiction Disorder) indica la sigla psichiatrica con cui si definisce tale patologia; l’internet Addiction Disorder si manifesta sotto forma di sintomi astinenziali e di tolleranza. Il termine si deve allo psichiatra americano Ivan Goldberg che propose dei criteri (diagnostici) mutuati dalla diagnostica per le dipendenze dal DSM. Goldberg con la sua proposta ha dato avvio ad una riflessione che ha incuriosito numerosi psicologi e psichiatri ed ha imposto all’attenzione del mondo il rischio di dipendenza da Internet.
Questi sono i principali sintomi patognomici che caratterizzano l’IAD:
1. bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione;
2. marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano Internet;
3. sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione dell’uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line, classici sintomi astinenziali;
4. necessità di accedere alla rete sempre più frequentemente o per periodi più prolungati rispetto all’intenzione iniziale;
5. impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l’uso di Internet;
6. dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete;
7. continuare a utilizzare Internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete.
Ciò che ci ha stimolato ad iniziare uno studio sulla IAD è, in particolare, la sua analogia psicopatologica con quadri clinici assimilabili all'uso di sostanze psicotrope.Gli elementi in comune da noi analizzati hanno riguardato inizialmente le modificazioni psicologiche che si producono nell'individuo che diviene dipendente dalla rete: perdita delle relazioni interpersonali, modificazioni dell'umore, alterazione del vissuto temporale, cognitività completamente orientata all'utilizzo compulsivo del mezzo; il soggetto tende a sostituire il mondo reale con un oggetto artificioso, quasi una sorta di “feticismo tecnologico”, con il quale riesce a costruire un proprio mondo personale e in questo caso virtuale analogo al mondo del tossicodipendente che ha un proprio linguaggio, uno specifico abbigliamento, atteggiamenti e comportamenti diversi e differenti rispetto al mondo reale nel quale è abituato a vivere. La domanda profonda che ci siamo posti è che se questo è vero la tossicodipendenza potrebbe essere vista come un bisogno dell'individuo di crearsi un mondo personale indipendentemente dalla sostanza o strumento che lo rende dipendente. E’ evidente che attraverso internet si possono provare intensi e piacevoli sentimenti di fuga, superando on-line i problemi della vita reale, con un effetto simile ai “viaggi”consentiti da alcune droghe e inoltre permette al soggetto di provare un senso di onnipotenza, connesse con il superamento di ogni limite personale e spazio temporale (fenomeno anch’esso presente nell’utilizzatore di sostanze psicotrope).Il fenomeno della distorsione del tempo è di fondamentale importanza per poter meglio comprendere il problema: “qualunque sia la ragione di partenza per avventurarsi nella navigazione on-line,presto si impara che trovare ciò che serve e poi uscire è ben di rado semplice e veloce come aprire il frigo e prendersi qualcosa da mangiare al volo”;Il tempo sembra fermarsi in rete, la parola fine non c’è mai; a nostro avviso le cause vanno ricercate nella strutture di internet ed in particolar modo nel suo ipertesto: infiniti collegamenti ci spingono a navigare per ore e ore in maniera afinalistica e sconsiderata.
Molte volte i soggetti che utilizzano le rete, oltre a non rendersi conto delle diverse ore già trascorse dinanzi allo schermo, tendono ad alterarsi facilmente con chi disturba il loro “viaggio”;esperienza questa che può essere paragonata alla risposta che un alcolista da ad un amico trovandosi ad una festa “soltanto un biccherino”,o a quella del fumatore che dice a se stesso “solo un’ultima sigaretta e andrò a dormire; lo stesso procedimento viene messo in atto dagli internet dipendenti che risponderanno irritati a chi gli chiede di disconnettersi “ancora un minuto e spengo”, oppure diranno a se stessi razionalizzando “un altro minuto non farà molta differenza” ma poi rimarranno connessi ancor per ore e ore .Altra caratteristica importante tra gli internet dipendenti è la negazione del problema come spesso accade con qualunque altro tipo di dipendenza; differenza questa a nostro avviso ancor più difficile da riconoscere . E’ molto difficile infatti chiedere aiuto per qualcosa che la maggior parte delle persone apprezza per la sua potenza e il suo potere innovativo; e quando questi soggetti vengono messi di fronte alla chiara evidenza di un comportamento tossicomanico si trincerano dietro l’opinione comune secondo la quale internet è grandioso, “non può far male”; Non bisogna scordare che la rete può essere vista e vissuta come un’enorme vetrina sempre in allestimento in cui ogni individuo riscontra una propria soggettività nel modo di viverla; analogamente alla vita “reale” si possono imboccare strade “corrette” e strade “pericolose”; Ogni giorno molti utenti rischiano di allontanarsi dai rapporti interpersonali “faccia a faccia”, indispensabili per una vita sana e socialmente equilibrata, preferendo relazioni virtuali; queste inevitabilmente portano ad una spersonalizzazione e ad una proiezione del proprio SE in un luogo non fisico che, data la facilità, la velocità e l’ampiezza geografica dei rapporti il soggetto preferisce. L’utente, nascondendo la propria individualità dietro al proprio monitor, si sente più protetto, più sicuro.

