Banca Etica, per la sua complessità, può essere paragonata ad una comunità umana, di cui fanno parte soci, clienti, risparmiatori, amministratori, dipendenti, fornitori, ecc. Fra gli elementi che costituiscono il 'legante' di questa comunità vanno valorizzate le modalità con cui questi soggetti interagiscono: la trasparenza, la definizione chiara degli interessi in gioco e la reale disponibilità a rimetterli in discussione in funzione di una più alta e condivisa finalità o interesse, il rispetto delle pari opportunità, la soluzione dei conflitti attraverso il dialogo e il confronto continui.
Una banca innovativa, l’unica in Italia - e qualcuno dice nel mondo - ad ispirare tutta la sua attività, sia operativa che culturale, ai principi della Finanza Etica: trasparenza, diritto di accesso al credito, efficienza e attenzione alle conseguenze non economiche delle azioni economiche. Il fine? Gestire il risparmio orientandolo verso le iniziative socio economiche che perseguono finalità sociali e che operano nel pieno rispetto della dignità umana e della natura.
Convinte che un mondo diverso è possibile, non solo a parole ma anche nei fatti, 22 organizzazioni del mondo non profit e alcune finanziarie - col sostegno di migliaia di cittadini responsabili - diedero vita, nel 1999, a Banca Etica, una banca capace di parlare direttamente ai soci e ai risparmiatori.
Oggi quel sogno conta 11 filiali – 12 con la recente apertura a Bari – e una rete capillare di promotori finanziari, chiamati “banchieri ambulanti”, su tutto il territorio nazionale. A nove anni dalla sua nascita, Banca Etica ha raggiunto una raccolta di capitale sociale di più di 20 milioni di euro, conferito da oltre 28 mila soci, di cui circa 4.000 sono persone giuridiche (tra queste 9 Regioni, 40 Province, 300 Comuni). L’Istituto raccoglie oltre 450 milioni di euro di depositi e sta finanziando più di 2.300 progetti dell’economia solidale per un valore superiore ai 360 milioni di euro.
"Il governatore del New Mexico, Bill Richardson, ha abolito la pena di morte nel suo Stato, che così diventa il 15esimo negli Stati Uniti ad abbandonare questo tipo di pena. La legge firmata da Richardson sostituisce le sentenze capitali con l'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. «È stata la decisione più sofferta della mia vita», ha detto Richardson a Santa Fe, capitale dello Stato, dopo la firma frutto -ha detto- «di un lungo viaggio personale dentro di me».
Anche se la pena di morte può contare ancora sull'appoggio della maggioranza degli statunitensi, negli ultimi anni alcuni clamorosi falli giudiziari -a volte innescati dall'inettitudine degli avvocati difensori- hanno ampliato la platea di chi ne chiede l'abolizione.
Richardson ha promulgato la legge dopo che il progetto era già stato approvato dal Senato statale, venerdì scorso, e prima ancora dalla Camera bassa. In Usa la pena di morte è stata ristabilita nel 1976 dalla Corte Suprema e da allora è stata applicata in 1.156 casi, secondo i dati forniti dal Centro di Informazione sulla pena di Morte. Nel New Mexico, l'ultima volta era stata applicata nel 2001, quando era stato giustiziato Terry Clark, ritenuto colpevole di aver ucciso un bimbo; e attualmente ci sono due detenuti nel 'braccio della mortè. Tra gli abolizionisti c'è anche chi fa notare che il 'nuovo corsò farà risparmiare allo Stato Usa più di un milione di dollari all'anno."
La pena di morte è legale a livello federale, per alcuni reati. Dei 50 Stati degli USA, solo 15 non prevedono la pena di morte nel loro statuto: Alaska, Hawaii, Iowa, Maine, Massachusetts, Michigan, Minnesota, North Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin, New Jersey e New Mexico (a questi va aggiunto il territorio del District of Columbia). In altri 3 stati la pena di morte non è più applicata dal 1976: Kansas, New Hampshire, New York (in quest'ultimo è anche stata dichiarata incostituzionale, e quindi non applicabile, ma non ancora formalmente abolita). Il Nebraska ha dichiarato incostituzionale la sedia elettrica, non la pena di morte in sè. Sono 18 Stati (più un Distretto Federale) a non contemplare, di legge o di fatto, la pena di morte.
In conclusione sono comunque 32 gli Stati che, più o meno regolarmente, applicano ancora l'esecuzione capitale ("pena di morte" in effetti in inglese si traduce capital punishment).
