Chi sono

Utente: HermosaMariposa
...troppo riduttivo un profilo, non basterebbero pagine e settimane. Una"sintesi"? Unico"debole"ma non dipendenza(liberi si nasce, indipendenti si diventa, per me):il cioccolato(ancor meglio se noir fondente)!!Non amo comandare né farmi dominare e comandare:il rispetto e la libertà prima di tutto . Pasionaria roja. Gattina e/o pantera. Fatina rossa. Epicurea. Sole e luna.Forte&tenera,grintosa&dolce, radiosa, indomita e indomabile,determinata e decisa, so ciò che voglio e ciò che non voglio. Imperfetta come tutti, con virtù e difetti, ma modestia a parte con più pregi che difetti hehe. Non omologabile;selettiva,determinata, raffinata e selvaggia, bimba nell'Anima,Donna nel cervello, ribelle, passionale, curiosa,disordinata,insofferente, talvolta manichea, categorica e irremovibile;vera,creativa; caustica e mordace;con umiltà e voglia di imparare e migliorare sempre sotto tutti i punti di vista, socievole, comunicativa, spiritosa,sensibile, ironica&autoironica, perbene, onesta, con valori, ideali, sogni, progetti, seria ma non seriosa, giocherellona, vivace, dinamica, attiva e attivista. Outsider, indipendente. Non populista e demagogica. Non sono il grillo parlante, e non ho la sindrome di Gerusalemme. Non sono Xu Jinglei. Non sono Madre Teresa di Calcutta. Non sono Manu Chao, nè Lisa Simpson anche se adoro il SAX. Sono come la polenta Valsugana:bella, buona, sana, hehe haha.Mai avute tessere di Partito o di"club esclusivi", (ma la tessera dell'abbonamento dell'autobus quella sì hehehe hahhaaha). A volte"un agnellino travestito da lupetta":mejo i finti cattivi dei falsi buoni...Tendenzialmente buona e altruista ma non buonista né "perdonista"(il perdono come la fiducia non va elargito, va anche conquistato e meritato!). Perfino la fiducia si può riguadagnare, nel caso invece della stima è quasi impossibile. La stima è per me basilare, prioritaria, indispensabile, deve essere eterna, la conditio sine qua non nelle relazioni intime:in amicizia;per innamorarmi di un uomo;in amore e nel rapporto di coppia con il mio compagno. Non ho per fortuna finora rimpianti né rimorsi e spero di continuare a vivere bene e in maniera soddisfacente come ho fatto, non senza fatica e sacrifici(il bello e la qualità richiedono impegno e sforzi quotidiani), finora. Amo le bellezze della vita, le belle arti, gli animali, la natura. Un'esteta dell'Anima. "La bellezza è gradita agli occhi ma la dolcezza affascina l'animo" Voltaire. Non mi sono mai piaciuti(non li apprezzo, non li stimo, li evito o li ignoro)e non mi interessano:i maschi che ragionano con il pisello;i maschilisti e machisti aggressivi, dispotici, stupidi e ignoranti;gli sposati e i già impegnati;quelli che non troncano mai con le ex(e/o ci fanno sesso) e quelli che fanno sesso e vanno a letto con le... amiche;quelli che vedono le donne come oggetti sessuali(o da una botta e via)e non come persone con un'anima;tutti quelli secondo cui:"un uomo che ha avuto molte donne è un abile gran seduttore, invece una donna che ha avuto diversi uomini è una gran mignotta";i maschi che ancora oggi dividono le donne, non in persone di valore e non, bensì in madonne(da adorare e venerare)o puttane(usa&getta);i tettomani, e i rozzi privi di buon gusto(non solo estetico). Aborro la violenza in tutte le sue immonde , esecrabili forme(psicologica, fisica, sessuale, verbale, morale).La vita è bella, il mondo è meraviglioso, è la gentaglia che fa schifo. Non sopporto il mafioso, asfissiante, ipocrita, familismo italiano. Per la serie"Nun te regghe chiù" detesto(di entrambi i generi, maschile e femminile): i malvagi, gli stupidi, ignoranti, invidiosi, snob, aggressivi, chi urla, i nevrotici isterici, i pignoli pedanti, i polemici, acidi scorbutici, i bastian contrari a oltranza, gli irascibili(detesto litigare, amo il quieto vivere), i maschilisti, gli ipercritici, i "rompiOVAIE", i musoni, i ginofobici e misogini, i misantropi, gli invadenti e i pettegoli, i possessivi, i giudici che pontificano, i cattivi, i falsi,i mistificatori, i doppi, i bugiardi patologici, gli indecisi, gli inaffidabili, gli egomostri vacui senza identità e senza personalità, per dirla alla Zygmunt Bauman i tipi e le tipe "liquidi", i solipsisti, gli aridi individualisti, gli egoisti eccessivi ed esasperanti, i supponenti, arroganti, boriosi, tronfi, insolenti, irriverenti, cafoni, volgari, triviali, i menefreghisti, i violenti, i dittatori, i dogmatici, i vendicativi, gli intransigenti e che non sanno perdonare, chi inganna e fa del male con volontarietà e premeditazione, chi non chiede scusa e non rimedia se sbaglia, chi non fa autocritica mai, chi vive alla giornata, chi non rispetta se stesso e gli altri, chi non ama la vita né se stesso. Chi inganna gli altri, in primis fa del male a se stesso. Da niente e nessuno mi faccio cambiare, oscurare, cammino per La Mia Strada, per niente e nessuno perdo la Gioia di vivere e la Speranza. Un'ottimista-realista. Vivo Hic et Nunc ma orientata al futuro con progetti e sogni. Venusiana e Seleniana. Mi piacciono gli originali con personalità e fascino, brillanti, creativi, con talento, chi ride(non contro, ma con), chi sa ascoltare, chi ha rispetto per sé e per gli altri, chi rispetta ammira e ama le donne, chi sa ben"adoperare"le parole, i sinceri che sanno dire la verità senza crudeltà e violenza, e non solo per alleggerirsi la coscienza, sanno essere diretti e sinceri ma senza"uccidere"; chi sorride, le persone positive, i controcorrente e fuori dal gregge, le persone gentili, le persone non servili né sottomesse, gli esseri umani arguti, le persone e i gentiluomini che hanno rispetto, riverenza, buon gusto, dolcezza, cortesia e buone maniere; chi svolge volontariato e aiuta il prossimo, chi altruisticamente, e non nell'ottica del"do ut des", compie del bene, le persone radiose, e le belle persone semplici e vere, serie(non seriose)e ce sono così poche oggi..."L'amore è come il perdono:tutti lo vogliono ma pochi sanno generosamente donarlo"(mio aforisma). VENUSIANA:un'aliena non alienata. HermosaMariposa:volo alto;una colorata farfalla leggiadra: "Solo chi conosce la profondità della vita, sa essere leggero". Sono un esprit libre, ForteMente, DolcissimAnima. Ambientalista, animalista, vegetariana, salutista. "La mente è una spugna;il cuore è acqua corrente. Non è strano che la maggior parte di noi scelga di assorbire invece di correre?"(Kahlil Gibran). Apri gli occhi e il cuore, e abbeverati alla fonte della Conoscenza. "Vivi e lascia vivere", fa ciò che vuoi senza danneggiare te stesso e gli altri.Il male è banale non il bene, il male è facile, il difficile è il far bene e il far del bene. Viva i finti e apparenti perdenti che sono gli unici vincitori; abbasso i falsi fighetti vincenti che sono perdenti anche se non lo sanno e quando se ne accorgono è troppo tardi. Viva la Vida. Some Photos of mine on MySpace, Uniform Resource Locator Url: www.myspace.com/venus7_ishtar . Non conta essere i migliori ma far del proprio meglio. Amo chi ha cuore e cervello, e le persone intelligenti e sensibili che sanno riconoscere e apprezzare il valore di chi vale, e di ciò che vale. Viva la Qualità, in tutto. Un concept blog il mio, un protest blog, un blog non autoreferenziale, autocelebrativo ed egocentrico ma che dà spazio anche ai blog altrui, un blogghino libero, culturale, variegato e policromatico, un blog non di massa bensì di nicchia."La bellezza salverà il mondo"Dostoevskij;"La bellezza è verità, la verità è bellezza"John Keats. "Ad astra per aspera";"Procede et meliora", Volare alto! :)

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martedì, 31 marzo 2009

BANCA ETICA

Diverse banche straniere, che finanziarono la dittatura militare, saranno citate in giudizio da alcuni figli e familiari di desaparecidos argentini. Il giurista argentino Juan Pablo Bohoslavsky e Veerle Opgenhaffen del Centro per i diritti umani e la giustizia globale dell'Università di New York, hanno dimostrato che nel 1976 il debito estero pubblico dell'Argentina era di 6,6 miliardi di dollari, invece nel 1983 era aumentato sino a raggiungere i 31,7 miliardi di dollari:"I due terzi di questa cifra, ossia 20,6 mld, corrispondevano a prestiti bancari. Per non parlare di altri 5.441 milioni in titoli, probabilmente anche quelli in mano alle banche". Non è familiare, non ti ricorda qualcosa?Mi vengono in mente la situazione attuale e gli scandali del passato[lo scandalo Ior-crack del Banco Ambriosiano(breve pro memoria:
"Vaticano-Ior una "potenziale" centrale per il riciclaggio di denaro ed operazioni finanziarie nel cuore dell'Europa?