 

MODALITA' E METODO


Siamo andati a valutare un campione di popolazione reperita grazie alla collaborazione di internet point e biblioteche multimediali sparse nel territorio nazionale. Sono stati valutati 150 soggetti italiani, 90 uomini e 60 donne, d’età compresa tra i 15 e i 44 anni ( I risultati ottenuti sono relativi ad un campione parziale di 150 soggetti d’età compresa tra i 15 ed i 45 anni; il campione di studio totale della nostra ricerca è di 500 soggetti, ancora da ultimare); a questi soggetti è stato somministrato un test da noi realizzato a cui abbiano dato il nome di Internet Trap Test (I.T.T.) ed chi ha ottenuto un punteggio elevato è stato sottoposto ad un particolare colloquio da noi messo a punto. L’I.T.T. è un test che permette di verificare il grado di intossicazione raggiunto dal soggetto nei confronti della nuova tecnologia Internet. Il test è costituito da 25 Items a cui il soggetto può rispondere:sempre, spesso, ogni tanto, raramente, mai. Gli autori hanno formulato i 25 items, basandosi sui criteri del DSM-4, indagando sulla dipendenza, sull’abuso, sul livello di intossicazione raggiunto, sulla consapevolezza, sull’ astinenza, sul sonno, sulla gestione dei rapporti interpersonali e sulla presenza di possibili tratti schizoidi e impulsivi.

 

SOMMINISTRAZIONE


La somministrazione del test avviene in due fasi. Nella prima fase il test va somministrato al soggetto non dando limiti temporali di tempo nell’esecuzione. La seconda fase cerca, invece, di valutare, attraverso un colloquio mirato, la frequenza di alcuni disturbi (a volte psicopatologici) riscontrati nel test; in questa fase, inoltre, i soggetti vengono contattati per ottenere informazioni a proposito delle caratteristiche socio-culturali, della personalità, della presenza attuale o passata di patologie medico-psichiatriche.
 

INTERPRETAZIONE


In base al punteggio ottenuto il soggetto può essere collocato in uno dei seguenti profili:
• Utente ‘’Regolare’’: Il soggetto può rimanere a volte connesso più a lungo ma ha il pieno controllo della situazione;
• Utente ‘’A rischio’’: Il soggetto sperimenta le prime esperienze in rete,non è ancora a conoscenza delle tecniche per muoversi “alla grande”nel web ma mosso dalla curiosità comincia a provare;utilizzo assiduo delle chat,il sogg. tende ad acquisire una nuova identità;
• Utente ‘’Abusatore’’:Il soggetto presenta diversi problemi a causa di Internet .(Utilizza il web nonostante la consapevolezza di aver un problema di natura sociale, lavorativo, psichico o fisico causato o accentuato da Internet;.
• Utente ‘’Dipendente’’: Il soggetto è completamento preso dalla rete.(Prolungamento del periodo del tempo di collegamento prefissato, grande quantità di tempo del soggetto viene spesa alla ricerca del materiale da utilizzare in rete, interruzione o riduzione di importanti attività sociali, lavorative o ricreative a causa dell’utilizzo di internet;uso continuativo del net nonostante la consapevolezza di avere un problema sociale, psichica o fisica collegato ad esso; TOLLERANZA marcata: bisogna di quantità di ore notevolmente più elevate del web per sentirsi soddisfatto; sintomi astinenziali: ansia, tremori, pensieri ossessivi su ciò che sta accadendo in rete in quel momento).


RISULTATI OTTENUTI


I risultati ottenuti hanno confermato la presenza di una popolazione a rischio di abuso o realmente dipendente dalla rete; la semplice analisi dei punteggi grezzi ottenuti permette di evidenziare una percentuale di rischio piuttosto elevata insita nel continuo utilizzo del mezzo tecnologico. Un analisi più approfondita attraverso colloqui ha evidenziato in tutti i gruppi una mancata consapevolezza del fenomeno di addiction.
 

• Il gruppo degli utenti a rischio (20%) presentano un vissuto di curiosità nei confronti delle opportunità offerte dalla rete simile alla fase di luna di miele del soggetto che ha iniziato un rapporto stabile con l’eroina; tendono ad osservare ed apprendere come muoversi in questo nuovo mondo; in questa fase il soggetto custodisce gelosamente ogni nuova conquista iniziando a modificare la propria identità personale.
 

• Il gruppo degli utenti abusatori (34%) ha manifestato delle caratteristiche analoghe ai soggetti che utilizzano oppiacei da diverso tempo: gravi problemi nelle relazioni affettive, importanti problematiche lavorative legate all’utilizzo della rete, problematiche psicofisiche ( problemi visivi, alterazione del ritmo circadiano, disturbi nelle condotte alimentari, ecc).Il soggetto in questa fase chiamata della “sostituzione” è profondamente immerso nella comunità internet; grazie al web raggiunge ciò che prima non era mai riuscito a ottenere:avrà tanti amici,troverà sostegno,nuovi stimoli,fiducia,ecc. L’utente adesso ha sempre un posto dove andare,sa sempre cosa fare;tutte quelle attività che permettevano al soggetto di andare avanti nella vita ora non contano più!

• Il gruppo degli utenti dipendenti (6%) presenta aspetti psicopatologici più gravi; in particolare un soggetto ha manifestato per 48 ore stato confusionale, allucinazioni semplici visive, prosopoagnosia, ipertermie, tremori. Tali disturbi sono regrediti spontaneamente nel periodo di 48 ore.Un altro soggetto ha presentato importanti problemi nella vita relazionale: abbandono coniugale da parte del partner, seri problemi nell’ambiente lavorativo. Il soggetto aveva un assoluta mancanza di consapevolezza.Altri disturbi presenti nei soggetti dipendenti sono: prolungamento del periodo del tempo di collegamento prefissato, grande quantità di tempo del soggetto viene spesa alla ricerca del materiale da utilizzare in rete, interruzione o riduzione di importanti attività sociali, lavorative o ricreative a causa dell’utilizzo di internet; uso continuativo del net nonostante la consapevolezza di avere un problema sociale, psichica o fisica collegato ad esso.