MILANO - Un monologo quasi teatrale, una rassegna stampa del Corriere di Caserta che chiama "infame" il pentito in un titolo, che elegge a eroi i boss locali, amici dei politici. Le foto dei ragazzini ammazzati, quelli degli innocenti coperti da un lenzuolo, il sorriso di un carabiniere ventenne trucidato per vendetta. Il titolo diffamante: "Don Diana a letto con due donne". Don Diana, il prete dell'impegno ucciso quindici anni fa. 
Eurosport - gio, 26 mar 12:07:00 2009
L'ex campione di pugilato ha perso la vita in seguito a un incidente stradale a soli 42 anni
"Un camion, un'automobile, uno scontro frontale. Alle 20:40 di mercoledì 25 marzo si consuma una tragedia che rimarrà a lungo nelle menti di tutti gli sportivi italiani, in particolar modo di coloro che sono appassionati di boxe. Giovanni Parisi, infatti, è deceduto in uno schianto pauroso sulla tangenziale di Voghera, sulle sue strade. Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, nello scontro con un furgoncino che trasportava materiale elettrico, l'auto di Parisi è uscita fuori strada, finendo in un campo.
L'ex pugile nativo di Vibo Valentia è spirato a soli 42 anni, lasciandoci i dolci ricordi dei suoi titoli mondiali WBO nella categoria leggeri prima e nei superleggeri poi, ma tutto era iniziato dal fantastico oro olimpico di Seoul '88, nei pesi piuma, grazie al grande successo sul rumeno Daniel Dumitrescu. Parisi, che aveva eguagliato Nino Benvenuti vincendo un'Olimpiade e poi diventando campione del mondo in due diverse categorie, non riuscì però a conquistare il terzo mondiale, battuto nel 2000 dal portoricano Carlos Santos nel tentativo di scalata alla corona iridata dei pesi welters WBO.
Nato a Vibo Valentia il 12 febbraio 1967 ma trasferitosi ben presto con i genitori a Voghera, Parisi era noto per il carattere capace di infiammare il pubblico e soprattutto per l'intelligenza pugilistica. Dopo essere stato iridato nei leggeri (1992-93) e nei superleggeri (1996-98), aveva annunciato più volte il ritiro salvo poi tornare, richiamato dalla passione per la boxe. L'ultimo tentativo l'aveva fatto nell'ottobre 2006 quando, a 39 anni, aveva sfidato a Milano il francese Frederic Klose per il titolo europeo dei pesi welters. Ma era stato battuto e convinto a dire basta in maniera definitiva.
Sconvolto dalla notizia Franco Falcinelli, attuale presidente della Federpugilato ed ex ct dell'olimpionico. Era con lui quando vinse la medaglia d'oro a Seul, categoria pesi piuma: "Giovanni è stato uno dei miei più grandi atleti. La sua medaglia dell'88 ha un grandissimo valore, non solo sportivo. Quella fu un'Olimpiade straordinaria, in cui vinse quasi tutti gli incontri prima del limite. Nella finale mise fuori combattimento il romeno Daniel Dumitrescu. In quei Giochi io lo costrinsi a fare la categoria inferiore".
"Avrebbe voluto fare il peso leggero - ricorda ancora Falcinelli - ma secondo me sarebbe stato chiuso da avversari straordinari. Lo convinsi a fare il piuma e lui soffrì tantissimo per raggiungere il peso. Ma ce la fece, con la grandissima forza di volontà che lo accompagnava e la determinazione che gli veniva dal voler dedicare una medaglia alla madre scomparsa da qualche mese. Si impose sacrifici enormi, con un regime alimentare e di allenamenti rigidissimo. Mi resta il ricordo della sua professionalità esemplare, si sottopose ad un lavoro durissimo".
Al coro si unisce anche Gianfranco Rosi, rivale a distanza negli anni dei loro combattimenti. "In questo momento riesco solo a piangere, ed é difficile trovare le parole per esprimere il dolore che provo, pensando che ci eravamo visti meno di due settimane fa a Chianciano Terme, in occasione delle elezioni federali - dice l' ex campione del mondo ed ex rivale di Parisi - e ci saremmo risentiti nei prossimi giorni, perché anche lui sarebbe entrato a far parte della nostra nazionale di calcio dei pugili". "In passato - racconta - tra di noi i rapporti non erano stati sempre ottimi, ma da qualche anno eravamo tornati ad essere grandi amici, perché il pugilato è soprattutto amicizia e questo era lo spirito che c'era tra me e Giovanni. Mi legano a lui tanti ricordi splendidi e sono questi che mi resteranno dentro per sempre".