di Maurizio Turco 
 
C'è una nuova Porta Pia da sbrecciare ed è quella economico-finanziaria dell'unico Stato al mondo che gode di tutte le impunità possibili, immaginabili ed inimmaginabili: lo Stato Città del Vaticano.
E' ancora cosa viva lo scandalo IOR (Istituto Opere di Religione )-Banco Ambrosiano. Una colossale opera di riciclaggio di denaro, la morte (certa) di Calvi con i suoi assassini impuniti e con il cardinale Marcinkus salvato dall'articolo 11 del Concordato. Così come acquisito che c'è stata una tentata truffa ai danni della Regione Sicilia, di 400 milioni di dollari provenienti da fondi europei che avrebbero dovuto essere riciclati attraverso diverse banche, tra cui lo IOR.* Ne' è spiegabile con una motivazione d'ordine religioso organizzativo la sottrazione delle isolette Turks and Caicos e Cayman alle rispettive Diocesi di Nassau (Bahamas) e di Kingston (Giamaica) per proclamarle Missio sui iuris. Non a caso delle prime è Superiore, dal 21/9 2001, il Cardinale americano Theodore Edgar McCarrick, delle seconde il Cardinale americano di orgigine polacca Adam Maida, membro della Commissione di Vigilanza dello IOR. L'unica cosa certa è che il primo è amico di Marcinkus, il secondo di Papa Wojtila e le isolette in questione sono tra i centri finanziari offshore più noti al mondo.
E' in questo quadro che vanno inserite alcune notizie relative a come oggi lo Stato Città del Vaticano, e per esso lo IOR, si situa nel mondo economico finanziario.
Brutalmente:
a) lo Stato Città del Vaticano non ha una legge antiriciclaggio;
b) l'unica banca operante nello SCV, l'Istituto per le Opere di Religione, è anche la Banca centrale, di conseguenza il campo d'applicazione delle normali misure antiriciclaggio che includono il sistema finanziario è limitato.
c) Il sistema bancario, economico e finanziario dello SCV non è mai stato oggetto di verifiche da parte di organismi internazionali.
d) Lo IOR partecipa indirettamente, attraverso due grosse banche, una tedesca e una italiana, al sistema di pagamento dell'area euro, denominato Target. Solo le banche che partecipano direttamente al sistema Target sono sottoposte ai controlli delle autorità bancarie. Vi è poi da aggiungere che la "Convenzione monetaria tra la Repubblica italiana, per conto della Comunità europea, e lo Stato della Città del Vaticano, e per esso la Santa Sede", autorizza lo Stato della Città del Vaticano ad emettere euro. In questa convenzione lo "Stato della Città del Vaticano" è rappresentato dalla "Santa Sede" in virtù dell'articolo 3 del Trattato del Laterano. Trattato che - con il già citato articolo 11 - assicura agli enti centrali della Chiesa cattolica - e quindi anche alla Banca centrale, sempre lo IOR (IOR,) - l'esenzione da "ogni ingerenza da parte dello Stato italiano"
)], il crack Parmalat, la crisi dei mutui, le banche sempre più simili a"cravattari"(strozzini), titoli tossici, e quant'altro di non encomiabile...si può associare alle banche, non a tutte ovvio, ma alla maggior parte sì. Se vuoi "pulizia e trasparenza", se ami parole come legalità, ambiente, diritti, solidarietà, e finanza pulita la parola giusta è banca etica. Domani dalle h.17.30 alle 20.00, all'Università la Sapienza, nella facoltà di scienze politiche, aula A, piazzale Aldo Moro, 5  , si terrà un interessante incontro per festeggiare il decennale(1999-2009) di Banca etica. "Rilanciare l'economia salvando l'ambiente"-trasformare la crisi economica in un'opportunità:il ruolo della finanza etica e delle nuove tecnologie pulite. Saluti:Antonello Bigini prorettore della cooperazione dell'Univ. La Sapienza, Roberto Pasca , Facoltà di Scienze politiche Univ. La Sapienza. Relazione introduttiva:Fabio Salvato, presidente di Banca popolare etica. L'intervista:Lucio Caracciolo, direttore del mensile"Limes"intervista Jeremy Rifkin, economista teorico della green economy. Seguiranno domande e risposte, interazione con il pubblico. Conclusioni:leonardo Becchetti, presidente del Comitato Etico di Banca Etica. Dulcis in fundo:concerto conclusivo con la Scuola Popolare di Musica di testaccio e rinfresco equosolidale. Per info su Banca Etica:www.bancaetica.it

BANCA POPOLARE ETICA

Banca Etica, per la sua complessità, può essere paragonata ad una comunità umana, di cui fanno parte soci, clienti, risparmiatori, amministratori, dipendenti, fornitori, ecc. Fra gli elementi che costituiscono il 'legante' di questa comunità vanno valorizzate le modalità con cui questi soggetti interagiscono: la trasparenza, la definizione chiara degli interessi in gioco e la reale disponibilità a rimetterli in discussione in funzione di una più alta e condivisa finalità o interesse, il rispetto delle pari opportunità, la soluzione dei conflitti attraverso il dialogo e il confronto continui.

(Dal Manifesto politico-strategico di Banca Etica)

Una banca innovativa, l’unica in Italia - e qualcuno dice nel mondo - ad ispirare tutta la sua attività, sia operativa che culturale, ai principi della Finanza Etica: trasparenza, diritto di accesso al credito, efficienza e attenzione alle conseguenze non economiche delle azioni economiche. Il fine? Gestire il risparmio orientandolo verso le iniziative socio economiche che perseguono finalità sociali e che operano nel pieno rispetto della dignità umana e della natura.

Convinte che un mondo diverso è possibile, non solo a parole ma anche nei fatti, 22 organizzazioni del mondo non profit e alcune finanziarie - col sostegno di migliaia di cittadini responsabili - diedero vita, nel 1999, a Banca Etica, una banca capace di parlare direttamente ai soci e ai risparmiatori.

Oggi quel sogno conta 11 filiali – 12 con la recente  apertura a Bari – e una rete capillare di promotori finanziari, chiamati “banchieri ambulanti”, su tutto il territorio nazionale. A nove anni dalla sua nascita, Banca Etica ha raggiunto una raccolta di capitale sociale di più di 20 milioni di euro, conferito da oltre 28 mila soci, di cui circa 4.000 sono persone giuridiche (tra queste 9 Regioni, 40 Province, 300 Comuni). L’Istituto raccoglie oltre 450 milioni di euro di depositi e sta finanziando più di 2.300 progetti dell’economia solidale per un valore superiore ai 360 milioni di euro.

postato da: HermosaMariposa alle ore 13:01 | link | commenti
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Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia dal 1° aprile al 5 aprile

Il programma completo del Festival Internazionale del Giornalismo 2009

 
È online il programma completo dell'edizione 2009 del Festival Internazionale del Giornalismo: lectio magistralis, incontri-dibattito, tavole rotonde, interviste, presentazioni di libri, seminari, mostre, reading e serate teatrali al centro della manifestazione che ospita ogni anno giornalisti da tutto il mondo.


Ingresso libero. Per info:
www.Festivaldelgiornalismo.com

 

postato da: HermosaMariposa alle ore 12:31 | link | commenti
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lunedì, 30 marzo 2009

Contro la pena capitale

NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS
La newsletter a cura di Nessuno Tocchi Caino
Provided by Nexta Media

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Anno 9 - n. 26 - 28-03-2009

Contenuti del numero:

1. LA STORIA DELLA SETTIMANA : AMNESTY: SETTE ESECUZIONI AL GIORNO NEL 2008, MAGLIA NERA ALLA CINA
2. NEWS FLASH: NIGERIA: DUECENTO PRIGIONIERI NEL BRACCIO DELLA MORTE
3. NEWS FLASH: KAZAKISTAN: SI’ DELLA CAMERA AD ELIMINAZIONE PENA DI MORTE
4. NEWS FLASH: VIETNAM: CONFERMATA CONDANNA A MORTE PER DROGA
5. NEWS FLASH: BIELORUSSIA: “PIU’ VICINI ALLA MORATORIA”



AMNESTY: SETTE ESECUZIONI AL GIORNO NEL 2008, MAGLIA NERA ALLA CINA
24 marzo 2009: sono almeno 2390 le persone giustiziate nel mondo lo scorso anno, con una media di 7 esecuzioni capitali al giorno. Il dato emerge dal Rapporto di Amnesty International “Condanne a morte ed esecuzioni nel 2008”, che per lo stesso anno registra le condanne a morte di almeno 8864 persone, emesse in 52 Paesi.

Pur essendo 59 i paesi che ancora mantengono la pena di morte, sono 25 quelli in cui nel 2008 sono state eseguite condanne a morte, con il 93% delle esecuzioni effettuate in 5 Paesi: Cina (almeno 1718, pari al 72%), Iran (almeno 346), Arabia Saudita (almeno 102), Usa (37) e Pakistan (almeno 36).
Il maggior numero di esecuzioni è stato registrato in Asia, dove undici paesi continuano a ricorrere alla pena capitale: Afghanistan, Bangladesh, Cina, Corea del Nord, Giappone, Indonesia, Malaysia, Mongolia, Pakistan, Singapore e Vietnam.
Dopo l'Asia, il secondo maggior numero di esecuzioni, 508, e' stato registrato in Africa del Nord e Medio Oriente.
Da sottolineare come l’Iran abbia messo a morte 8 persone che avevano meno di 18 anni all'epoca del reato, in violazione della legge internazionale.
Nell'Africa sub-sahariana, secondo dati ufficiali, sono state eseguite solo due esecuzioni, ma le condanne a morte sono state almeno 362. Quest'area ha registrato un passo indietro, con la reintroduzione della pena di morte in Liberia per i reati di rapina, terrorismo e dirottamento.
Nel continente americano solo gli Stati Uniti d'America hanno continuato a ricorrere con regolarita' alla pena di morte, con 37 esecuzioni portate a termine lo scorso anno, la maggior parte delle quali in Texas. Il rilascio di quattro uomini dai bracci della morte ha fatto salire a oltre 120 il numero dei condannati alla pena capitale tornati in liberta' dal 1975 perche' riconosciuti innocenti.
L'unico altro stato in cui sono state eseguite condanne a morte e' stato Saint Christopher e Nevis, il primo dell'area caraibica ad aver ripreso le esecuzioni dal 2003.
La Bielorussia e' il solo Paese in Europa che continua ad applicare la pena di morte, avendo giustiziato lo scorso anno quattro persone.
Le condanne, spiegano da Amnesty, vengono eseguite in Bielorussia con un colpo di pistola alla nuca e non vengono fornite informazioni sulla data dell'esecuzione né sul luogo di sepoltura.
Questo l’elenco completo dei paesi che nel 2008 hanno praticato esecuzioni capitali:
Afghanistan: almeno 17 esecuzioni, Arabia Saudita: almeno 102 (tra cui tre donne), Bangladesh: 5, Bahrain: 1, Bielorussia: 4, Botswana: 1, Cina: almeno 1718, Corea del Nord: almeno 15, Egitto: almeno 2, Emirati Arabi Uniti: almeno 1, Giappone: 15, Indonesia: 10, Iran: almeno 346 (tra cui 8 minorenni), Iraq: almeno 34, Libia: almeno 8, Malesia: almeno 1, Mongolia: almeno 1, Pakistan: almeno 36, Saint Christopher e Nevis: 1, Singapore: almeno 1, Siria: almeno 1, Stati Uniti d'America: 37, Sudan: 1, Yemen: almeno 13, Vietnam: almeno 19.
In Somalia, almeno un’esecuzione è stata effettuata dalle corti islamiche: si tratta di una lapidazione ai danni di una minorenne.
Secondo dati aggiornati al marzo 2009, sono 138 - circa i due terzi del totale - i Paesi che hanno abolito la pena capitale per legge o nella pratica: 92 Paesi l'hanno abolita per ogni reato, 10 l'hanno abolita salvo che per reati eccezionali come quelli commessi in tempo di guerra, 36 Paesi sono abolizionisti 'de facto' poiche' non vi si registrano esecuzioni da almeno dieci anni oppure perche' hanno assunto un impegno a livello internazionale a non eseguire condanne a morte.
"Il mondo si è ancora più avvicinato al traguardo dell'abolizione", si legge nel Rapporto di Amnesty, che ricorda l'adozione da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di due risoluzioni (2007 e 2008) per una moratoria della pena capitale, fortemente volute e promosse dalla diplomazia italiana.
Per AI, le risoluzioni Onu sono stati strumenti importanti per incoraggiare gli Stati che mantengono la pena capitale a rivederne l'uso e ad abolirla.
Per quanto riguarda i primi mesi (gennaio-marzo) del 2009, sono oltre 100 le esecuzioni accertate finora da Amnesty International: di queste, almeno 60 in Iran (compresa quella di un minore), 20 negli Stati Uniti, almeno 14 in Arabia Saudita, almeno 4 in Yemen, 4 in Giappone, almeno 1 a Singapore.
Per saperne di piu' : http://www.amnesty.org/

