Mercoledì 27 alle ore 20.00
Con Emma Bonino nel giardino della Casa Internazionale delle Donne, per parlare d’Europa, di democrazia e di laicità.
Vi aspettiamo in tante!
Organizza: AFFI e Casa Int.le delle donne
Giovedì 28 Maggio Ore 11.30
incontro
Dietro i respingimenti. La tratta delle donne
partecipano:
Carmen Bertolazzi, Associazione Oria d'aria
Daniela Conti, UISP
Oria Gargano,associazione Be free
Djamila Andrade, Marcia mondiale per la Pace e la nonviolenza (Mozambico)
Francesca Filippi, Differenza Donna
Patrizia Salierno, Progetto Rwanda-Rete Internazionale Donne per la Pace
Francesca Koch, Casa Internazionale delle donne
Coordina
Raffaella Chiodo, Rete Internazionale delle Donne per la Pace e Centro Benny Nato
L'incontro è promosso dalla Rete Internazionale delle donne per la Pace con l'obiettivo di affrontare il fenomeno della Tratta delle donne in Italia e nel mondo, grazie al contributo di donne che lavorano su questo tema e che operano da tempo a stretto contatto con le donne migranti dei Centri di Identificazione ed espulsione tra cui quello di Ponte Galeria...
Giovedì 28 maggio Ore 18.30
Il pensiero dell'esperienza
I testi nati dal XII Simposio dell'Associazione Internazionale delle Filosofe come strumento di lavoro e di pratica delle relazioni nel ciclo di incontri proposto dallíArea Cultura della Casa Internazionale delle Donne di Roma per l'anno 2009
X Incontro: Il piacere di educare
LETTRICI: Antonella Perticone, Irene Giacobbe
AUTRICI: Vita Cosentino
Organizza: Area Cultura Casa Int.le delle donne

Il regista premio Oscar per 'No man's land' porta sullo schermo un progetto di Krzysztof Kieslowski. "Non credo in Dio, per me l'inferno e il paradiso sono in questo mondo".
Danis Tanovic, regista bosniaco premio Oscar per 'No man's land', dopo aver raccontato l'inferno della guerra nell'ex Jugoslavia, oggi raccoglie la difficile sfida di portare sullo schermo l'ultima sceneggiatura del regista polacco Krzysztof Kieslowski.
Sophie, Celine e Anne sono tre sorelle che vivono a Parigi. Fra loro non è rimasto nessun legame, le tre giovani donne lottano in solitudine con i loro drammi: Sophie (Emmanuelle Béart) vive con dolore il tradimento del marito, Anne (Marie Gillain) non riesce ad accettare che il professore con cui ha avuto una relazione abbia deciso di non lasciare la famiglia. Celine (Karin Viard) infine è l'unica che si occupa dell'anziana madre malata (un'irriconoscibile Carole Bouquet).
Un segreto tiene unite queste sorelle così distanti accomunate non da una tragedia ma da un trauma. "La tragedia, intesa come tragedia greca, è possibile solo in una società religiosa - dice il regista - nel ventunesimo secolo non si crede più all'intervento divino nella realtà e per questo la tragedia non è più possibile".