 

CONCLUSIONI

L'analisi dei dati sopra esposta apre il campo a numerosi interrogativi; in primo luogo nei confronti dell'utilizzo indiscriminato della Rete e dei suoi prodotti senza alcun limite temporale o di confini che ne possano limitare l'uso indiscriminato e finalistico. Il mondo virtuale viene presentato sempre come stimolante, pieno di risorse e ricco di novità e iniziative apparendo molto differente dalla realtà concreta nella quale viviamo tutti i giorni fatta di sacrifici, monotona, ripetitiva, finalizzata per la maggior parte di noi alla risoluzione dei banali problemi della vita quotidiana. La rete si inserisce in questi spazi psicologici, come le droghe si inseriscono in un mondo di disagi e/o di sofferenza psichica che costituisce il terreno predisponente, secondo il nostro punto di vista, di qualsiasi dipendenza patologica ( teniamo a sottolineare il termine di dipendenza patologica per differenziarla dalla dipendenza vissuta come normale componente dei legami affettivi tra esseri umani), e in questi spazi produce un continuo processo di disconnessione del soggetto dalla realtà circostante, dalle relazioni che lo circondano o meglio dal mondo di solitudine di cui è circondato, senza però offrire niente che possa soddisfare il mondo emotivo del soggetto che rimane costantemente in preda a vissuti di disagio e solitudine che prova nella vita quotidiana. Ma può una macchina, per quanto sofisticata e perfetta, offrire dei sentimenti? Sicuramente no, sentiamo però sempre più spesso di utenti che hanno pagato bollette salatissime per aver parlato per 5 minuti con una ragazza d'oltreoceano, o aver ingenuamente risposto ad un messaggio S M S d i una persona che non si conosce ma con cui si è chiacchierato in chat , o ancor più spesso sentiamo soggetti che si dichiarano amore eterno in rete, magari con un bel matrimonio virtuale (parecchi siti offrono questo tipo di servizio). Ritornando al campo dei quesiti sollevati dalla nostra, come dalle altre recenti ricerche in questo settore, si pone il quesito più strettamente nosografico e clinico se esista una possibile psicopatologia di base, una sorta di predisposizione che risulti favorente nello sviluppo della patologia. Dai nostri studi è emerso un tratto di personalità strutturante i soggetti valutati come dipendenti nel test: il tratto schizoide.Questo tratto di personalità è caratterizzato dalla difficoltà di formare relazioni sociali stabili; tendono ad essere individui “solitari” con poca inclinazione ad integrarsi in gruppi e appaiono distanti. I loro interessi e passatempi di solito aumentano il loro stato di isolamento dalle altre persone in quanto sono più interessati nelle cose, negli oggetti e nelle macchine. Ma è possibile che questi soggetti si trincerano dietro lo schermo del pc perché si sentono più protetti e in tal modo possono tener sempre sotto controllo la relazione? Internet può essere davvero essere visto come un “meccanismo di difesa” che il soggetto utilizza per finalmente riuscire liberamente a comunicare? E se tutto questo fosse vero la dipendenza potrebbe essere vista come una sorta di reattività alla situazione schizoidea? Naturalmente il nostro lavoro non pretende né di dare risposte certe né di essere esaustivo ma speriamo comunque d’aver stimolato il lettore ad approfondire e meglio comprendere tale nuovo fenomeno essendo fortemente convinti che solo con la continua ricerca e maggiore informazioni si potranno comprendere al meglio le dinamiche dell’uomo “digitale”.

 


Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive

TEST - Internet Addiction Disorder
di Kimberly S. Young (1996)

Come sapere se siete davvero dipendenti o state precipitando rapidamente nella dipendenza da Internet?
Ognuno vive un'esperienza diversa dalle altre, che non è possibile misurare in relazione al tempo di utilizzo della rete.
Alcune persone affermano di essere dipendenti da Internet navigando anche solo 20 ore a settimana mentre altre, che ne navigano 40, insistono nel dire che per loro non è un problema. È più importante valutare quale sia il danno che l' uso di Internet porta alla vostra vita.
Quali sono i conflitti emersi nella famiglia, nelle relazioni, sul lavoro o a scuola?


Per valutare il vostro livello di dipendenza rispondete alle seguenti domande utilizzando questa scala:

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre

Il punteggio e il relativo risultato sarà calcolato automaticamente.
Fate attenzione a rispondere a tutte le domande e a non segnare più risposte ad una singola domanda.
1. Quante volte vi siete accorti di essere rimasti on-line più a lungo di quanto intendevate?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

2. Vi capita di trascurare le faccende domestiche per passare più tempo on-line

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

3. Vi capita di preferire l'eccitazione offerta dal web all'intimità con il partner?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

4. Vi capita di stabilire rapporti con altri utenti on-line?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

5. Accade che le persone attorno a voi si lamentino per la quantità di tempo che passate on-line?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

6. Accade che i vostri studi risentano negativamente della quantità di tempo che passate on line?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

7. Vi capita di controllare la vostra e-mail prima di fare qualche altra cosa importante?

1 = Mai
2 = Raramente
3 =Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

8. La vostra resa sul lavoro o la produttività sono influenzate negativamente da Internet?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

9. Vi capita di stare sulla difensiva o di minimizzare quando qualcuno vi chiede cosa fate on-line?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

10. Quante volte scacciate pensieri negativi sulla vostra vita consolandovi con il pensiero di Internet?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

11. Vi capita di pregustare il momento in cui tornerete on-line?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

12. Vi succede di temere che la vita senza Internet sarebbe noiosa, vuota e senza gioia?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

13. Vi capita di scattare, alzare la voce o rispondere male se vi disturbano mentre siete collegati?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

14. Perdete ore di sonno perché restate alzati fino a tardi davanti al computer?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

15. Vi capita di concentrarvi con il pensiero su Internet quando non siete al computer?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

16. Vi capita di scoprirvi a dire "pochi minuti e poi spengo"?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

17. Avete già tentato di ridurre la quantità di tempo che passate on line senza riuscirvi?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

18. Cercate di nascondere quanto tempo passate on-line?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
7 = Sempre
Non applicare

19.Vi capita di scegliere di stare più tempo on-line anziché uscire?