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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

NIGERIA: DUECENTO PRIGIONIERI NEL BRACCIO DELLA MORTE
22 marzo 2009: sono circa 200 i prigionieri del braccio della morte in Nigeria, rende noto il ministro degli Interni Godwin Abbe, intervenendo ad un forum organizzato ad Abuja dalla News Agency of Nigeria.
“Alcuni di loro si trovano nel braccio della morte da 15 o 20 anni, in attesa di essere impiccati, e chiunque può immaginare quale angoscia e quale trauma subiscano”.
Il Ministro attribuisce la “lunga attesa per la morte” alla riluttanza dei governatori statali a firmare gli ordini di esecuzione: “I nostri governatori sono persone molto umane che non vogliono che sangue sia versato. Potrebbero invece usare il loro potere di grazia per commutare delle condanne capitali in ergastolo o in pene meno dure”.
“Dopo gli appelli, se anche la Corte Suprema ratifica una condanna a morte, spetta infatti ai governatori confermarla o meno”, ha spiegato il Ministro.
“Da parte nostra chiediamo ai governatori di assumere delle decisioni sulle condanne capitali definitive, senza per forza confermarle”, ha aggiunto.
Abbe ha smentito le voci secondo cui nel paese le impiccagioni vengono rinviate perché non ci sono boia a disposizione. “Il servizio carcerario dispone di diversi boia, tuttavia non riveliamo i loro nomi né il loro numero esatto”.
Per quel che riguarda il sovraffollamento delle prigioni, il Ministro ha detto essere già iniziati incontri tra Ministero degli Interni, Magistratura e Polizia per comprendere come velocizzare i processi dei detenuti in attesa di giudizio, aggiungendo che il governo ha avviato programmi di ammodernamento delle strutture carcerarie e di aggiornamento per il personale impiegato nelle prigioni.
Per saperne di piu' : http://www.thisdayonline.com/nview.php?id=138893

KAZAKISTAN: SI’ DELLA CAMERA AD ELIMINAZIONE PENA DI MORTE
25 marzo 2009: la Camera bassa (Majilis) del parlamento kazako ha approvato un disegno di legge che elimina la pena di morte sostituendola con l’ergastolo.
Come spiegato dal viceministro della Giustizia Dulat Kustavletov, il ddl prevede la pena capitale soltanto per atti terroristici e per gravi crimini commessi in tempo di guerra, concedendo comunque al condannato la possibilità di chiedere la grazia.
Attualmente sono 18 i reati che in Kazakistan comportano la condanna a morte, che sarebbero ridotti a 8 in caso di approvazione definitiva del ddl, intitolato “Emendamenti di atti legislativi della Repubblica del Kazakistan relativi alla pena capitale”.
Il 17 dicembre 2003, il Presidente kazako Nursultan Nazarbayev ha introdotto nel Paese una moratoria sulla pena di morte.
Nel maggio 2007, il Kazakistan, ha emendato la Costituzione abolendo la pena di morte per tutti i reati eccetto alcuni atti di terrorismo e crimini gravi commessi in tempo di guerra.
Il 18 dicembre 2008 il Kazakistan ha votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Per saperne di piu' :

VIETNAM: CONFERMATA CONDANNA A MORTE PER DROGA
19 marzo 2009: la Corte Suprema del Popolo di Città Ho Chi Minh, in Vietnam, ha confermato la condanna a morte emessa nei confronti di Luu Van Tuong, 44 anni, per traffico di droga.
Originario della provincia di Binh Phuoc, l’uomo è stato arrestato il 13 settembre 2008 dalla polizia della provincia di Tay Ninh, mentre trasportava più di 3,4 kg di eroina dalla Cambogia al Vietnam, sull’autostrada Trans-Asia.
Tuong avrebbe confessato di essere stato pagato 50 milioni di Dong vietnamiti da un cambogiano identificato come Bon affinché portasse la droga in Vietnam.
L’imputato è stato anche multato per 30 milioni di Dong.
In Vietnam, una legge del 1997 considera un reato capitale il possesso o lo spaccio di almeno 100 grammi di eroina o di almeno 5 chilogrammi di oppio. Nel luglio 2001, la Corte Suprema del Popolo ha emanato una direttiva che raccomanda per il traffico di droga pene diverse a seconda della quantità di stupefacente: 20 anni di reclusione da 100 a 300 grammi di eroina, carcere a vita da 300 a 600 grammi e pena di morte per quantità superiori a 600 grammi. La direttiva non sempre viene rispettata dai tribunali.
Per saperne di piu' : http://english.vovnews.vn/Home/Death-sentence-upheld-in-drug-trafficking-case/20093/102718.vov

BIELORUSSIA: “PIU’ VICINI ALLA MORATORIA”
25 marzo 2009: “Ci stiamo in sostanza avvicinando ad una moratoria sulla pena di morte”, ha dichiarato il vicepresidente della Corte Suprema bielorussa, Valery Kalinkovich, precisando che eventuali provvedimenti relativi alla pena capitale non rientrano comunque tra le competenze della Corte Suprema.
Kalinkovich ha detto essere state due le persone giustiziate nel 2008 in Bielorussia.
Dal recente Rapporto di Amnesty International sulla pena capitale, le esecuzioni praticate nel Paese lo scorso anno risultano quattro.
Le autorità bielorusse hanno detto di considerare la pena di morte una questione interna, ricordando un referendum del 1996 in cui la maggioranza della popolazione si è espressa in favore del suo mantenimento.
La Bielorussia e' l'unico paese europeo in cui vige ancora la pena di morte.

"Il governatore del New Mexico, Bill Richardson, ha abolito la pena di morte nel suo Stato, che così diventa il 15esimo negli Stati Uniti ad abbandonare questo tipo di pena. La legge firmata da Richardson sostituisce le sentenze capitali con l'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. «È stata la decisione più sofferta della mia vita», ha detto Richardson a Santa Fe, capitale dello Stato, dopo la firma frutto -ha detto- «di un lungo viaggio personale dentro di me».


Anche se la pena di morte può contare ancora sull'appoggio della maggioranza degli statunitensi, negli ultimi anni alcuni clamorosi falli giudiziari -a volte innescati dall'inettitudine degli avvocati difensori- hanno ampliato la platea di chi ne chiede l'abolizione.


Richardson ha promulgato la legge dopo che il progetto era già stato approvato dal Senato statale, venerdì scorso, e prima ancora dalla Camera bassa. In Usa la pena di morte è stata ristabilita nel 1976 dalla Corte Suprema e da allora è stata applicata in 1.156 casi, secondo i dati forniti dal Centro di Informazione sulla pena di Morte. Nel New Mexico, l'ultima volta era stata applicata nel 2001, quando era stato giustiziato Terry Clark, ritenuto colpevole di aver ucciso un bimbo; e attualmente ci sono due detenuti nel 'braccio della mortè. Tra gli abolizionisti c'è anche chi fa notare che il 'nuovo corsò farà risparmiare allo Stato Usa più di un milione di dollari all'anno."

19 marzo 2009  (www.ilsole24ore.com)



La pena di morte è legale a livello federale, per alcuni reati. Dei 50 Stati degli USA, solo 15 non prevedono la pena di morte nel loro statuto: Alaska, Hawaii, Iowa, Maine, Massachusetts, Michigan, Minnesota, North Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin, New Jersey e New Mexico (a questi va aggiunto il territorio del District of Columbia). In altri 3 stati la pena di morte non è più applicata dal 1976: Kansas, New Hampshire, New York (in quest'ultimo è anche stata dichiarata incostituzionale, e quindi non applicabile, ma non ancora formalmente abolita). Il Nebraska ha dichiarato incostituzionale la sedia elettrica, non la pena di morte in sè. Sono 18 Stati (più un Distretto Federale) a non contemplare, di legge o di fatto, la pena di morte.

In conclusione sono comunque 32 gli Stati che, più o meno regolarmente, applicano ancora l'esecuzione capitale ("pena di morte" in effetti in inglese si traduce capital punishment).

postato da: HermosaMariposa alle ore 12:54 | link | commenti
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giovedì, 26 marzo 2009

GRAZIE ROBERTO

"Non sono solo in questa battaglia"


Il monologo di Saviano in tv "Non sono solo in questa battaglia" MILANO - Un monologo quasi teatrale, una rassegna stampa del Corriere di Caserta che chiama "infame" il pentito in un titolo, che elegge a eroi i boss locali, amici dei politici. Le foto dei ragazzini ammazzati, quelli degli innocenti coperti da un lenzuolo, il sorriso di un carabiniere ventenne trucidato per vendetta. Il titolo diffamante: "Don Diana a letto con due donne". Don Diana, il prete dell'impegno ucciso quindici anni fa.
"Che tipo di paese è se permette tutto questo?". "Il silenzio è colpevole anche perché non lascia capire".

E' stata la serata di Roberto Saviano, ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa". "Si pensa che l'essere minacciato sia una corona data dalla camorra per un merito ma non è un merito. Non è un merito, cercano di colpire me perchè con altri non riescono".

Il silenzio e la diffamazione sono armi terribili in mano alla camorra e l'ordigno adatto per combatterli è quello della parola. E Saviano ha scelto di parlare a lungo e con cruda chiarezza. Lui stesso si è definito una "operazione mediatica", nata e portata avanti perchè si conoscano gli orrori della camorra e si capisca che riguardano tutti. Il suo "sogno" è che la lotta alla criminalità organizzata diventi una vera e propria moda. E' quello che "i grandi editori, le televisioni, trovassero un punto comune, anche conveniente. Perchè non creare una moda?".

Lo scrittore ha parlato anche delle minacce della camorra. "Non immaginavo che sarebbe andata così - ha detto -. Pensavo che sarebbe durata poco, sono tre anni ed è pesantissimo".