E ancora, molti anni fa:
----------------------------------------------------------------- IL CASO "Affliction" e "The locusts" hanno portato ieri in primo piano la perfidia dei conflitti domestici
di MAURIZIO PORRO
Il festival denuncia: la famiglia e' un inferno Papa' ubriaconi, mamme torturatrici. Schrader: la violenza si tramanda. Kelley: la vita e' dolore. Non si saranno messi d'accordo, ma i due film ieri nella sezione pop di Mezzanotte e alternativa di Mezzogiorno sparano non a salve contro la famiglia, gia' presa di mira da Woody Allen nella scena iniziale, "(m)oralmente" audace del suo nuovo film. E' un Edipo arrabbiato come il Leone del logo della Mostra, che ruggisce a due diverse latitudini, egualmente spietate: in "Affliction" del calvinista Paul Schrader siamo nel paesaggio innevato e nel dolore attutito del New Hampshire, mentre in "The locusts" il debuttante John Patrick Kelley ci porta per mano nei paesaggi sensuali e sudaticci del Kansas del 1960, ai tempi di "Scandalo al sole", mostrandoci i retroscena di una lunga estate calda. Nel primo film il disastro generazionale appare subito quando l'agente di provincia Nick Nolte, che crede di scorgere un complotto omicida in un banale incidente, e' "protestato" dalla figlioletta. Tutto si spiega col flashback che ci mostra la sua infernale infanzia, pestato dal padre ubriacone: le colpe ricadono, eccome. "Sembra un giallo, ma in realta' ci stiamo addentrando in acque piu' profonde - spiega il regista -. Sono proprio quelle della violenza in famiglia, che si tramanda di padre in figlio: in questo senso il film affonda nell'anima nera degli uomini americani, che si trapassano la stessa rabbia, arrivando alle stesse afflizioni e frustrazioni". Non ha il copyright Usa questo problema, la cronaca nostrana e' zeppa di analogie. "La violenza maschile e' diffusa da noi, sta nel sangue, nelle ossa, e' un argomento importante. L'afflizione del titolo si riferisce infatti al dolore, alla violenza che il padre ha esercitato su di lui da bambino, come il padre di suo padre e tutti i padri prima di lui. E' la storia triste di qualcuno che cerca di correre piu' veloce del destino". Schrader e' coerente con un cinema silenzioso, notturno, fatto di speculazioni esistenziali e immobiliari, di prediche e bourbon, di gente che ama, odia, parla, straparla e dubita: finisce avvertendoci, per voce del prof. Willem Dafoe, che i "fatti non sono la storia", cioe' vanno separati dalle opinioni. Il giovane Kelley ci porta invece con le sue cinemascopiche "Locuste" (facile metafora: quando escono dal sottosuolo muoiono) in un ottimo noir rurale ripieno di cinema, lanciando in orbita una dark mother che affligge il figlio, giovanotto psicolabile con casetta sull'albero, con tale pervicace perfidia da condurlo al suicidio, nonostante il bel vagabondo in canottiera (l'atletico e sudato Vince Vaughn, un Marlon Brando, o un Paul Newman, e mezzo) si metta in mezzo proponendo amicizia virile e fraterna. "Niente da fare, la tragedia greca fa il suo corso - dice l'autore che dichiara affetti e debiti cine letterari con William Inge, Kazan, Tennessee Williams -. Credo che anche nei rapporti di famiglia a volte comandi la fatalita': la vita e' tutto un dolore, un incasinarsi, un fuggire". Ma lui porta fortuna: i suoi due protagonisti, Vaughn e lo straordinario Jeremy Davies, sono prenotati come divi di domani, uno e' aitante e uno mingherlino ("Per fare questo ruolo ho anche perso dodici chili e mi sono ispirato sia a Perkins sia a Clift"), ma sono stati entrambi scritturati da re Spielberg, che e' anche il marito della perfida madre Kate Capshaw, la colpevole che, a sua volta, puo' citare in causa il trauma dell'incesto. *
Porro Maurizio
Pagina 34
(29 agosto 1997) - Corriere della Sera