1 = Mai
6 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

20. Vi capita di sentirvi depressi ed irritabili quando non siete collegati, mentre state bene quando lo siete?

1 = Mai
2 = Raramente
3 = Ogni tanto
4 = Spesso
5 = Sempre
Non applicare

20 - 49 points: Utilizzate la rete Internet in maniera normale, avete un buon controllo e sapete gestire bene il vostro tempo on-line.

50 -79 points: Avete qualche difficoltà a controllare e gestire il tempo che trascorrete in rete, dovreste considerare l'effetto che può avere sulla vostra vita.

80 - 100 points: L'uso del Internet sta causando problemi significativi nella vostra vita. Fate molta attenzione alle conseguenze che ciò può avere in voi e nella vostra vita relazionale e lavorativa.

Dopo aver identificato la categoria nella quale rientrate, osservate le singole risposte, potrà esservi molto di aiuto per capire come gestite il vostro tempo on-line e gli effetti di esso nella vostra vita. Ad esempio se rispondete "4" (spesso) alla domanda due, questa informazione vi potrà aiutare a comprendere il modo in cui gestite il tempo per la cura della vostra casa.

Dal sito: www.siipac.it 

postato da: HermosaMariposa alle ore 18:43 | link | commenti (1)
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lunedì, 10 novembre 2008

Abbasso le Droghe l'Alcol e tutte le Dipendenze Nocive!!

Alcol: a rischio 740 mila ragazzi tra gli 11 e i 17 anni


In Italia paghiamo ancora un prezzo troppo alto per la mortalita' a causa di
cirrosi epatiche e malattie croniche di fegato cosi' come per incidenti
stradali che in alcune province, fino al 57% dei casi, sono attribuibili ai
consumi di alcol. Accanto a queste condizioni particolarmente legate a
dinamiche di dipendenza, abuso o uso dannoso non vi e' dubbio che vi sono
seri problemi relativi alla conoscenza, all'informazione nonche' alla
responsabilita' individuale.

Il 70% degli italiani non ha idea di come si arrivi al limite di legge previsto
per l'idoneita' alla guida. Il 50% delle donne continua a bere in gravidanza.
Il nostro compito e' dunque quello di informare, sensibilizzare contesti,
professionisti ( a cominciare dai medici di famiglia), cittadini, ad un
corretto rapporto con l'alcol nel rispetto delle scelte individuali e della
responsabilita' collettiva."

Lo ha detto il Sottosegretario Eugenia Roccella alla Prima Conferenza Nazionale
sull'Alcol "Piu' salute, meno rischi. Costruire alleanze per il benessere e la
sicurezza", svoltasi a Roma il 20 e il 21 ottobre 2008, presso il Centro
Congressi del Grand Hotel Parco dei Principi.

Promossa dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in
collaborazione con la Consulta nazionale sull'alcol e sui problemi
alcolcorrelati, la Conferenza ha messo a confronto i rappresentanti del mondo
scientifico, dei servizi, dell'associazionismo del privato sociale, delle
istituzioni, della produzione per condividere e scambiare conoscenze,
trasferire saperi e costruire alleanze in materia di problemi alcolcorrelati.

Redazione del Ministero della Salute 



Ufficio stampa ADUC: il cibo da' dipendenza, come alcool e droghe

Alcuni disturbi del comportamento alimentare, come la bulimia nervosa e il binge eating disorder, condividono con le dipendenze da sostanze, come droga, tabacco e alcol, gli stessi meccanismi neurobiologici.

A sostenerlo e' stato Massimo Cuzzolaro, della 'Societa' Italiana per lo studio del Comportamento Alimentare', e Docente presso le Universita' 'La Sapienza' e 'Tor Vergata' di Roma ieri nel corso della seconda giornata del seminario di formazione 'Roma InDipendenteMente', organizzato dal Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio presso il Policlinico Umberto I di Roma, diretto da Mauro Ceccanti.

Secondo dati del Ministero della Salute, circa il 10% delle ragazze in eta' adolescenziale soffre di qualche disturbo collegato all'alimentazione. Il 2% soffre delle forme piu' gravi come anoressia e bulimia.

Ogni anno in Italia insorgono oltre 9000 nuovi casi di disturbo del comportamento alimentare. La fascia d'eta' piu' colpita e' quella compresa tra i 12 e i 25 anni.

'Alcuni disturbi del comportamento alimentare - ha spiegato Cuzzolaro - condividono tratti clinici e biologici simili alla dipendenza da sostanze'. 'Evidenze scientifiche e una consolidata letteratura in materia dimostrano infatti che i due meccanismi possono colpire gli stessi circuiti, anche se in maniera diversa'.

Anche la terapia prescritta per questi tipi di disturbi deve, quindi, essere - e' stato sottolineato - multidimensionale, multidisciplinare e adeguata nel tempo.

Si e' dunque parlato anche della 'trasmigrazione dei sintomi': 'se un paziente guarisce da una forma di dipendenza da sostanze - ha spiegato Cuzzolaro - ma dopo qualche tempo manifesta un altro tipo di dipendenza o un certo tipo di disturbo del comportamento alimentare, c'e' da chiedersi se siano disturbi diversi e indipendenti tra loro o se, al contrario, si tratti di uno stesso disagio che si manifesta in forme diverse, in momenti diversi della vita del paziente'.