E nel ringraziare "tutte le persone che mi scrivono, nel ringraziare tutti per quello che è stato fatto per me", cita le parole di Kennedy quando diceva "perdonare sempre dimenticare mai".

"Io - ha detto Saviano - non dimenticherò mai quello che di bene mi è stato fatto". Ha ringraziato i paesi che lo hanno ospitato, "la Spagna, Parigi, Israele ma non ringrazio chi mi ha rifiutato la casa, gli amici che hanno liquidato la mia causa come se me la fossi cercata".

"Mi dà fastidio l'accusa di essermi arricchito. Sono i lettori che mi danno la possibilità di vivere e pagare gli avvocati". E ha citato una frase di Biagi: "Sei arrivato davvero quando fanno un falso del tuo libro e ti accusano di plagio e io ce li ho tutti e due".

"Questa battaglia non è la mia battaglia ma la battaglia di molti e va anche bene se per una volta succede il miracolo che grandi interessi economici si fondano con l'interesse del paese, che grandi editori di libri, televisivi, si uniscano per combattere la camorra".

"Che tempo fa è durato fin oltre le 23. Nella seconda parte, due grandi scrittori come l'americano Paul Auster e l'israeliano David Grossman, hanno discusso con Saviano riconoscendo un valore enorme a Gomorra: "E' scritto benissimo - ha detto Auster - E' esploso come una bomba e ha costretto tanta gente in tutto il mondo a guardare dentro il fenomeno camorra. Anche tanti che non ne sapevano nulla o pensavano fosse una cosa locale italiana".
(da:www.repubblica.it)

 


Su RaiTre a 'Che tempo che fa'

Saviano: la politica non affronta l'argomento camorra perché è perdente.


Lo scrittore accusa i giornali locali e la stampa nazionale di ignorare troppo spesso la questione. E aggiunge: "Ingiuste le accuse di essermi arricchito con le storie che scrivo". Il procuratore aggiunto di Palermo: ''Si liberi del personaggio che gli è stato appiccicato addosso''
ultimo aggiornamento: 25 marzo, ore 21:59
Roma, 25 mar. (Ign) -"La politica ha paura di affrontare l'argomento camorra perche' e' un argomento perdente". E' quanto ha sostenuto Roberto Saviano (nella foto), ospite di Fabio Fazio a 'Che tempo che fa', in un lungo monologo durato 40 minuti, incentrato in un'accusa ai giornali locali e al loro modo di affrontare l'argomento camorra senza tralasciare però altrettante accuse alle stampa nazionale, colpevole di ignorare spesso l'argomento cosi' come la politica. "Nell'ultima campagna elettorale -ha sottolineato Saviano- da qualsiasi parte non si è parlato di mafia perché c'era l'impressione che la gran parte della gente non fosse interessata". "La politica è molto complicata -ha aggiunto Saviano- e la cosa più grave che può fare è far scendere il silenzio su queste vicende così come la cosa più grave che possano fare gli elettori è il silenzio su queste storie". Saviano ha ricordato come vengano ammazzate "almeno tre persone al giorno e la cronaca nazionale ignora tutto questo in un silenzio spesso colpevole che non permette al Paese di capire".

Si difende poi "dall'accusa di essersi arricchito con le storie che scrive". "Vivo grazie ai miei lettori - ha detto - e i soldi che ricevo sono quelli che mi danno loro comprando il mio libro o leggendo i miei articoli". "Voglio essere uno scrittore che parla al piu' alto numero possibile di persone -ha sottolineato l'autore di 'Gomorra'- e per quanto riguarda l'accusa di plagio ricordo quello che mi disse Enzo Biagi 'sei veramente arrivato quando fanno un falso del tuo libro e ti accusano di plagio'. Ecco -ha concluso Saviano- adesso le ho tutte e due".

Poco prima del suo intervento nella trasmissione il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, intervistato da Klaus Davi nella trasmissione KlausCondicio in onda su Youtube, aveva invitato lo scrittore a liberarsi del personaggio mediatico che gli è stato appiccicato addosso". L'icona "appiccicata addosso" allo scrittore, secondo il pm, e' quella del professionista dell'anticamorra. "C'e' il rischio di rimanere prigionieri del personaggio che ci viene appiccicato addosso". "Non sempre è facile -conclude Ingroia - . Saviano ha dimostrato di essere una persona intelligente e immagino che riuscira' ad avere un livello di consapevolezza tale da poter rilanciare in avanti la sua immagine". (www.adnkronos.com)

Su Roberto ho scritto diverse volte nel mio blog e non dimentico le sue gentili risposte(quando ero iscritta a MySpace)ai miei messaggi e il nostro scambio"epistolare-telematico".
Grazie Roberto, grazie per ciò che hai fatto e continui a fare, non sei solo, hai ragione, le persone intelligenti, senzienti, umane, perbene, non ti considerano un eroe, un'icona, né un autolesionista, né un personaggio mediatico, ma semplicemente un valente scrittore, un amico, un uomo vero e coraggioso, un ricercatore della verità, uno studioso della realtà, uno che ha il coraggio di informare, divulgare, denunciare, criticare, ma proprio perché ama la sua terra, la Campania, e la sua nazione, questa Italia stupenda ma abitata anche da creature anomale, strane per usare un eufemismo, inqualificabili, come:il 99% dei politici;il 99% della classe dirigente; gli evasori fiscali;gli 
"italieni" 
(italiani-extraterrestri. per usare un eufemismo...)che han mandato al governo e al potere Berluska & company, quella destra e la lega razziste e xenofobe;e i tanti "italioti"
(italiani idioti). Tanti, troppi italioti, come quei tanti italiani ignoranti, cretini, violenti, stupidi, e anche, nella fattispecie, tanti napoletani e campani, ignoranti, violenti, stupidi, cattivi, idioti. Italiani che non considero miei connazionali, che ci fan vergognare in Italia e all'estero, alla stregua di quei ragazzi napoletani e campani, maschi e femmine, che ieri sputavano veleno e infamia su Roberto perché hanno il dente avvelenato poiché, "a causa di Saviano, non possono più andare a scuola con il pullmino"(ma dimmi te!Ma pensa te che roba!Che ignoranza, che stupidità, che idiozia!!)o come quelli che han scritto su una panchina "Saviano merda", o come quelli di Casal di Principe che odiano Roberto e che difendono i camorristi, definiscono Saviano un non uomo bensì una merda(si chiama identificazione proiettiva!!). E' un uomo un camorrista che sniffa cocaina, uccide, spaccia, che non ha rispetto per la vita umana, che fa il servo dei boss, che fa una vita di merda(fughe, nascondersi, latitanze, tensione, ubbidire agli ordini dei boss, morire ammazzato)?O è un Uomo chi come Roberto Saviano  con la forza delle parole, con la nonviolenza, la resistenza pacifica, con il coraggio, con l'intelligenza, con la cultura, con la determinazione, mette a repentaglio perfino la propria vita pur di divulgare la verità, di non far incancrenire questo paese, di non lasciarlo in mano a uomini che lo distruggono, mafiosi e camorristi senza alcun valore, che si sentono invincibili, potenti, solo dopo aver sniffato coca, soltanto con armi in mano(senza armi sono niente!)?Gli italiani devono dire grazie a Roberto!!Gli italiani non devono dimenticare persone eccezionali(ma anche civili, vittime incolpevoli, come tanti innocenti ragazzini e bambini, donne, uccisi spesso per "sbaglio, per tragica casualità", per strada), Uomini grandi come:Falcone, Borsellino, Don Peppe Diana, Peppino Impastato, Giancarlo Siani, e i tanti magistrati, giudici, uomini della scorta, carabinieri, poliziotti, sindaci, giornalisti che sono stati uccisi dai mafiosi(mafia, sacra corona unita, camorra, 'ndrangheta) e dai camorristi che hanno messo radici non solo in Campania e nel nord Italia, ma perfino in Europa e in tutto il mondo purtroppo, che gestiscono il traffico mondiale della cocaina(drogarsi non solo distrugge il cervello, la salute, il sistema nervoso, non solo ti uccide, ma mentre a te toglie la vita  ai delinquenti dà profitto, denaro, arricchisce i camorristi). Grazie ancora Roberto, sì è vero non sei solo, infatti tantissimi italiani, tantissime persone nel mondo sono con te, al tuo fianco, nella tua battaglia civile, eticamente encomiabile, ti abbracciamo tutti, e continua così. Ad maiora.

In un film la morte di Siani
Così Napoli è diventata Gomorra

Il fratello del cronista ucciso: "E' il risarcimento più bello"
di ARIANNA FINOS

NAPOLI - "Ieri sera al san Carlo c'era la bellezza di Napoli, perché
" l'etica libera la bellezza "
. Un emozionato Paolo Siani ha commentato così l'applauso composto ma infinito del pubblico che ha accolto l'anteprima del film sulla morte del fratello Giancarlo, ucciso a 26 anni dalla camorra. In sala, oltre al cast, anche i parenti delle vittime della criminalità: il marito di Silvia Ruotolo (la giovane mamma uccisa per sbaglio mentre rientrava a casa con il figlio), il padre di Paolino Avella (ucciso a 17 anni da chi voleva rubargli il motorino) moglie e figlia di Marcello Torre, integerrimo sindaco di Pagani assassinato nel 1980. Alcuni di loro, tra cui lo stesso Paolo Siani, hanno accettato di comparire nel film, simbolo della faccia pulita di Napoli. E poi i magistrati Giandomenico Lepore, Franco Roberti e Armando D'Alterio, colui che alla fine risolse il caso.

Andrea Purgatori, che ha scritto il film con Risi e Jim Carrington, lo ha definito "una sorta di prequel di Gomorra". Ma Fortapàsc sembra avvicinarsi, per la cifra più personale e poetica, per la capacità di ricostruzione di un periodo storico, più a I cento passi di Marco Tullio Giordana, sull'omicidio di un altro giovane idealista, Peppino Impastato. Marco Risi chiarisce in conferenza stampa: "Per sgombrare il campo da ogni analogia, questo film nasce sei, sette anni fa, quando di Gomorra non esistevano libro e film. Quello di Garrone, film che ho amato, è un durissimo reportage di guerra, segmentato, corale. Il nostro ha, invece, un andamento classico, e noi lo raccontiamo soprattutto attraverso il nostro protagonista".Fortapàsc si apre con la voce narrante di Giancarlo Siani pochi minuti prima di essere ucciso, la sera del 23 settembre del 1985. E' sulla sua Citroen Mehari pistacchio, corre lungo la costa, verso casa per una doccia e poi dalla sua fidanzata. La radio trasmette Ogni volta di Vasco Rossi, "non so, se avessi saputo che di lì a poco sarei morto, se avrei ascoltato proprio quella canzone" dice Siani, voce fuori campo. A quel sorriso è affidato il raggio di speranza che vuole mantenere il film, in una vicenda tanto tragica.