Corriere salute. Il concetto di "famiglie disfunzionali" e' stato introdotto da uno dei massimi psicologi americani, John Bradshaw (di cui gli editori Sperling & Kupfer hanno pubblicato il libro: "Rinascere all' amore"). La differenza tra famiglie funzionali e disfunzionali Bradchaw la fa passare attraverso il mondo delle regole che si instaurano fra genitori e figli: che possono essere flessibili e negoziabili, oppure rigide e caotiche. Facciamo qualche esempio di "famiglie disfunzionali". Famiglie cultuali. Le definiamo cosi' , in quanto domina un sistema di culto, ossia una rigida ideologia considerata sacra. E' la tipica famiglia patriarcale: le regole imposte dai genitori sono considerate quasi una "sacra dottrina". Questo tipo di famiglia esige obbedienza cieca: i comportamenti vengono considerati assolutamente buoni o cattivi, senza vie di mezzo. Sono, per esempio, i genitori a scegliere gli amici per i figli, i quali, con il tempo, assorbono questo rigido sistema di regole e le ripetono quasi membri fedeli di un culto fino a farsi la spia l' un contro l' altro dinanzi ai genitori. Qui ogni figlio diventa una sorta di propaggine dei genitori e vivono tutti in sistemi coercitivi, punitivi e crudeli; i membri delle famiglie cultuali, rigidamente educati alle buone maniere e alla buona impressione da offrire all' esterno, giungono ad essere ossessionati dai rituali, che spesso ruotano intorno alla religione, al cibo e al sesso. Famiglie caotiche. Questo tipo di famiglie ha regole rigide, ma contraddittorie. I genitori insegnano si' la disciplina ai figli, ma per se stessi non hanno regole e si comportano in modo imprevedibile. Un giorno il bambino rovescia il latte per terra e la mamma si mostra comprensiva; la settimana dopo, dinanzi allo stesso evento, urla di collera. E' impossibile che quel bambino impari a fidarsi di qualcuno e, purtroppo anche di se stesso. I bambini allevati nel seno di famiglie caotiche sono spinti ad occuparsi delle necessita' dei genitori; poiche' questi ultimi sono spesso immaturi e infantili, si aspettano che siano i figli a renderli felici. Famiglie corrotte. A differenza delle famiglie cultuali, i genitori delle famiglie corrotte sono spudorati in quanto non sono stati capaci di formarsi una coscienza morale. Non pochi criminali provengono da questo tipo di famiglie, la cui regola celata e' : "Prendi tutto quello che vuoi". Non ci sono regole morali: si tratta di "noi contro gli altri" e tutti i mezzi sono considerati leciti. Puo' richiedere che si imbrogli, si menta, si picchi, addirittura si uccida in nome della famiglia. La mafia vive la logica di una "famiglia" del genere. Luigi Zuffada ----------------------------------------------------------------- Corriere salute. PER TUTTI LIBERTA' DI PAROLA Come sono le famiglie funzionali? Quelle in regola? Sono formate da persone che sanno mostrarsi sensibili ai sentimenti, alle necessita' , ai pensieri e ai desideri degli altri. Nelle famiglie funzionali tutti i membri possono liberamente esprimere cio' che sentono, pensano o desiderano. I problemi vengono affrontati in modo aperto ed efficace. Ci si consulta; i genitori sanno ascoltare i figli e insegnano ad ascoltare gli altri. Ogni membro puo' esternare i propri sentimenti (rabbia, paura, tristezza, amore) senza essere penalizzato o messo subito a tacere. ----------------------------------------------------------------- Corriere salute.UNA SOLA? Scomode eredita' Anche le regole familiari, quelle che governano l' infanzia, sono determinanti per lo sviluppo della personalita' di ogni individuo. E possono condizionarlo negativamente quando sono troppo rigide oppure troppo confuse. Vediamo perche' Noi impariamo ad amare durante la nostra infanzia e riceviamo impronte indelebili sulla nostra personalita' nell' ambito della famiglia che il destino ci ha riservato. Ognuno di noi ha subito condizionamenti, vere alterazioni della personalita' causate da pressioni esercitate, in buona o cattiva fede, dai genitori, a loro volta vittime inconsapevoli di condizionamenti ricevuti nell' infanzia. Non e' per nulla agevole liberarsi da questi condizionamenti: l' eta' dell' infanzia e' alimentata da bisogni, ma quello piu' importante e' il cosiddetto bisogno della separazione, cioe' la necessita' che ci venga permesso di separarci da quelle figure originali che sono i nostri genitori. Senza questo processo, non impariamo a realizzarci, a diventare individui autonomi e liberi. Vi sono "tipi" di famiglie che possono condizionare in maniera negativa le nuove generazioni.