Anche a noi piace ricordarlo così: sul ring, con i guantoni in pugno e le statistiche dalla sua parte. 41 match vinti su 47 (29 per ko) e un soprannome indimenticabile, "Flash", figlio della velocità dei suoi colpi che arrivavano da non si sa dove".
| L'Istituto Italo-Latino Americano invita giovedì 26 marzo alle 18 alla presentazione del libro L'altra Penelope. Antologia di scrittrici ispanoamericane sul mito di Penelope a cura di Brigidina Gentile, Oedipus Edizioni. L'antologia raccoglie sedici scrittrici che hanno tessuto sul telaio del nostro immaginario i fili delle antiche trame della tela di Penelope. |
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| Celebrazioni di Monsignor Oscar Romero Anche quest'anno Roma ricorda l'assassinio del vescovo di San Salvador, Monsignor Oscar Romero. I due principali appuntamenti saranno Per amore del mio popolo non tacerò, giovedì 26 marzo alle ore 17 nella sala Di Liegro al Palazzo della Provincia di Roma, in via IV Novembre, 119/a e La forza della Parola, venerdì 27 marzo alle ore 19 nella Chiesa di San Marcello al Corso, in piazza San Marcello, 5. |
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| I giorni dell'ibisco Venerdì 27 Marzo, alle ore 17, il Centro Culturale Averroè, in via della Polveriera 14, presenta I giorni dell'ibisco di Amer Hussein, edizioni La Lepre. Modera Dalu Jones, storica dell'arte e dell'architettura islamica di fama internazionale. Seguirà un rinfresco. |
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| Chiquinho Venerdì 27 marzo alle ore 18 presso la Libreria Odradek in via dei Banchi Vecchi, 57 si terrà la presentazione del romanzo Chiquinho dello scrittore capoverdiano Baltasar Lopes. Partecipano Livia Apa, docente di Lingua e traduzione portoghese e brasiliana all'Istituto Universitario "L'Orientale" di Napoli; Vincenzo Barca, curatore della sezione lusofona della collana di narrativa di Edizioni Lavoro "L'altra riva" e docente di Lingua e traduzione portoghese e brasiliana all'Università "La Sapienza" di Roma; Jorge Canifa Alves, giornalista, autore e regista teatrale, presidente dell'associazione capoverdiana "Tabanka Onlus" di Roma. |
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| Ciak Africa Si conclude venerdì 27 marzo la VI edizione di Ciak Africa, presso le Suore Guanelliane, con ingresso da piazza S. Pancrazio 9: a conclusione delle quattro serate per quattro film africani d'autore ad ingresso libero, sulle grandi e vitali problematiche dell'Africa, sarà proiettato Munyurangabo di Lee Isaac Chung. |
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| Il pesciolino nero Venerdì 27 marzo alle ore 19.30 presso la Libreria Nima, Circonv.Nomentana 552 (staz.Tiburtina) si terrà la presentazione de Il Pesciolino nero , capolavoro dello scrittore iraniano Samad Behrangi. Interverrà il curatore del libro Mario Casari, seguirà la lettura di brani del libro sia in lingua italiana che in farsi. |
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| La comunità cinese a Roma Venerdì 27 marzo alle ore 19, in occasione della presentazione del libro Il vicino cinese. La comunità cinese a Roma a cura di Valentina Pedone (Collana Vicina), la Libreria Orientalia organizza un dibattito aperto al pubblico sul tema "La comunità cinese a Roma". Interverranno alcuni autori e la curatrice. |
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| Rassegna sul Giappone VersOriente organizza presso la propria sede, vicolo Cellini 17, tre eventi sul Giappone: dal 27 marzo al 18 aprile Giappone: immagini della memoria , una mostra fotografica di Angelo Paionni. Il vernissage è venerdì 27 Marzo alle ore 18. Sabato 28 Marzo alle ore 18,30 il professor Guidotto Colleoni terrà una conferenza dal titolo Esempi di novità negli Haiku di Masaoka Shiki (1867-1902). Martedì 7 aprile alle 20,30, presso Doozo art book & sushi, in via Palermo 51, si terrà l'evento gastronomico Sapori, visioni, arti del Giappone. |
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| Ritratto del passato Sabato 28 marzo dalle ore 18 presso la Libreria Griot, in via di Santa Cecilia, 1/A verrà presentato il libro Ritratto del passato dello scrittore palestinese Ghassan Zaqtan, e Lucy Ladikoff, traduttrice-curatrice del suo volume. Sarà presente l'autore. Ritratto del Passato è un racconto che si snoda su una sequenza di ricordi, il cui oggetto è una donna tanto importante da non aver neppure bisogno di un nome: per tutto il racconto é semplicemente lei. Attorno a lei ruota tutto, tema personale e tema storico politico della Palestina, tema cultural popolare di una società araba che riflette su se stessa e sul proprio passato. |
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| Cinema d'Africa Sabato 28 marzo alle ore 21 in via Valeriano 3f, all'interno del week-end di formazione di I livello per i volontari che partiranno per il Sud del Mondo, il Servizio Civile Internazionale e La Città dell'Utopia invitano alla proiezione di Munyurangabo / Giorno della Liberazione di Lee Isaac Chung, 2007. La proiezione si inserisce all'interno del "18° Festival Cinema Africano, d'Asia e America Latina" ed è realizzata in collaborazione con l' Associazione Studi America Latina. Ingresso gratuito. |
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Domenica 22 Marzo Linus, Nicola Savino e Luciana Littizzetto insieme ad Alessandro Baricco e altri amici di Radio Deejay hanno preso parte a Radiothon Maratona Casa Oz. Una maratona radiofonica in onda dalle 20 alle 24 sulle frequenze di Radio Deejay per raccogliere fondi a favore della Casa Oz.