Si raccontano gli ultimi quattro mesi prima di quella sera. Il lavoro quotidiano di Giancarlo, praticante abusivo a Torre Annunziata, per Il Mattino. Le indagini su quella realtà, regno delle famiglie camorristiche in lotta, gli intrecci e gli interessi sulla pioggia di miliardi per la ricostruzione del dopo terremoto dell'80.

La sentenza di morte per Giancarlo arriva il giorno dopo la pubblicazione di un suo articolo su Il Mattino del 10 giugno 1985 sull'arresto del boss Valentino Gionta. Si rivela che è avvenuto grazie a una soffiata. E' stato l'alleato Nuvoletta, referente in Campania di Totò Riina. Quest'ultimo ha chiesto di eliminare Gionta e Nuvoletta, per non tradire l'onore di mafioso uccidendo un alleato, lo fa arrestare.

"Ci sono voluti 10 anni e tre pentiti per assicurare alla giustizia e responsabili del delitto, attualmente ancora in carcere", dice Risi. Fortapàsc è costato 5 milioni di euro, prodotto dalla BiBi di Angelo Barbagallo, Raicinema e Minerva. Esce nelle sale a Napoli il 20 marzo, il 27 nel resto d'Italia. "E' un film onesto e poetico, descrive mio fratello proprio così com'era - dice Paolo Siani - un ragazzo pieno di vita, un giornalista-giornalista, come si racconta nel film. Credo che Marco Risi abbia fatto il più bello dei risarcimenti a Giancarlo e sono sicuro che lui l'avrebbe amato".

Siani è stato l'unico giornalista ucciso dalla camorra. "Una delle intenzioni polemiche del film - dice Risi - è proprio il rapporto dei giornalisti con la realtà, nella scena sulla spiaggia il caporedattore Sasà spiega a Giancarlo la differenza tra i giornalisti-giornalisti e i giornalisti-impiegati. Ma è un discorso che si può applicare a ogni categoria". Purgatori, l'uomo delle inchieste su Ustica che lo stesso Risi raccontò in Il muro di gomma, sottolinea invece "il valore dei giornalisti precari, che oggi sono 40 mila e sono spesso gli unici a portare le notizie, lontani dai privilegi e dalle stanze del potere".

Tra gli elementi più convincenti di Fortapàsc c'è l'interpretazione di Libero De Rienzo. Nel progetto originale del film, cinque anni fa, doveva esserci Stefano Accorsi. "Ho scelto Libero per la sua partecipazione emotiva, per quel che mi ha detto dopo aver letto il copione. Per mettergli paura gli ho detto che ci sarebbe stata l'anteprima al San Carlo", ride Risi.

Rispetto alla vicenda personale, fanno più da sfondo le gesta dei clan. Tra le scene più forti quella, parallela, tra una seduta accesa del Consiglio comunale e quella segreta tra i boss. "Un omaggio a Francesco Rosi e al suo Le mani sulla città - confessa il regista - ci sono politici che in passato hanno pensato che, per buona pace del Paese, con le mafie occorresse trattare. Ma hanno sbagliato, perché l'acqua che viene a contatto con il fango, diventa fango". "La sensazione, oggi, è che Gomorra non sia solo Napoli, che siamo un po' tutti sotto assedio, e che tutta l'Italia sia un po' Fortapàsc".


(17 marzo 2009) dal sito de la Repubblica www.repubblica.it

Ancora in edicola fino a oggi, la rivista "Internazionale", in cui c'è un interessante e bel servizio giornalistico su Roberto Saviano e Misha Glenny, giornalista britannico e autore del bestseller "McMafia", articolo lungo e ben scritto, istruttivo, di cui vivamente suggerisco la lettura.


postato da: HermosaMariposa alle ore 13:25 | link | commenti
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Ciao "FLASH"...

Dramma nella boxe: è morto Giovanni Parisi

Eurosport - gio, 26 mar 12:07:00 2009

L'ex campione di pugilato ha perso la vita in seguito a un incidente stradale a soli 42 anni

BOXING 2006, Giovanni Parisi - 0

"Un camion, un'automobile, uno scontro frontale. Alle 20:40 di mercoledì 25 marzo si consuma una tragedia che rimarrà a lungo nelle menti di tutti gli sportivi italiani, in particolar modo di coloro che sono appassionati di boxe. Giovanni Parisi, infatti, è deceduto in uno schianto pauroso sulla tangenziale di Voghera, sulle sue strade. Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, nello scontro con un furgoncino che trasportava materiale elettrico, l'auto di Parisi è uscita fuori strada, finendo in un campo.

L'ex pugile nativo di Vibo Valentia è spirato a soli 42 anni, lasciandoci i dolci ricordi dei suoi titoli mondiali WBO nella categoria leggeri prima e nei superleggeri poi, ma tutto era iniziato dal fantastico oro olimpico di Seoul '88, nei pesi piuma, grazie al grande successo sul rumeno Daniel Dumitrescu. Parisi, che aveva eguagliato Nino Benvenuti vincendo un'Olimpiade e poi diventando campione del mondo in due diverse categorie, non riuscì però a conquistare il terzo mondiale, battuto nel 2000 dal portoricano Carlos Santos nel tentativo di scalata alla corona iridata dei pesi welters WBO.

Nato a Vibo Valentia il 12 febbraio 1967 ma trasferitosi ben presto con i genitori a Voghera, Parisi era noto per il carattere capace di infiammare il pubblico e soprattutto per l'intelligenza pugilistica. Dopo essere stato iridato nei leggeri (1992-93) e nei superleggeri (1996-98), aveva annunciato più volte il ritiro salvo poi tornare, richiamato dalla passione per la boxe. L'ultimo tentativo l'aveva fatto nell'ottobre 2006 quando, a 39 anni, aveva sfidato a Milano il francese Frederic Klose per il titolo europeo dei pesi welters. Ma era stato battuto e convinto a dire basta in maniera definitiva.

Sconvolto dalla notizia Franco Falcinelli, attuale presidente della Federpugilato ed ex ct dell'olimpionico. Era con lui quando vinse la medaglia d'oro a Seul, categoria pesi piuma: "Giovanni è stato uno dei miei più grandi atleti. La sua medaglia dell'88 ha un grandissimo valore, non solo sportivo. Quella fu un'Olimpiade straordinaria, in cui vinse quasi tutti gli incontri prima del limite. Nella finale mise fuori combattimento il romeno Daniel Dumitrescu. In quei Giochi io lo costrinsi a fare la categoria inferiore".

"Avrebbe voluto fare il peso leggero - ricorda ancora Falcinelli - ma secondo me sarebbe stato chiuso da avversari straordinari. Lo convinsi a fare il piuma e lui soffrì tantissimo per raggiungere il peso. Ma ce la fece, con la grandissima forza di volontà che lo accompagnava e la determinazione che gli veniva dal voler dedicare una medaglia alla madre scomparsa da qualche mese. Si impose sacrifici enormi, con un regime alimentare e di allenamenti rigidissimo. Mi resta il ricordo della sua professionalità esemplare, si sottopose ad un lavoro durissimo".

Al coro si unisce anche Gianfranco Rosi, rivale a distanza negli anni dei loro combattimenti. "In questo momento riesco solo a piangere, ed é difficile trovare le parole per esprimere il dolore che provo, pensando che ci eravamo visti meno di due settimane fa a Chianciano Terme, in occasione delle elezioni federali - dice l' ex campione del mondo ed ex rivale di Parisi - e ci saremmo risentiti nei prossimi giorni, perché anche lui sarebbe entrato a far parte della nostra nazionale di calcio dei pugili". "In passato - racconta - tra di noi i rapporti non erano stati sempre ottimi, ma da qualche anno eravamo tornati ad essere grandi amici, perché il pugilato è soprattutto amicizia e questo era lo spirito che c'era tra me e Giovanni. Mi legano a lui tanti ricordi splendidi e sono questi che mi resteranno dentro per sempre".

Anche a noi piace ricordarlo così: sul ring, con i guantoni in pugno e le statistiche dalla sua parte. 41 match vinti su 47 (29 per ko) e un soprannome indimenticabile, "Flash", figlio della velocità dei suoi colpi che arrivavano da non si sa dove".

Eurosport

Mi è sempre piaciuta la boxe da quando ero bambina, e spesso ho tifato, guardando gli incontri di pugilato in tv, insieme a mio padre. Qualche anno fa ho avuto il piacere di conoscere un grande del pugilato, Michele Piccirillo. Tanti i pugili, italiani e non, sono entrati nella storia, uno dei miei preferiti è"Sugar". La"nobile arte"del pugilato è uno degli sport più belli , faticosi, intrisi di sano agonismo e fair play. Quando ieri sera tardi ho ascoltato la notizia al tg della morte di Giovanni ci son rimasta male, non potevo crederci, mi dispiace davvero tanto. Sconcerto, smarimento, dispiacere, in questi casi le parole non vengon fuori e servono a ben poco, in questi casi parlano il cuore e i gesti, i comportamenti. Non ti dimenticheremo mai, Giovanni.
postato da: HermosaMariposa alle ore 12:09 | link | commenti
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Roma MultiEtnica ;) :)

L'Istituto Italo-Latino Americano invita giovedì
26 marzo
alle 18 alla presentazione del libro
 L'altra Penelope. Antologia di scrittrici
ispanoamericane
sul mito di Penelope
a cura di Brigidina Gentile,
Oedipus Edizioni. L'antologia raccoglie
sedici scrittrici
che hanno tessuto sul telaio del nostro
immaginario i fili delle
antiche trame della tela di Penelope.

Celebrazioni di Monsignor Oscar Romero
Anche quest'anno Roma ricorda l'assassinio
del vescovo
di San Salvador, Monsignor Oscar Romero.
I due principali
appuntamenti saranno
Per amore del mio popolo non tacerò
,
giovedì 26 marzo
alle ore 17 nella
sala Di Liegro al Palazzo
della Provincia di Roma, in
via IV Novembre, 119/a e
La forza della Parola
,
venerdì 27 marzo alle ore 19
nella Chiesa di San Marcello al Corso,
in piazza San Marcello, 5.

I giorni dell'ibisco
Venerdì 27 Marzo, alle ore 17, il Centro Culturale
Averroè, in via della Polveriera 14, presenta
I giorni dell'ibisco
di Amer Hussein, edizioni
La Lepre. Modera Dalu Jones, storica dell'arte e
dell'architettura islamica di fama internazionale.
Seguirà un rinfresco.