Oliverio Ferraris Anna
Pagina 016.017
(25 novembre 1996) - Corriere della Sera
La famiglia quindi è stata, è, sempre più croce che delizia, in genere. Condivido quanto scrive la psicologa Lo Monaco:
di Annalisa Lo Monaco
Psicologa, Consulente Sessuale e delle Relazioni Affettive
Nel libro recentemente scritto da Vittorino Andreoli, (Lettera alla tua famiglia-ed. Rizzoli) si rappresenta un ritratto di famiglia ideale. Si descrive in questo libro, una famiglia al cui interno sono presenti solidarietà, comunicatività, tolleranza e rispetto; aspetti fondamentali, soprattutto quest’ultimo, se si vuole parlare di sana e serena convivenza. Leggendo questo bel libro di Andreoli ho avuto, tuttavia, la sensazione di una sorta di magnificazione di una realtà che non sembra trovare riscontro nella situazione attuale.
Siamo tutti concordi sul fatto che un nucleo familiare composto da persone con diverse personalità, dovrebbe avere all’interno momenti di scambio proficuo e di crescita e, dove questo non fosse possibile, dovrebbe vigere, almeno, una gestione dei propri spazi rispettosa di quelli altrui.
La realtà intorno è costellata da un preoccupante numero di famiglie disgregate. E per disgregazione non intendo le famiglie separate; nella realtà ci sono coppie che restano insieme anche quando il rapporto non esiste più per una serie di motivi spesso fittizi: mantenimento delle apparenze, stabilità emotiva dei figli, interessi economici, paura di stare soli, di ricominciare ecc. Questo malinteso senso del significato di famiglia provoca, a volte, l’insorgenza nei figli adolescenti di sintomi quali anoressia, bulimia, attacchi di panico, ansia, disadattamento ecc.. che altro non sono se non la denuncia di situazioni familiari ormai svuotate. Questi malesseri non è raro che diventino patologici, in quanto hanno il preciso scopo di mantenere pseudo-equilibri all’interno della famiglia stessa.
Quando all’interno di una famiglia, la coppia, purtroppo, anche dopo tentativi di risanamento non è più sanabile, l’attuazione di un distacco gestito con civiltà e salvaguardia dei minori, risulta essere l’unica scelta da operare e degna del massimo rispetto. E’ un segno di civile responsabilità da parte dei genitori riconoscere la fine del loro rapporto coniugale e civilmente renderne partecipi i figli. Spiegare e dimostrare che la fine del rapporto non significa affatto la fine del rapporto genitoriale che, al contrario, ne può venire rafforzato. Conosco padri che, totalmente assenti da casa durante la vita matrimoniale, dopo la separazione sono riusciti a modificare comportamenti che hanno permesso loro di instaurare/recuperare, anche con l’aiuto di esperti, il rapporto con i figli. Sarebbe molto più sano anche se doloroso, interrompere legami esauriti che potrebbero rivelarsi tossici per i figli, al punto di istaurare in loro il dover/voler ripetere, una volta adulti, atteggiamenti disarmonici appresi in famiglia.
Infatti, durante una recente consulenza, una paziente ha raccontato di aver sposato coscientemente un uomo che sapeva non adatto a lei. Da quest’uomo si era separata infatti dopo circa un anno e mezzo di matrimonio e con una bambina di pochi mesi. Perché? per realizzare quello che la madre non era riuscita a fare: troncare un legame matrimoniale di cui era stata vittima ma dal quale non era mai riuscita a liberarsi. Questa paziente aveva vissuto e interiorizzato a tal punto il malessere della madre, che l’unico modo per affrancarsene per lei era stato quello di replicare l’esperienza materna, cambiando però il finale per dimostrare a sé stessa e al mondo: io non ho subìto, ce l’ho fatta a liberarmi. Molto triste, liberatorio ma triste.
Perché parlo della coppia e dell’importanza della coppia? Perché si è visto che quando questa non funziona quando il rapporto moglie/marito, uomo/donna non è equilibrato e sano, la famiglia non è sana ed equilibrata. Quello che secondo me sarebbe importante fare, è un passo indietro nel cercare di capire cosa c’è dietro a tante separazioni che avvengono dopo pochi anni di matrimonio, se non addirittura dopo pochi mesi.