Cio' dimostra, secondo Mauro Ceccanti come 'tabagismo, dipendenza da alcol, dipendenza dalle droghe e alcune forme di disturbi del comportamento alimentare non sono solo vizi' ma vere e proprie patologie che condividono dei tratti psicobiologici comuni'.

Studio: tradire il partner fa male alla salute

Chi soffre di mal di testa farebbe meglio a non tradire: stress psicologico e
sforzo fisico durante il rapporto clandestino possono scatenare la cefalea
'degli amanti', che rappresenta una minaccia per quasi il 15% degli italiani.
Lo rivela Lorenzo Pinessi, neurologo dell'ospedale Le Molinette di Torino,
durante la presentazione del 22/o Congresso nazionale della Societa' per lo
studio delle cefalee, ente da lui presieduto, in programma dal 2 al 4 ottobre a
Torino. 'Questo tipo di cefalea - spiega l'esperto - riguarda soprattutto gli
uomini, che hanno in genere un ruolo piu' attivo durante il rapporto, con
un'intensita' proporzionale all'eccitazione. Si tratta quasi sempre di pazienti
gia' emicranici, nei quali una serie di fattori (come alimenti afrodisiaci,
farmaci che favoriscono le prestazioni, affaticamento fisico e stress
psicologico dovuto alla relazione clandestina) possono scatenare fortissimi
attacchi di cefalea che possono durare fino a tre ore'. E' importante che i
pazienti colpiti ne parlino con il medico senza timori - raccomanda Pinessi
- perche' il fenomeno deve essere indagato a fondo. 'Nel 3-4% dei casi
- conclude - si puo' infatti nascondere anche un piccolo aneurisma cerebrale:
per questo suggerisco ai miei pazienti di darsi una calmata, magari di
affrontare un periodo di astinenza, per sottoporsi poi ad un esame specifico
come l'angiorisonanza cerebrale'.

Ufficio stampa Aduc 




Se bevi non dimentichi piu'


La vecchia usanza di 'bere per dimenticare' e' sbagliata. Qualsiasi problema ci
porti ad 'alzare il gomito' non andra' nel dimenticatoio della nostra mente, ma
sara' invece acutizzato. Una ricerca condotta dall'Universita' del Sussex in
Gran Bretagna ha infatti dimostrato che se se si beve per allontanare brutti
ricordi ed esperienze spiacevoli, questi, invece di sparire, resteranno con noi
piu' a lungo. Gli effetti momentanei dell'alcol sull'umore sono risaputi da
tutti: riduce l'ansia, facilita le relazioni e ci fa stare allegri. Ma gli
effetti sulla memoria sono meno conosciuti, "la ricerca potrebbe essere utile
per spiegare il perche' si crea una cosi' forte dipendenza", ha dichiarato
Teodora Duka dell'Universita' del Sussex durante il convegno della scienza
della British Association all'Universita' di Liverpool. Test sulla memoria,
fatti su alcuni volontari, hanno evidenziato come il ricordo di immagini prima,
durante e dopo il consumo di alcolici venga modificato nella memoria: "Prima di
abusarne l'acol facilita il ricordo di eventi positivi - spiega Duka - e
pregiudica invece il vissuto emotivo negativo dopo il consumo, facilitando il
ricordo di esperienze vissute prima". "Inoltre e' stato dimostrato - conclude
Duka - che l'alcol aumenta, soprattutto nelle donne, il rischio di prendere
decisioni impulsive e di non riuscire a trattenere risposte inappropriate".

Ufficio stampa Aduc



I primi dati sui test alcool/droga per strada


Il 45% delle 31 persone controllate fino alle 2:00 nel centro del Dipartimento
delle Dipendenze di Verona e in quello mobile di Peschiera del Garda e'
risultato positivo ai controlli anti alcol e droga estesi per la prima volta a
livello nazionale dopo un anno di sperimentazione nel Veronese. Il 70% aveva
assunto alcol prima di mettersi alla guida, un 30% droga o droga e alcol
insieme.

Le sostanze stupefacenti piu' rappresentate sono risultate cocaina e derivati
della cannabis. I primi risultati dei controlli sono in linea con il trend
riscontrato l'anno precedente nel Veronese, quando un 47,5% delle persone
fermate risulto' positivo. Nel centro di Verona, il caso piu' eclatante nel
corso della notte e' stato quello di un automobilista fermato con 3,15
microgrammi per millilitro, quando il tasso consentito non puo' superare lo
0,5.

'Ai tre microgrammi si e' praticamente in coma etilico - ha spiegato Giovanni
Serpelloni, direttore del Centro politiche antidroga che dipende dal
sottosegretario Carlo Giovanardi, presente durante le operazioni -. E' un caso
limite'. Tra le persone che si sono viste la patente sospesa ed il mezzo
sequestrato prevale la rassegnazione, ma qualcuno protesta vibratamente: 'Ho
bevuto solo una birra e un limoncello - spiega per esempio Mirko, fermato dopo
una cena con la moglie in un ristorante - ed ora mi ritrovo qui'.

C'e' anche chi, pero', come Fabio, 21 anni, esce soddisfatto, con libretto e
patente in mano, dal tendone sotto il quale si attendono i responsi dei test :
'Ero tranquillo, non avevo bevuto o fumato nulla'.