Chiquinho
Venerdì 27 marzo alle ore 18 presso la
Libreria Odradek in via dei Banchi Vecchi, 57 si terrà la
presentazione del romanzo Chiquinho dello scrittore
capoverdiano Baltasar Lopes. Partecipano Livia Apa,
docente di Lingua e traduzione portoghese e
brasiliana all'Istituto Universitario "L'Orientale" di Napoli;
Vincenzo Barca, curatore della sezione lusofona della
collana di narrativa di Edizioni Lavoro "L'altra riva" e
docente di Lingua e traduzione portoghese e brasiliana
all'Università "La Sapienza" di Roma; Jorge Canifa Alves,
giornalista, autore e regista teatrale, presidente
dell'associazione capoverdiana "Tabanka Onlus" di Roma.

Ciak Africa
Si conclude venerdì 27 marzo la VI edizione
di Ciak Africa, presso le Suore Guanelliane,
con ingresso da piazza S. Pancrazio 9: a
conclusione delle quattro serate per quattro film
africani d'autore ad ingresso libero, sulle grandi e
vitali problematiche dell'Africa, sarà proiettato
Munyurangabo di Lee Isaac Chung.

Il pesciolino nero
Venerdì 27 marzo alle ore 19.30 presso la Libreria Nima,
Circonv.Nomentana 552 (staz.Tiburtina) si terrà la
presentazione de Il Pesciolino nero , capolavoro
dello scrittore iraniano Samad Behrangi. Interverrà
il curatore del libro Mario Casari, seguirà la lettura di
brani del libro sia in lingua italiana che in farsi.

La comunità cinese a Roma
Venerdì 27 marzo alle ore 19, in occasione della
presentazione del libro Il vicino cinese. La comunità
cinese a Roma
a cura di Valentina Pedone (Collana Vicina),
la Libreria Orientalia organizza un dibattito aperto
al pubblico sul tema "La comunità cinese a Roma".
Interverranno alcuni autori e la curatrice.

Rassegna sul Giappone
VersOriente organizza presso la propria sede, vicolo
Cellini 17, tre eventi sul Giappone: dal 27 marzo al
18 aprile
Giappone: immagini della memoria ,
una mostra fotografica di Angelo Paionni. Il vernissage è
venerdì 27 Marzo
alle ore 18. Sabato 28 Marzo alle ore
18,30 il professor Guidotto Colleoni terrà una conferenza dal
titolo Esempi di novità negli Haiku di Masaoka Shiki (1867-1902).
Martedì 7 aprile
alle 20,30, presso Doozo art book & sushi,
in via Palermo 51, si terrà l'evento gastronomico Sapori,
visioni, arti del Giappone
.

Ritratto del passato
Sabato 28 marzo dalle ore 18 presso la Libreria Griot,
in via di Santa Cecilia, 1/A verrà presentato il libro Ritratto
del passato
dello scrittore palestinese Ghassan Zaqtan, e
Lucy Ladikoff, traduttrice-curatrice del suo volume. Sarà
presente l'autore.
Ritratto del Passato è un racconto che si
snoda su una sequenza di ricordi, il cui oggetto
è una donna tanto importante da non aver neppure
bisogno di un nome: per tutto il racconto é semplicemente
lei. Attorno a lei ruota tutto, tema personale e tema storico
politico della Palestina, tema cultural popolare di una società
araba che riflette su se stessa e sul proprio passato.

Cinema d'Africa
Sabato 28 marzo alle ore 21 in via Valeriano 3f,
all'interno del week-end di formazione di
I livello per i volontari che partiranno per il Sud del Mondo,
il Servizio Civile Internazionale e La Città dell'Utopia invitano
alla proiezione di
 Munyurangabo / Giorno della Liberazione di
Lee Isaac Chung, 2007. La proiezione si inserisce
all'interno del "18° Festival Cinema Africano,
d'Asia e America Latina" ed è realizzata in collaborazione
con l' Associazione Studi America Latina. Ingresso gratuito.



      Istituzione Biblioteche di Roma
Roma Multietnica
via Zanardelli 34
00186 Roma
postato da: HermosaMariposa alle ore 11:51 | link | commenti
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mercoledì, 25 marzo 2009

SOLIDARIETà ;) :)




radiothon maratona casa oz

radiothon maratona casa oz









Domenica 22 Marzo Linus, Nicola Savino e Luciana Littizzetto insieme ad Alessandro Baricco e altri amici di Radio Deejay  hanno preso parte a Radiothon Maratona Casa Oz. Una maratona radiofonica in onda dalle 20 alle 24 sulle frequenze di Radio Deejay per raccogliere fondi a favore della Casa Oz.

Dal 16 al 29 marzo sarà possibile donare 1 euro inviando un sms al 48585 da cellulari privati TIM,Vodafone, Wind e 3 e aiutare così tante famiglie che vivono il dolore della malattia di un figlio. La stessa numerazione sarà valida da rete fissa Telecom Italia e in questo caso la donazione sarà di 2 euro. Per saperne di più www.casaoz.org

CasaOz, associazione senza fini di lucro, è una casa di
accoglienza diurna per i bambini malati e le loro famiglie, fratellini e sorelline compresi, creata a Torino nel maggio del 2007, aperta dalle 9 alle 19 dal lunedì al venerdì. CasaOz è un luogo in cui i bambini che affrontano la malattia possono trovare uno spazio sereno, in compagnia delle loro famiglie e di persone capaci di condividere, giorno per giorno, difficoltà e conquiste. Accompagnare il percorso della famiglia nelle situazioni di difficoltà indotte dalla malattia è l’intento di CasaOz.

Una casa speciale per quelli di Oz



casa Oz


Una grande casa di circa 500 metri quadri con soggiorno, cucina, stanze per attività di gioco e didattiche, dedicata ai bambini malati e alle loro famiglie; accanto quattro miniappartamenti per dare ospitalità diurna e notturna a genitori non residenti a Torino, che vengono in città per curare i propri figli all’ospedale infantile Regina Margherita. La nuova Casa OZ, presentata ieri al Top presso il Villaggio Olimpico, sta nascendo in via Villa Glori angolo corso Sicilia a Torino, su un terreno dato in comodato d’uso dal Comune di Torino. “Si tratta di sperimentazioni nuove di collaborazioni tra pubblico e volontariato, tra pubblico e privato sociale, tra pubblico e fondazioni - ha detto Marco Borgione, assessore ai Servizi Sociali della città di Torino - che rappresentano davvero il futuro, perché è impossibile continuare a pensare ad un assistenzialismo delle sole istituzioni pubbliche, ma occorrono forme nuove di collaborazione e di sussidiarietà orizzontale.” La nuova casa OZ è realizzata grazie ai contributi della Fondazione CRT e della Enel Cuore, una ONLUS che si occupa di progetti legati alla assistenza sociale e sanitaria di disabili, minori o anziani, e finanzia la realizzazione dell’edificio per oltre un milione di euro. Una casa semplice ed accogliente, ad emissioni zero, che consumerà solo energia solare ed energia geotermica. Un posto speciale immerso nel verde che si affaccia sul Po e vede il Regina Margherita dall’altra parte del fiume; per essere idealmente lontani, ma fisicamente vicini all’ospedale infantile. “Oggigiorno il problema sanitario non può essere risolto solo da un grande ospedale – ha detto Walter Arossa, direttore generale dell’ospedale S.Anna e Regina Margherita – ma è fondamentale che attorno all’ospedale vi siano strutture socio/assistenziali in grado di supportare la riduzione dell’ospedalizzazione, garantendo la presa in carico dei piccoli pazienti e delle mamme. Per questo iniziative come quella di Casa OZ sono molto importanti per la città.”


Casa OZ, attualmente sita in via Giordano Bruno 191, è nata un anno e mezzo fa grazie ad Enrica Baricco, fondatrice dell’associazione, una mamma che è passata attraverso il problema della malattia della figlia e sa bene di cosa si tratta; ma nulla si sarebbe realizzato senza un gruppo di volontari entusiasti, guidati da Annarosa Ossola, che dall’inizio sostengono l’associazione. Grazie al loro passa parola tra le madri di bambini malati, in un anno e mezzo Casa OZ ha accolto ben 97 famiglie, con oltre 1300 passaggi di bambini e adulti, seguiti da educatori ed assistenti sociali. Anima educativa e spirituale della casa è Marco Fracon, teologo collaboratore della chiesa di San Benedetto Abate a Torino; grazie a lui, lo staff dirigenziale ha ottenuto la consulenza educativa e metodologica gratuita del Gruppo Abele. “Quando uno arriva a casa OZ, piena di colori, di vita, di movimento, si sente un bambino e non un malato, con la voglia di sorridere, di giocare e di scherzare – ha spiegato Luigi Ciotti – e lo stesso accade alle famiglie, che vengono aiutate a vivere in modo meno oppressivo le proprie angosce e le proprie paure; per questo casa OZ è diventata un vero un luogo di speranza.” Una casa diurna nata per rispondere a bisogni diversi ed articolati, al servizio di chi vuole usufruirne, difficilmente codificabile nei rigidi parametri previsti dalle normative nazionali e regionali. E’ una ludoteca, un baby parking, un centro diurno dove vengono svolte attività di sostegno, di integrazione sociale e supporto scolastico a bambini sani e malati; ma è anche un centro famiglia, dove i genitori possono trovare accoglienza e supporto, di tipo socio/educativo. Ampio e qualificato il parterre di donne che sostengono l’associazione: da Evelina Cristillin, presidente della Fondazione del Teatro Stabile di Torino, a Paola Mastrocola, nota scrittrice torinese, a Luciana Littizzetto, che ha divertito la platea. “Il motore portante di casa OZ sono le donne – ha detto Luciana Littizzetto – ma di certo Torino brilla perché c’è un grande movimento culturale di persone che lavorano, si muovono, fanno cose molto diverse, si separano e si incontrano, come fanno le chiazze del brodo di gallina; insieme sono una grande energia.” Proprio come quelli di OZ.

Per InformadisAbile GIANNI LIPRANDI

dal sito:www.comune.torino.it       p.s.  All'ospedale S.Anna di Torino sono nata io




KARIBU

 

Karibu è una parola swahili che significa “benvenuto” ed è questo l’obiettivo della nostra associazione: dare il benvenuto all’Africa, alla sua storia e cultura. Karibu Afrika nasce dalla volontà di alcuni studenti della facoltà di Scienze Politiche di Padova nel maggio 2004. L’obiettivo primario è quello di farsi portavoce di tutte quelle persone conosciute a Nairobi, delle loro esperienze e progetti. Karibu Afrika ha numerose attività culturali e informative in Italia e in Kenya. Semestralmente organizza il corso “Studying Africa in Africa” che si svolge a Nairobi in collaborazione e all’interno dei progetti di Koinonia Community (ONG internazionale), Africa Peace Point (polo per la pace kenyano) e Amani (ONG italiana). A Nairobi collabora con la Hope International School e UNILAC, rispettivamente scuola e università dei rifugiati dei Grandi Laghi. Ha inoltre attività relative allo smaltimento rifiuti e tutela ambientale, al calcio e all’educazione all’interno della baraccopoli di Mathare. In Italia organizza conferenze, seminari ed eventi culturali con l’obiettivo d’approfondire tematiche solitamente poco affrontate dai media.
Il found raising è effettuato per sostenere i progetti in corso di realizzazione a Nairobi: l’aiuto economico non vuole creare dipendenza ma dare un incentivo iniziale alla realizzazione di attività che generino entrate economiche in loco.