Siamo in molti, infatti, a sentire l’esigenza di incontri supportivi per coppie in crisi e non solo, preparatori anche per future coppie all’inizio di quella che si può definire: ‘la grande avventura della vita a due’. Nell’ambito di questi incontri condotti da vari esperti, si potrà trovare un appoggio, un sostegno e sarà possibile apprendere quella capacità di riflessione e comprensione verso il matrimonio che, secondo Whitaker 1), è:“Il veicolo e il compendio dell'intimità adulta, costituita da una consuetudine duratura. E' la grande arena accettabile per sperimentare la vicinanza umana" .
Una progettualità per il futuro da condividere, una visione simile della vita ma, soprattutto, soffermarsi su tre aspetti fondamentali, spesso anelli deboli della vita a due :
Le aspettative, spesso esagerate nei confronti dell’altro che crediamo/speriamo possa risolvere i nostri problemi, rassicurarci, riparare antiche ferite….
La comunicazione, la difficoltà di esprimere all’altro le nostre necessità e i nostri desideri; l’incapacità di saper ascoltare veramente il partner; la difficoltà nel gestire il litigio, forma di comunicazione di cui bisogna imparare l’arte se non vogliamo che sia ripetitivo, collerico e alla fine inconcludente. Il silenzio, altra forma di comunicazione, difficile, ma spesso carica di significati.
Le crisi, che non devono necessariamente essere segnali di una fine imminente, ma spesso, per dirla con Piaget 2), sono un’assimilazione e un accomodamento alle situazioni esterne che cambiano; magari sarà sufficiente spostare qualche paletto messo per delimitare nostri e altrui spazi.
Si può stare bene insieme e si possono serenamente e armoniosamente crescere i figli, affrontando insieme il futuro e il tempo che passa tenendo sempre a mente che “… rendere felici chi si ama è impegno costante e quotidiano”’.
La famiglia perfetta che ci sorride dallo schermo, ben vestita, rilassata e felice con una casa sempre pulita nonostante cani e gatti ecc… non esiste.
Esistono però persone diverse fra loro che vivono insieme cercando di rispettarsi; cercando di amarsi (non è sempre scontato e facile l’amore); cercando di andare avanti con coraggio nel percorso a ostacoli che è la vita, affrontando insieme difficoltà finanziarie, problemi di salute, di lavoro, delusioni affettive, insuccessi ecc. Una famiglia dove il rapporto viene ricreato/ricercato giorno dopo giorno e se ne ha la consapevolezza, ma dove si può parlare di tutto e si è ascoltati, dove nessuno può o deve sostituirsi all’altro, dove non si è giudicati ma dove si può contare su una mano e dove la mano si è disposti a tenderla anche all’esterno. Per dirla con Solov'ev 3): …solo all'interno della famiglia l'uomo sente di possedere un valore assoluto, di essere insostituibile. Per questo motivo la famiglia è modello e cellula costitutiva della fratellanza universale e della società umana".
Questo permetterà ai figli di crescere sicuri, di imparare l’accoglienza e la generosità, la tolleranza, la compassione, senza lasciarsi influenzare dal qui e ora consumistico. Per realizzare che la famiglia non è una risorsa ma è la risorsa, occorre imparare l’impegno costante e quotidiano e servono azioni e non parole.
1) Carl Whitaker – psicologo della Terapia familiare 2) Jean Piaget - psicologo svizzero dell’età evolutiva(1896-1980). 3) V. S. Solov’ёv (1853-1900) filosofo russo. Il suo pensiero è esposto in modo interessante nel “I tre dialoghi e il breve racconto dell’Anticristo”, dato alle stampe l’anno della sua morte.