"I controlli antidroga effettuati questa notte a Verona hanno dimostrato la
assoluta efficacia e la inderogabile necessita' di ripetere questi controlli su
scala nazionale". Lo dice Domenico Di Virgilio, responsabile sanita' di Forza
Italia, che aggiunge: "La prevenzione e' l'arma vincente e si deve agire su due
livelli, da un lato per evitare stragi e vittime innocenti dall'altro per
evidenziare che quando si parla di tasso elevato di alcolemia e assunzione di
sostanze stupefacenti si parla di patologie. Soltanto cosi' potremo ridurre
fortemente la mortalita' sulle nostre strade e le gravi conseguenze sanitarie
su tanti giovani, richiamandoli ad un senso di responsabilita' e di senso
civico contro i pericoli della droga e dell'eccesso di alcool".

I risultati di Verona e del Veneto 'col 45% di positivi, con la scoperta che
una percentuale non indifferente di negativi all'alcol risulta poi positiva
alle sostanze, non stupiscano. Si e' solo sollevato il coperchio da una
pentola'. Ne e' convinto Giordano Biserni, presidente dell'Asaps (Associazione
sostenitori amici della polizia stradale). Per Biserni il modulo operativo
polizia-medici partito in via sperimentale e' garantista, produttivo ed
efficace, e per questo va esteso. Agli oppositori dell'estensione secondo i
quali i costi, per Biserni oltre 4.000 euro a modulo, la renderanno
insostenibile, il presidente risponde secco che chi fa certe affermazioni 'deve
assumersene le responsabilita' di fronte all'opinione pubblica, che invoca il
diritto di viaggiare in sicurezza di giorno e di notte, senza che un conducente
'fatto' possa distruggere anche la vita di chi nulla ha a che vedere con quel
mondo'. Biserni ha sottolineato che se in Italia diminuisse del 50% il numero
dei morti e dei feriti sulle strade, il risparmio per la spesa pubblica sarebbe
di 16 miliardi di euro (fonte Consulta Nazionale per la sicurezza stradale):
'un'intera finanziaria'. Biserni ha poi ricordato che il metodo tradizionale di
rilevazione di un conducente positivo al narcotest in piena notte comportava la
necessita' di portarlo in ospedale per le verifiche ulteriori.

'Questo significava perdere la pattuglia per almeno 2 o 3 ore su quel tratto di
strada. Il servizio si poteva sostanziare al massimo in un paio di controlli
per notte con risultati irrilevanti'.

Ufficio stampa Aduc





Aumenta la dipendenza dal sesso

Il sesso sta diventando una vera e propria mania: un milione e mezzo circa di
italiani in eta' adulta ne e' addirittura dipendente. Gli uomini piu' delle
donne, anche se di certo non mancano le italiane che fanno del sesso il loro
chiodo fisso. La stima, destinata a sorprendere, arriva dalla Societa' italiana
di intervento sulle patologie compulsive (Siipac), che si occupa, da ormai piu'
di 10 anni e con sedi in tutta Italia, di disturbi legati alle 'new addiction',
ovvero dipendenze non legate a sostanze: tra le altre dipendenza da cellulari,
da internet, gioco d'azzardo patologico e shopping compulsivo.

I 'sesso-dipendenti' sono "persone che hanno grossi problemi a causa di questo
comportamento - spiega la Siipac in una nota - al pari della dipendenza da
alcol". Ad essere colpiti da questa patologia sono indifferentemente maschi e
femmine. Ma cambiano sensibilmente le percentuali tra i due sessi: il 70-80%
per gli uomini contro il 20-30% per le donne. Il campione nazionale comprende,
a seconda della regione, dal 3% al 5% della popolazione. Il che si traduce in
una cifra da capogiro: 1 milione e mezzo di connazionali ossessionati.

In campo sessuale la dipendenza si sviluppa in tre fasi progressive, spiega la
Siipac. Si comincia con il masturbarsi in modo ossessivo, passando al sesso per
telefono fino al feticismo. Nella seconda fase si susseguono le telefonate
oscene a persone sconosciute, l'esibizionismo, il voyeurismo fino alle molestie
sessuali sul luogo di lavoro. Infine la terza fase puo' comprendere sesso con
minorenni, con adulti sotto effetto di droghe o colpiti da handicap. Infine,
sesso con pazienti o dipendenti. Naturalmente c'e' anche una terapia che
prevede l'assoluta astinenza per almeno 90 giorni, accompagnata da un percorso
terapeutico con un programma integrato che comprende per prima cosa un'accurata
diagnosi.

E' molto facile, spiega infatti la Siipac in una nota, sbagliare la diagnosi
per questa patologia ed e' dunque necessario ricorrere a colloqui, test di
personalita' e test specifici predittivi per la sex addiction. Si passa poi a
un approfondito lavoro di analisi assieme all'equipe formata da medici,
psicoterapeuti e sessuologi, e si forma il programma terapeutico, individuale
per ogni paziente.

Per terapia integrata la Siipac intende una terapia psicoterapeutica, con
supporto farmacologico affidato all'uso dei rimodulatori della serotonina che
vanno ad abbassare il tono dell'umore. Unitamente a tutto cio' la Societa' ha
sviluppato un programma di pari importanza per i familiari, a volte co
-dipendenti, che necessitano assolutamente di un programma di sostegno, in
quanto anche loro si possono ritenere ammalati indirettamente con sintomi e
patologie altrettanto gravi ed invalidanti. Il programma e' inoltre correlato
da un programma psico-educazionale di reinserimento familiare, sociale e
lavorativo con follow-up ogni 3 mesi per 3 anni.