Dal 16 al 29 marzo sarà possibile donare 1 euro inviando un sms al 48585 da cellulari privati TIM,Vodafone, Wind e 3 e aiutare così tante famiglie che vivono il dolore della malattia di un figlio. La stessa numerazione sarà valida da rete fissa Telecom Italia e in questo caso la donazione sarà di 2 euro. Per saperne di più www.casaoz.org

Una grande casa di circa 500 metri quadri con soggiorno, cucina, stanze per attività di gioco e didattiche, dedicata ai bambini malati e alle loro famiglie; accanto quattro miniappartamenti per dare ospitalità diurna e notturna a genitori non residenti a Torino, che vengono in città per curare i propri figli all’ospedale infantile Regina Margherita. La nuova Casa OZ, presentata ieri al Top presso il Villaggio Olimpico, sta nascendo in via Villa Glori angolo corso Sicilia a Torino, su un terreno dato in comodato d’uso dal Comune di Torino. “Si tratta di sperimentazioni nuove di collaborazioni tra pubblico e volontariato, tra pubblico e privato sociale, tra pubblico e fondazioni - ha detto Marco Borgione, assessore ai Servizi Sociali della città di Torino - che rappresentano davvero il futuro, perché è impossibile continuare a pensare ad un assistenzialismo delle sole istituzioni pubbliche, ma occorrono forme nuove di collaborazione e di sussidiarietà orizzontale.” La nuova casa OZ è realizzata grazie ai contributi della Fondazione CRT e della Enel Cuore, una ONLUS che si occupa di progetti legati alla assistenza sociale e sanitaria di disabili, minori o anziani, e finanzia la realizzazione dell’edificio per oltre un milione di euro. Una casa semplice ed accogliente, ad emissioni zero, che consumerà solo energia solare ed energia geotermica. Un posto speciale immerso nel verde che si affaccia sul Po e vede il Regina Margherita dall’altra parte del fiume; per essere idealmente lontani, ma fisicamente vicini all’ospedale infantile. “Oggigiorno il problema sanitario non può essere risolto solo da un grande ospedale – ha detto Walter Arossa, direttore generale dell’ospedale S.Anna e Regina Margherita – ma è fondamentale che attorno all’ospedale vi siano strutture socio/assistenziali in grado di supportare la riduzione dell’ospedalizzazione, garantendo la presa in carico dei piccoli pazienti e delle mamme. Per questo iniziative come quella di Casa OZ sono molto importanti per la città.”