Conosco famiglie apparentemente felici e sane, leggo e guardo in tv storie di famiglie malate, violente, di abusi sessuali, percosse, violenze sessuali, fisiche, psicologiche, verbali, morali, vessazioni, parolacce, offese, menefreghismo, mancanza di dialogo e fiducia, menzogne, tra marito e moglie, tra conviventi, tra genitori e figli. Uomini che picchiano le mogli, mogli che urlano e sono nevrotiche, anaffettive, mancanza di amore e rispetto tra i partner, tradimenti, violenze varie, frustrazioni, inganni. Madri che buttano nei cassonetti della spazzatura i neonati, madri che peggio di Medea torturano, ammazzano i propri figli, padri che stuprano le figlie e i figli, urla e liti nelle case e nei condomini italiani ogni giorno, oppure algidi silenzi, incomunicabilità, zero dialogo, rancori, odio, risentimenti, rabbia, dolore, tanto dolore. Fratelli coltelli, fratelli che si fregano la ragazza, sorelle invidiose che si fanno dispetti, rubano i vestiti, si detestano, invidia, gelosia, competitività tra fratelli, conflitti di coppia, confilitti tra genitori e figli. Ipocriti mariti e padri di famiglia che vanno con trans, o sono pedofili o pedopornografi;famiglie in cui droga e soldi la fan da padrone, coppie e famiglie in cui c'è melma, segreti, scheletri negli armadi, schifo, il peggio del peggio e in genere occultato... Non conosco una famiglia veramente sana e felice, vera, adamantina, pulita, onesta, equilibrata, fondata su valori e non sul consumismo, dispensatrice di serenità, pace, amore, rispetto, fiducia, altruismo, non conosco coppie eternamente innamorate in cui entrambi danno e ricevono amore, ma fatto più importante si sentono amati, amare ed essere amati non è tanto importante quanto lo è il sentirsi amati!La pubblicità propone false immagini di coppie e famiglie perfette che non esistono nella vita quotidiana!Forse solo nei film si vedono coppie, famiglie imperfette, ma sane, intrise di amore e rispetto tra i due partner e tra tutti i membri della famiglia.
LA CASA INTERNAZIONALE ACCANTO
ALLE DONNE DE L'AQUILA
La Casa Internazionale delle Donne già subito dopo il tremendo terremoto che ha colpito l'Aquila ha preso contatti con alcune donne e Associazioni che in quella realtà operano da tempo per le donne. In accordo con loro si decise di concentrare ogni azione di solidarietà delle donne e delle Associazioni della Casa in due direzioni:
1) aiutare la ripresa dell'azione sul territorio del Centro Antiviolenza che operava nei locali dell'AIED;
2) sostenere e supportare i progetti di ripresa della Biblioteca delle Donne, centro importante di aggregazione femminile ospitata negli stessi locali del Centro antiviolenza.
Nei prossimi giorni verranno meglio definite con le amiche de l'Aquila tappe e concrete azioni comuni. La prima cosa però è aderire subito alla richiesta di risorse per la riapertura del Centro antiviolenza, come indicato nell'appello che segue. Invitiamo tutte le donne e le Associazioni
A FARE LA LORO PARTE.
La Casa Internazionale delle Donne
SOSTEGNO PER LA RIAPERTURA
DEL CENTRO ANTIVIOLENZA PER LE DONNE DELL’AQUILA
Il Centro antiviolenza per le donne della provincia dell’Aquila è un progetto iniziato circa due anni fa dal gruppo donnEmanifestE, composto da moltissime realtà di donne del territorio, associazioni, gruppi, movimenti, tra cui anche le Donne in Nero dell’Aquila.
Il Centro per diventare operativo, si è appoggiato presso i locali del Consultorio AIED, che partecipa al progetto, così come l’associazione Biblioteca delle donne, anch’essa ospitata negli stessi locali situati nel centro storico dell’Aquila.
Il Centro antiviolenza conta su circa venti donne del gruppo donnEmanifestE, che hanno garantito alle donne che si sono rivolte al Centro: consulenza gratuita legale, psicologica e medica, avvalendosi della collaborazione di psicologhe, di ginecologhe e di un'avvocata, con la copertura iniziale di un primo finanziamento da parte della provincia dell’Aquila.
Al Centro, in due anni di attività si sono rivolte moltissime donne italiane e migranti, vittime di violenza maschile, soprattutto domestica. Dopo il terremoto la sede non è più agibile e tutte le donne del Centro, sia le operatrici che le utenti, vivono oggi la condizione di sfollate.