Ufficio stampa Aduc





La dipendenza da cocaina lascia impronte sul cervello

La dipendenza da cocaina lascia impronte sul cervello. E ora queste prove sono
state documentate dai ricercatori tedeschi dell'Istituto di salute mentale di
Mannheim, dai colleghi del centro di ricerca sul cancro di Heidelberg e
dall'universita' di Ginevra, in Svizzera. Contemporaneamente sono stati messi
in luce, illustra il team di ricerca svizzero-tedesco su 'Neuron', i meccanismi
della dipendenza da questa sostanza stupefacente. Quando infatti si resta presi
nella rete della cocaina, cioe' si cerca sempre una nuova dose, si innescano
nel cervello dei meccanismi specifici. In particolare avvengono "vere e proprie
modificazioni e ristrutturazioni molecolari delle sinapsi nervose laddove si
concentra la centrale della dopamina, l'ormone della ricompensa che viene
rilasciato quando si assume la cocaina".

Non solo, in risposta all'assunzione della droga, alcune proteine tra cui la
NR1 vengono cambiate in specifici recettori complessi come il GluR1. Di
conseguenza, le sinapsi modificate diventano capaci di trasmettere i segnali
nervosi con una potenza accresciuta. Un fenomeno gia' descritto in letteratura
scientifica come plasticita' sinaptica indotta dalla droga. Questo meccanismo
e' stato a lungo ritenuto responsabile della dipendenza dagli stupefacenti, ma
finora nessun ricercatore era riuscito a provarlo sperimentalmente.

Cosa che invece e' riuscita a fare ora l'e'quipe svizzero-tedesca. Sfruttando
l'ingegneria genetica, gli scienziati hanno infatti usato animali di
laboratorio per documentare e fotografare la fisiologia della dipendenza da
cocaina, riuscendo anche ad accendere o spegnere le proteine che azionano i
recettori complessi che danno l'avvio al meccanismo che fa cercare in
continuazione una nuova dose di droga, spinti dal piacere scatenato dalla
dopamina.

La prova del nove e' arrivata dai test condotti su gli animali geneticamente
modificati o no, tutti sottoposti al contatto con la cocaina. Solo i primi, in
cui i recettori erano spenti, continuavano a comportarsi da tossicodipendenti
anche a lunga distanza dall'ultima assunzione della sostanza. Mostrando di
mantenere nel cervello le modificazioni della dipendenza. Secondo gli
scienziati, questa scoperta "apre nuove strade nel trattamento delle persone
con problemi di droga".

Ufficio stampa Aduc 



Se sposi un fumatore sei a rischio ictus


Non solo cattivo odore in camera da letto e mozziconi dappertutto. Per chi ha
sposato un fumatore aumentano, infatti, i rischi di subire un ictus. E questo
anche se il malcapitato non ha mai acceso una sigaretta in vita sua. Insomma,
la colpa e' tutta delle 'bionde' altrui. Lo rivela uno studio dell'Universita'
di Harvard (Usa), che ha monitorato i dati relativi a oltre 16.000 persone, in
uno studio pubblicato sull'American Journal of Preventive Medicine. Secondo i
ricercatori, diretti da Maria Glymour, per chi non ha il vizio delle bionde ma
ha sposato un fumatore il pericolo di ictus sale fino al 72%. Il fumo passivo
dunque fa male anche in casa.

Gli studiosi hanno esaminato persone 'over 50', sposate, per un periodo di
oltre 9 nove anni. Dopo aver aggiustato i risultati, per tenere conto anche
degli altri fattori di rischio ictus, si e' visto che per i non fumatori che
convivono con un tabagista il pericolo e' reale. E passa dal 42% in piu' fra
quanti non hanno mai acceso una sigaretta, al 72% di chi -anche per un breve
periodo- si e' fatto contagiare dal vizio del marito o della moglie. Al
contrario, aver sposato un ex fumatore non aumenta il pericolo di ictus. Questo
suggerisce che il rischio crolla se il partner si decide a buttare il
pacchetto.

"Questi risultati -spiega la Glymour- indicano che il fumo del proprio compagno
di vita aumenta i pericoli di ictus per non fumatori ed ex fumatori. E che i
benefici legati al fatto di smettere -conclude- si estendono anche al proprio
sposo".

Ufficio stampa Aduc 



Scoperta la "memoria della dipendenza"

Scoperta la 'memoria della dipendenza' dalle droghe, si forma nel cervello
dell'individuo che assume stupefacenti e persiste per anni e anni dall'ultima
dose, rendendolo sempre suscettibile a ricadute anche a disintossicazione
avvenuta. Resa nota sulla rivista Neuron, la scoperta porta la firma italiana.
Si tratta del primo meccanismo fondamentale alla base della sensazione di
astinenza e della facilita' alle ricadute, spiega all'ANSA Antonello Bonci
dell'Universita' della California a San Francisco. In Usa dal 1998 dopo una
laurea in medicina all'universita' Cattolica di Roma e una specializzazione in
Neurologia a Tor Vergata, l'esperto ha studiato l'astinenza e il rischio
ricaduta da cocaina su topolini e registrato la formazione di questa memoria
potenziata che dura tantissimo tempo (mesi nei topi equivalenti ad anni negli
uomini) e che si instaura in uno dei centri nervosi fondamentali per lo
sviluppo dei comportamenti di dipendenza. 'Questo meccanismo fondamentale
- aggiunge Bonci - non solo suggerira' nuove strategie anti-dipendenza, ma
serve anche da avvertimento a tutti i giovanissimi che credono di poter
dominare l'assunzione di sostanze'; bisogna che sappiano che, invece, a causa
di questa memoria con facilita' rimarranno 'schiavi' della dipendenza, e
suscettibili a ricadute.