Non crediamo nella cooperazione come asettico apporto economico a progetti decisi dall’alto, ma nella condivisione di progetti con persone locali e nell’alleviamento delle iniziali difficoltà infrastrutturali. Lo spirito di Karibu Afrika è quello di creare un modello nuovo di cooperazione basato sul protagonismo dei giovani e dell'Africa, una cooperazione che sia scambio e non puro e semplice dono. I nostri progetti in Africa sono nati tutti in loco previo accordo e progettazione co-partecipata con i nostri partner locali.

Così recita l’articolo 4 dello statuto di Karibu Afrika Onlus: “Scopi dell’Associazione - che non ha fini di lucro - sono quelli di realizzare progetti e programmi nel seguente campo prioritario: COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO. Si vuole favorire uno sviluppo sostenibile che possa gestire in maniera positiva le risorse umane, culturali, economiche e naturali dei Paesi africani. I progetti di sviluppo saranno realizzati in favore delle comunità locali africane e con il loro totale coinvolgimento.
Altre attività direttamente connesse saranno:

1. EDUCAZIONE. Karibu Afrika Onlus intende progettare azioni rivolte allo sviluppo educativo che abbiamo come beneficiarie le popolazioni africane in situazioni di pericolo: rifugiati, sfollati e baraccati prioritariamente. In Italia si fa riferimento alla creazione e gestione di attività nel campo dell’educazione in particolare con la nascita di ponti tra Italia e Africa e in favore dei nostri progetti africani. Gli interlocutori saranno bambini, giovani e adulti, in Africa.

2. CULTURA E INTERCULTURA. Si fa riferimento alla promozione di progetti di conoscenza, incontro, confronto e scambio interculturale. In Italia saranno invitate personalità africane di spicco per dare visibilità ai nostri progetti di cooperazione allo sviluppo mentre in Africa si promuoveranno i progetti locali.”
Karibu Afrika Onlus ha la sua base operativa a Padova ma ha gruppi di supporto e azione anche a Bologna, Pordenone e Torino. Da poco ha aperto una sede distaccata a Nairobi (Kenya).

 
 
 
 
KARIBU AFRIKA Onlus - Via Santa Sofia 5 - 35128 Padova - +393407777318 (Italia)

HOPE INTERNATIONAL SCHOOL

La HIS è una delle due scuole francofone per rifugiati presenti a Nairobi e destinate ai rifugiati dei Grandi Laghi. La scuola nasce nel 1994 dalla necessità di fornire alla gioventù africana proveniente dagli stati francofoni una preparazione intellettuale, culturale, morale e spirituale perchè siano protagonisti della stabilizzazione e sviluppo della società africana. La Hope International School ospita attualmente circa 200 studenti. La scuola offre una educazione sia primaria che secondaria, con lezioni in lingua francese e inglese e seguendo i curriculum scolastici burundesi, congolesi e rwandesi. Nella scuola vengono insegnate anche le lingue kiswahili (lingua comune dell’Est Africa), il kyrundi e il kinyarwanda (lingue parlate da burundesi, rwandesi e congolesi dell’est).
La Hope International School è situata in zona Race Course, a circa 10 Km dal centro di Nairobi, capitale del Kenya. In questo contesto trova posto una categoria di persone instabili che per anni hanno vagabondato per numerosi Paesi africani: sono i rifugiati burundesi, rwandesi e congolesi residenti (la maggior parte dei quali illegalmente) a Nairobi. Il Kenya ospita 330 mila rifugiati, di questi ben 100 mila vivono a Nairobi in condizioni di grande degrado, insicurezza e precarietà. Sono somali, sudanesi, etiopi ma anche persone provenienti dalla regione dei Grandi Laghi: persone fuggite dal colpo di stato burundese nel 93’, dal genocidio del Rwanda nel 94’, dagli attacchi effettuati ai campi rifugiati congolesi in cui risiedevano nel 96’, espulse dalla Tanzania nel 97’. Il paradosso è che il 91% dei rifugiati dei Grandi Laghi residenti in Kenya decide di vivere nella precarietà illegale di Nairobi piuttosto che andare a vivere in un campo rifugiati, perché? A molte persone è rifiutato lo status di rifugiato dall’UNHCR, altre persone con alle spalle pesanti esperienze nei campi rifugiati tanzaniani e congolesi preferiscono evitarli, altre ancora credono che Nairobi possa dare maggiori opportunità o essere la zona giusta per restare nell’anonimato. Attualmente a Nairobi ci sono circa 10.000 rifugiati dei Grandi Laghi. I rifugiati dei Grandi Laghi si trovano in un Paese, il Kenya, con loro non confinante, anglofono (e non francofono) e molto differente per usi, costumi, ambiente. L’educazione diventa il volano fondamentale per un miglioramento delle prospettive future dei giovani rifugiati; un’educazione realizzata seguendo un “curriculum dei Grandi Laghi” senza però dimenticare la realtà keniane nella quale si realizza. Gli studenti diplomati sono pronti sia per l'integrazione nella società kenyana che per il ritorno nei propri Paesi d'origine che per lo studio in altri Paesi (ex studenti stanno attualmente studiando in Italia, Inghilterra, Stati Uniti, Francia, ecc.)

mathare satellitare

 

 

 
 


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Casa Internazionale delle Donne

 

news casainternazionale delle donne

via della Lungara, 19 - 00165 Roma Tel 06.68401720 - Fax 06.68218287 - e-mail: cciddonne@tiscali.it




Care,


vi trasmetto l’invito per l’incontro di Giovedì 2 Aprile, Palazzo Valentini, durante il quale verrà presentato lo “Studio propedeutico al Bilancio di Genere della Provincia di Roma”. Il Bilancio di Genere è, per la Casa Internazionale delle donne, uno strumento fondamentale per valutare ed indirizzare l’impegno/l'impiego delle risorse pubbliche in maniera equa e che tenga conto delle differenze di genere. Su questo tema lavoriamo da molto tempo ed a questo studio la Casa internazionale delle donne ha partecipato sia in fase di proposta dei contenuti, delle metodologie e delle competenze da mettere in campo, sia durante la sua realizzazione, coordinando i diversi contributi ed organizando dei work shop.

Nella stessa occasione verrà anche presentato lo Strumentario (che troverete anche sul nostro sito) preparato con i materiali utilizzati per la formazione della Consulta femminile e dei funzionari della Regione Lazio, nell'ambito del progetto "Innovare la programmazione regionale in un'ottica di genere" realizzato dala Casa Internazionale delle donne con il CIRPS (Sapienza Università di Roma) e la Fondazione Brodolini.

Marina del Vecchio - Area Progetti Consorzio Casa Internazionale delle Donne

Giovedì 2 aprile 2009 - ore 09.30
Sala della Pace, Palazzo Valentini
Via IV Novembre, 119/A - 00187 Roma


Questa settimana vi segnaliamo:

Giovedì 26 marzo ore 18,30
Federica Giardini, Angela Lamboglia e Pina Nuzzo
presentano il libro Il corpo di Diotima
La passione filosofica e la libertà femminile di Patrizia Caporossi
(Edizioni Quodlibet). Sarà presente l’autrice
Organizza: Area Cultura Casa Inter.le delle Donne


Sabato 28 marzo ore10,00 
per la serie di incontri ABITARE LA CITTADINANZA. L'Europa siamo noi
Verso le elezioni europee - Incontri aperti con le parlamentari europee e con esperte e esperti italiani sui temi dei diritti e della cittadinanza europea

Incontro con Pia Locatelli 
Parlamentare europea, Commissione per i diritti delle donne e per la ricerca 

coordinato da Flavia Zucco
Dirigente di Ricerca CNR, fondatrice dell’associazione Donne e scienza

Introduce l’incontro Irene Giacobbe

Con Pia Locatelli e Flavia Zucco parleremo di: Donne e scienza
argomenti che riguardano la ricerca scientifica e la presenza e il ruolo delle donne
Numerose sono le domande sul tema della ricerca e della scienza: sulle cellule staminali, sul testamento biologico, sull’accanimento terapeutico, sulla procreazione assistita, sulle energie rinnovabili… su ciò che accade in altri paesi  e sulle possibilità di azione delle donne di scienza nel nostro paese e in connessione con altri.

Intervengono Sara Cabibbo Società delle storiche - Docente Roma3
Elena Gagliasso Filosofa della Scienza – Docente Uni la Sapienza
Grazia Labate Ricercatrice Università di York già sottosegretaria sanità.
Mirella Parchini Medico - ostetrica-ginecologa Associazione Luca Coscioni

partecipano e pongono domande le giornaliste:
Tiziana Bartolini NOI DONNE
Marina Pivetta IL PAESE DELLE DONNE
Eva Panitteri POWER & GENDER
Eleonora Selvi DONNA TV
Nella Condorelli WOMEN IN THE CITY


Martedì 31 marzo Ore 18,00
Conferenza Internazionale
Il Mediterraneo Cambia Volto: Creatività e Confini delle Donne Migranti
Un dialogo interculturale sulle donne e la migrazione nel Mediterraneo contemporaneo

Gratuita e aperta al pubblico, la conferenza ha lo scopo di promuovere un dialogo interculturale sulle donne e sulle migrazioni nel mondo mediterraneo dei nostri giorni. La conferenza si prefigge non solo di dimostrare le frontiere politiche, sociali e culturali che hanno caratterizzato la vita delle donne migranti, ma anche il loro contributo artistico, religioso, educativo e intellettuale nei confronti del paese di adozione. 

Traduzione simultanea: Inglese e Italiano

ore 18: Inaugurazione di DISLOCAZIONI Mostra collettiva delle giovani artiste de La Magnolia, spazio espositivo interno all'Area Cultura della Casa

ore 19: Saluto di benvenuto di Costanza Fanelli, Presidente della Casa Internazionale delle Donne

a seguire Proiezione del film Milan, diretto dalla regista filippina Olivia Lamasan, seguita da una discussione guidata dal Prof. Flaminio Di Biagi, docente e storico del cinema.

La conferenza prosegue nei giorni 1 e 2 aprile presso il Centro Studi Americani

Organizza: Loyola University Chicago / The John Felice Rome Center


se vuoi saperne di più visita sempre il nostro sito
www.casainternazionaledelledonne.org

TI ASPETTIAMO!!!!