Casa OZ, attualmente sita in via Giordano Bruno 191, è nata un anno e mezzo fa grazie ad Enrica Baricco, fondatrice dell’associazione, una mamma che è passata attraverso il problema della malattia della figlia e sa bene di cosa si tratta; ma nulla si sarebbe realizzato senza un gruppo di volontari entusiasti, guidati da Annarosa Ossola, che dall’inizio sostengono l’associazione. Grazie al loro passa parola tra le madri di bambini malati, in un anno e mezzo Casa OZ ha accolto ben 97 famiglie, con oltre 1300 passaggi di bambini e adulti, seguiti da educatori ed assistenti sociali. Anima educativa e spirituale della casa è Marco Fracon, teologo collaboratore della chiesa di San Benedetto Abate a Torino; grazie a lui, lo staff dirigenziale ha ottenuto la consulenza educativa e metodologica gratuita del Gruppo Abele. “Quando uno arriva a casa OZ, piena di colori, di vita, di movimento, si sente un bambino e non un malato, con la voglia di sorridere, di giocare e di scherzare – ha spiegato Luigi Ciotti – e lo stesso accade alle famiglie, che vengono aiutate a vivere in modo meno oppressivo le proprie angosce e le proprie paure; per questo casa OZ è diventata un vero un luogo di speranza.” Una casa diurna nata per rispondere a bisogni diversi ed articolati, al servizio di chi vuole usufruirne, difficilmente codificabile nei rigidi parametri previsti dalle normative nazionali e regionali. E’ una ludoteca, un baby parking, un centro diurno dove vengono svolte attività di sostegno, di integrazione sociale e supporto scolastico a bambini sani e malati; ma è anche un centro famiglia, dove i genitori possono trovare accoglienza e supporto, di tipo socio/educativo. Ampio e qualificato il parterre di donne che sostengono l’associazione: da Evelina Cristillin, presidente della Fondazione del Teatro Stabile di Torino, a Paola Mastrocola, nota scrittrice torinese, a Luciana Littizzetto, che ha divertito la platea. “Il motore portante di casa OZ sono le donne – ha detto Luciana Littizzetto – ma di certo Torino brilla perché c’è un grande movimento culturale di persone che lavorano, si muovono, fanno cose molto diverse, si separano e si incontrano, come fanno le chiazze del brodo di gallina; insieme sono una grande energia.” Proprio come quelli di OZ.
Per InformadisAbile GIANNI LIPRANDI

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HOPE INTERNATIONAL SCHOOL La HIS è una delle due scuole francofone per rifugiati presenti a Nairobi e destinate ai rifugiati dei Grandi Laghi. La scuola nasce nel 1994 dalla necessità di fornire alla gioventù africana proveniente dagli stati francofoni una preparazione intellettuale, culturale, morale e spirituale perchè siano protagonisti della stabilizzazione e sviluppo della società africana. La Hope International School ospita attualmente circa 200 studenti. La scuola offre una educazione sia primaria che secondaria, con lezioni in lingua francese e inglese e seguendo i curriculum scolastici burundesi, congolesi e rwandesi. Nella scuola vengono insegnate anche le lingue kiswahili (lingua comune dell’Est Africa), il kyrundi e il kinyarwanda (lingue parlate da burundesi, rwandesi e congolesi dell’est). |
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La chimica verde per una tutela dei restauratori e
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Rifiuti made in ItalyLe buone pratiche da replicare, gli errori da evitare, la direttiva europea da recepire: l’emergenza rifiuti non è una condanna definitiva per l’Italia, se ne può uscire imboccando la strada della gestione sostenibile. Confronto con le istituzioni e gli operatori il 7 aprile a Roma. Nel corso del convegno verrà |
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Stop the cropScriviamo al Ministro delle Politiche Agricole e al Ministro dell'Ambiente per chiedergli di esprimere parere contrario riguardo alla coltivazione di piante geneticamente modificate (OGM): aumentano le prove scientifiche dell'imprevedibilità delle conseguenze per la nostra salute e quella delll'ambiente. |
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La nuova ecologia.itLa voce storica dell'ambientalismo italiano online. |
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| Legambiente Direzione Nazionale Via Salaria 403 - 00199 Roma tel. 06 862681 - fax 06 86218474 www.legambiente.eu |
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Compare in rete la foto fatta dalla polizia di Los Angeles alla povera Rihanna - che proprio oggi compie 21 - dopo l’aggressione del fidanzato Chris Brown la notte tra sabato 7 e domenica 8 febbraio scorso. Come annunciato la popstar riportava lividi ed escoriazioni in volto, ma a noi senza troppi sensazionalismi la cosa che ci fa più impressione e tenerezza sono i suoi occhi chiusi e il volto sofferente, forse anche per l’umiliazione di essere immortalata dopo tutto quello che aveva passato!
Ed intanto negli ambienti gossippari si sussurra che Rihanna ami ancora l’irrascibile e pentito fidanzato, come scrive il tabloid Star sulla sua ultima copertina (all’interno). E con l’occasione facciamo un sondaggio per capire se voi ‘gossippare’ perdonereste mai una cosa del genere. (3 immagini e 1 sondaggio all’interno)
Se foste Rihanna perdonereste Chris Brown?

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Libri (da primonumero.it) a cura di Clelia Di Muzio
IO, SAFIYA Condannata alla lapidazione per aver avuto un figlio fuori dal matrimonio, Safiya Hussaini venne salvata grazie ad una notevole mobilititazione internazionale. a cura di Alessia Mendozzi |