Ufficio stampa Aduc 






E' allarme "cyber-droga": la droga che si ascolta online

Non piu' pasticche o strisce di polvere da inalare o peggio da 'spararsi' in
vena: ora lo sballo arriva on line, basta collegarsi al sito giusto e scaricare
speciali file contenenti particolari sequenze sonore. E dal nome del file si
capisce quale effetto si puo' ottenere: c'e' il file 'marijuana', quello
'cocaina', 'alcol', 'ecstasy' e cosi' via. L'allarme sulle 'cyber-droghe' e'
serio e arriva dal Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza,
i cui 007 informatici stanno da tempo monitorando un fenomeno che potrebbe
rapidamente dilagare - come gia' avvenuto in Spagna - e che gia' vanta migliaia
di appassionati che discutono attraverso la rete, si scambiano impressioni e
consigliano modalita' e tecniche di somministrazione. Secondo quanto rilevato
dalla Gdf, particolari onde - comprese tra 3 e 30 Hertz, ovvero frequenze su
cui 'lavora' il cervello umano - sono in grado di innescare le piu' diverse
reazioni e sollecitare in maniera intensa l'attivita' cerebrale. Ancora
sconosciuti gli eventuali rischi per la salute o di dipendenza di queste nuove
'droghe': certo e' che, sottolinea la Gdf, le alte frequenze colpiscono in
qualche modo il cervello. In ogni caso, ormai sono gia' centinaia le pagine web
dedicate al nuovo sballo.

Ufficio Stampa Aduc 






Anche i cellulari danno dipendenza, al via programma di disintossicazione

Ancora adolescenti e gia' vittime del cellulare: due bambini spagnoli di 12 e
13 anni sono finiti in un centro specializzato a Lleida, vicino a Barcellona,
per disintossicarsi da quella che e' stata definita una "dipendenza
da telefonino". Lo riferisce una fonte del centro citata dal quotidiano
spagnolo "el Mundo".

"Sono arrivati per la loro dipendenza a 'Messenger' (il sistema di invio di
messaggi rapidi su internet, ndr) ma abbiamo notato che avevano una dipendenza
da telefonino", ha dichiarato Maite Utges, direttrice del centro di psichiatria
infantile a Lleida.

I due possedevano ciascuno un telefono cellulare da circa un anno e mezzo. Lo
utilizzavano in continuazione e senza essere controllati dai genitori, mentre a
scuola andavano malissimo, ha spiegato la responsabile del centro di igiene
mentale infantile della citta'.

Per guarire occorreranno almeno due anni, secondo Utges, la quale ritiene che
"non e' facile" disfarsi di una simile abitudine dopo che i
bambini trascorrevano cinque, sei ore ogni giorno assieme al telefonino.

Il centro di Lleida e' conosciuto per curare 20 bambini e adolescenti che
mostrano "internet-dipendenza", precisa "el Mundo". Secondo l'Agenzia anti
-droga spagnola circa il 10% degli adolescenti a Madrid soffre di dipendenza da
cellulare o internet. I giovani spagnoli ricevono un telefonino tra i 12 e i 14
anni, ma gli esperti raccomandano di non comprarglielo prima dei 16.

Ufficio stampa Aduc 
Ci son anche"dipendenze"o per meglio dire valori e sane scelte di vita che fan bene, come: l'amore, l'amicizia, la passione per il  proprio lavoro che si ama, il volontariato e la solidarietà, il buon sesso sano e di qualità(non l'ossessiva e patologica sexual addiction, dipendenza da sesso, né satiriasi o ninfomania), lo sport, l'arte, gli animali(che ci regalano anche "pet   therapy"), il viaggiare, il"ciucciare"deliziosi chupa chups senza zucchero(come faccio io tuttora, già lo facevo da bambina)anzichè fumare nocive sigarette, tutto il bello e il buono della vita, la musica, et cetera:
La musica, medicina per il cuore
La musica ha un'incidenza positiva sul battito cardiaco e sulla nostra
capacita' di autoregolazione. "Lo abbiamo verificato in uno studio basato
sull'evidenza", gioisce Vera Brandes, direttrice del programma di ricerca di
medicina musicale dell'Universita' privata Paracelsus di Salisburgo. Ed e'
possibile che una musica adatta sia in grado di ridurre in modo durevole la
pressione sanguigna. La ricerca ha gia' mostrato che la musica adottata per
l'esperimento (composta per l'occasione, allo scopo di evitare condizionamenti
psicologici e fisiologici ) aumenta, dopo quattro settimane, la variabilita'
della frequenza cardiaca (HRV). E' cosa buona giacche' piu' alta e' la
variabilita', maggiore e' la capacita' dell'organismo di autoregolarsi. Un
battito cardiaco troppo regolare e' infatti un fattore di rischio, e una HRV
ridotta e' anche sintomo di pressione del sangue troppo alta e di depressione.

L'esperimento e' pubblicato sulla rivista Psychosomatic Medicine.

Ufficio stampa Aduc

fonte:www.farmacieitaliane.it






postato da: HermosaMariposa alle ore 12:38 | link | commenti (1)
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domenica, 09 novembre 2008

Buon compleanno, Alex, auguri!!!!!!!!!!!!!!!!!

250 Del Piero e la Juve vola
La Juventus ha vinto 2-0 a Verona con il Chievo. I gol: 40' pt Del Piero, 8' st Iaquinta. Per il capitano bianconero arriva la duecentocinquantesima rete nel giorno del suo trentaquattresimo compleanno.

250 Del Piero e la Juve vola


Alessandro Del Piero

Buon Compleanno, ALEX!!!!!!!Auguri, capitano, e grazie ancora

250 ciliegine sulla torta...
BUON COMPLEANNO ALEX
postato da: HermosaMariposa alle ore 18:53 | link | commenti
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