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Cultura dell'AMBIENTALISMO

 






















per una scuola capace di futuro






 


 


 

 

Forum nazionale per una scuola capace di futuro

Come preparare le nuove generazioni ad affrontare le sfide di un

futuro che si presenta incerto e imprevedibile? Ne parliamo

insieme al mondo del volontariato, della cooperazione,

della solidarietà e dell'ambientalismo con l'obiettivo

di crescere nel Paese una responsabilità condivisa

per la riqualificazione della scuola italiana. A Roma il

27 e 28 marzo.

chimica verde

La chimica verde per una tutela dei restauratori e

dell'ambiente

Ridurre i fattori di rischio per la salute dei restauratori e

scongiurare l’impatto ambientale legato all’utilizzo di prodotti

di origine sintetica, promuovendone la sostituzione con prodotti

di origine vegetale. Sono gli argomenti su cui vogliamo

concentrare l'attenzione nel seminario previsto il 26 marzo

nel Salone del Restauro di Ferrara. Un incontro interessante

non solo per gli operatori del settore: l'utilizzo di sostanze

tossiche comporta ingenti costi sociali.

 

rifiuti

 

 

 

 

Rifiuti made in Italy

Le buone pratiche da replicare, gli errori da evitare, la

direttiva europea da recepire: l’emergenza rifiuti non è una

condanna definitiva per l’Italia,  se ne può uscire imboccando

la strada della gestione sostenibile. Confronto con le istituzioni

e gli operatori il 7 aprile a Roma. Nel corso del convegno verrà

presentato il libro

Rapporto Ambiente Italia 2009 - Rifiuti made in Italy.

stop the crop

 

 

 

 

Stop the crop

Scriviamo al Ministro delle Politiche Agricole e al Ministro

dell'Ambiente per chiedergli di esprimere parere

contrario riguardo alla coltivazione di piante geneticamente

modificate (OGM): aumentano le prove scientifiche

dell'imprevedibilità delle conseguenze per la nostra

salute e quella delll'ambiente.

nuova ecologia.it

La nuova ecologia.it

La voce storica dell'ambientalismo italiano online.

Legambiente
Direzione Nazionale
Via Salaria 403 - 00199 Roma
tel. 06 862681 - fax 06 86218474
www.legambiente.eu

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martedì, 24 marzo 2009

Pensate e a gran voce dite:"IO NON FARò COME RIHANNA"!!!!

Le donne afroamericane di New York e degli Usa, ma non solo loro, hanno lanciato un giustissimo messaggio:"Do something!"ovvero fa' qualcosa, quel fare qualcosa si riferisce al denunciare e lasciare mariti, compagni, fidanzati, boyfriend, violenti, irrispettosi, irascibili, maneschi(la denuncia vale ovviamente anche nel caso di familiari, parenti, padri, fratelli, zii, oltre che è pleonastico dirlo, di conoscenti, estranei, colleghi di lavoro, corteggiatori insani o stalker).Il loro motto è stato lanciato dopo le percosse subìte da Rihanna per mano del suo fidanzato. Le donne afroamericane hanno lanciato un importante messaggio:"Se il tuo uomo ti picchia o maltratta, non ti ama, lascialo e denuncialo!". La popolare conduttrice Oprah Winfrey ha avvertito e aperto gli occhi a Rihanna:"Il tuo fidanzato non ti ama, non tornarci insieme, pensaci, rifletti su quello che ti ha fatto, quello non è amore, è violenza". Umanamente mi spiace per la cantante Rihanna, guardate come l'ha ridotta il"suo fidanzatino", ma lei ha fatto passare un messaggio sbagliato, non seguite il suo esempio!!Lei in qualità di personaggio pubblico, famoso, aveva il"potere"e il dovere morale, l'obbligo, di dare il guusto esempio, agire diversamente, di denunciare e stigmatizzare le violenze!Una donna picchiata, maltrattata, offesa, umiliata, apostrofata con parolacce, è vittima di violenza. Rihanna, simbolo, modello, per tante ragazzine, avrebbe dovuto non restare con il suo carnefice, aguzzino, picchiatore, ma denunciarlo e dire pubblicamente ciò che hanno detto le donne afroamericane e la Winfrey in tv. Allego le orrende immagini di Rihanna(dal sito:www.gossippando.it. Non amo i gossip, i siti, i giornali, l eriviste e nella vita detesto chi fa "taglia e cuci", odio i pettegolezzi, ma questo gossip è importante per mostrare la realtà e mostrare anche ciò che non si deve fare ossia subire, tacere, e ciò che invece va fatto:ribellarsi e denunciare).

Il volto di Rihanna dopo l’aggressione di Chris Brown

spettegolato da GossipAddicted Venerdì 20 Febbraio 2009 alle ore 11:08 |

Compare in rete la foto fatta dalla polizia di Los Angeles alla povera Rihanna - che proprio oggi compie 21 - dopo l’aggressione del fidanzato Chris Brown la notte tra sabato 7 e domenica 8 febbraio scorso. Come annunciato la popstar riportava lividi ed escoriazioni in volto, ma a noi senza troppi sensazionalismi la cosa che ci fa più impressione e tenerezza sono i suoi occhi chiusi e il volto sofferente, forse anche per l’umiliazione di essere immortalata dopo tutto quello che aveva passato!

Ed intanto negli ambienti gossippari si sussurra che Rihanna ami ancora l’irrascibile e pentito fidanzato, come scrive il tabloid Star sulla sua ultima copertina (all’interno). E con l’occasione facciamo un sondaggio per capire se voi ‘gossippare’ perdonereste mai una cosa del genere. (3 immagini e 1 sondaggio all’interno)

Se foste Rihanna perdonereste Chris Brown?

  • SI (8.0%, 25 Voti)
  • NO (92.0%, 307 Voti)

Quindi, tutte insieme, bambine, ragazzine, adolescenti, ragazze, donne, di tutte le età ed estrazioni sociali, nazionalità, grado di scolarizzazione, studentesse e lavoratrici di tutte le professioni, stampatevi bene in mente l'immagine di Rihanna e di tutte le donne picchiate, stuprate, uccise, percosse, violentate, maltrattate, schiavizzate, vednute, nel mondo, ogni giorno, e pensate, attuate e dite:"Io non voglio agire e non agirò come Rihanna. Mai come Rihanna"!!
Da prendere invece ad esempio le storie, il coraggio, la forza, la dignità, il rispetto e l'amore per se stesse, di Suad e di Safiya. Ho finito di leggere altri due bellissimi libri della collana"Vite al bivio-Testimonianze di donne coraggiose". Dalla back cover di"Bruciata viva"di Suad:"Una voce di donna, con uno strano accento, mi dice in arabo:Ti aiuterò, abbi fiducia. Ti aiuterò, hai capito?Ho detto di sì senza crederci, tanto stavo male in quel letto, abbandonata al disprezzo degli altri. Una donna bruciata". Sì, Suad è una ragazzina cisgiordana, è stata bruciata viva dal cognato su ordine della famiglia stessa di Suad, perché era stata sedotta e abbandonata da un bastardo che le aveva detto di amarla e promesso di sposarla e invece l'aveva solo usata sessualmente e messa incinta, dandosela repentinamente e vigliaccamente a gambe, scappando da crudele codardo e stronzo. Sempre dal libro:"Suad sente il liquido freddo che la investe poi il fuoco. Le ustioni le hanno cancellato il volto, ma è salva e suo figlio viene dato alla luce dal suo corpo straziato. Un'altra donna(la determinata, coraggiosa e umana Jacqueline), l'operatrice di un'organizzazione umanitaria(Surgir, www.surgir.ch, contact:office@surgir.ch)riesce a sottrarla a chi avrebbe voluto portare a compimento ciò che era stato inizato(uccidere Suad, la madre di Suad cerca addirittura di ucciderla in ospedale facendole bere, a sua insaputa, del veleno, per fortuna un medico butta il bicchiere prima che Suad possa bere, impedisce ciò e salva la vita a Suad). E per Suada comincia una nuova vita. Suad ha scritto questo stupendo libro e tiene conferenze per portare la sua tesiomonianza e aiutare tante donne, di "torce umane", di donne bruciate vive, vittime dell'integralismo islamico ce ne son troppe, molte muoiono, ogni giorno vengono buciate vive in Pakistan, India, Cisgiordania, MediOriente, etc. Anche la storia di Safiya e il suo libro:"Io, Safiya", coinvolgono. "Safiya vive in un villaggio nel Nord della Nigeria dove viene applicata la legge islamica, che prevede la lapidazione per le donne che partoriscono fuori dal matrimonio(anche Safiya viene sedotta, messa incinta e abbandonata e subisce pure un processo durante il quale chi l'ha messa incinta, rinnega tutto, e dice di non conoscere Safiya, di non aver mai avuto rapporti sessuali con lei e che la bambina nata non è sua figlia). Scampata a una morte orribile e dolorosissima, grazie alla massiccia mobilitazione internazionale(petizioni in tutto il mondo, anch'io firmai per la sua salvezza), all'organizzazione Coopi, cooperazione internazionale e con sede di Milano(www.coopi.org), ai media di tutto il mondo(anche italiani!!), al suo  brillante avvocato, anche Safiya Hussaini Tungar Tudu porta la sua testimonianza in tutto il mondo. 
 

Libri (da primonumero.it)

a cura di Clelia Di Muzio




IO, SAFIYA
di Safiya Hussaini Tungar Tudu*
Sperling & Kupfer

Condannata alla lapidazione per aver avuto un figlio fuori dal matrimonio, Safiya Hussaini venne salvata grazie ad una notevole mobilititazione internazionale.

Nata e cresciuta in un villaggio nel nord della Nigeria, Safiya racconta la sua storia in questo libro. L'infanzia, la scuola, il matrimonio, i figli, la sua vita prima dell'incontro con l'uomo che cambiò il corso della sua esistenza. Da quel momento tutto prese un'altra piega. Il processo, l'angoscia, le difficoltà, la disperazione e poi la speranza, affidata ad un avvocato e al resto del mondo che, venuto a conoscenza della sua situazione, firmò petizioni per salvarla.

Non va dimenticato, però, che come Safiya molte altre donne sono state e sono condannate a morte per "colpe" simili. Non solo per aver avuto figli fuori dal matrimonio ma addirittura per essere state stuprate. Il paradosso di passare da vittime a carnefici.

Simbolo della condizione della donna nei paesi dove viene applicata rigidamente la Sharia (la legge islamica), la sua vicenda è anche la dimostrazione concreta di come può influire positivamente l'opinione pubblica nelle vicende politiche e giudiziali.

*Coautore Raffaele Masto

a cura di Alessia Mendozzi

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