Nonostante questa difficilissima e dolorosa condizione, è convincimento di tutte le donnEmanifestE, l’urgenza di riaprire un luogo fisico per ridare visibilità al Centro antiviolenza, per riannodare i fili delle relazioni con le donne e per ricostruire un luogo di accoglienza e di scambio di vissuti per le donne, soprattutto in un momento come questo, nella morsa di una emergenza di vita, che spinge a chiudere in se stessi i nuclei familiari e rafforza i rapporti di potere tra uomini e donne al loro interno. A fronte dell’incertezza dei tempi della ricostruzione, dell’entità dei fondi e della loro destinazione, la necessità prioritaria per il Centro è di ricostruire da subito un luogo, anche provvisorio e precario, ma riconoscibile per le donne, per poter riprendere la propria pratica e non perdere l'esperienza maturata finora.
La condizione di grande difficoltà di tutte le donne che hanno dato vita al progetto del centro antiviolenza, ci impedisce di far fronte da sole alla ripresa dell’attività del Centro, e per questo avremmo bisogno di un sostegno concreto attraverso una campagna di solidarietà per il Centro antiviolenza dell’Aquila.
Per inviare contributi:
c/c IBAN IT88S0501812100000000126343
tratto su Banca Popolare Etica
intestato a: Associazione Biblioteca delle Donne Melusine
Via delle Tre Spighe n°1, 67100 L'Aquila
Codice fiscale: 93005400663
Causale: emergenza terremoto Centro Antiviolenza.
Per info: Simona Giannangeli 335/8305681, Valentina Valleriani 328/2424103.
| La Biblioteca Guglielmo Marconi, via Gerolamo Cardano 135, esteggia lunedì 25 maggio alle ore 17.30 la fine del primo corso di italiano per donne di madrelingua araba che si è tenuto da Novembre 2008 a Maggio 2009. Con l'occasione la comunità araba della città e tutti gli appassionati potranno scoprire lo scaffale di libri in lingua inaugurato a Novembre dello scorso anno, che conta oggi 290 volumi: libri di letteratura per ragazzi e per adulti, classici, best-seller e saggi da consultare o prendere in prestito. |
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| Gemellaggio internazionale Un ponte con l'Africa Dal 17 maggio al 6 giugno l'Associazione Pane&Rose onlus di Roma ha organizzato il Gemellaggio Internazionale "Un Ponte con l'Africa". L'evento in corso vede a Roma una delegazione di 10 piccoli studenti e di 3 accompagnatori della scuola elementare del villaggio di Mondo nella Regione del Kanem in Ciad, dove la stessa Associazione è presente ormai dal 2004 con il progetto idrico Sahara Verde che insieme alle popolazioni locali, sta realizzando la Strada dell'acqua nella fascia tra i due deserti del Sahel e del Sahara. |
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| Interpoetando, serata dedicata alle poesie del mondo Venerdì 22 maggio alle ore 19.30, presso La Città dell'Utopia, via Valeriano 3F, prosegue l'iniziativa nata nell'ambito dell'anno internazionale dell'Unesco sulla lingua madre. La Città dell'Utopia, in collaborazione con Tanny Giser ("Le Tessitrici") organizza una serie di serate dedicate alle poesie del mondo, con letture in lingua madre e dialetto. La quinta serata sarà sul tema Casa. Tutti possono partecipare inviando la propria poesia e la traduzione entro mercoledì 20 maggio . |
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| Voce e suoni di due poetesse della Stella del Sud L'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, il Ministero per i Beni Culturali in collaborazione con l'Associazione Culturale Nuovi Orizzonti latini presenta venerdì 22 maggio alle ore 17 presso la Sala delle Conferenze dell'Istituto Demoetnoantropologico (Museo delle Arti e Tradizioni Popolari), in piazza Marconi 8- 10 Voce e suoni di due poetesse della Stella del Sud, un recital di due poetesse latinoamericane, Rayen Kvyeh e Gladys Basagoitia. |
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| Torneo di calcio Fun Cup: Sabato 23 maggio presso il Centro Sportivo "Fulvio Bernardini", via dell'Acqua Marcia 51, si conclude il torneo di calcio "Fun Cup", che ha visto confrontarsi sul terreno dell'accoglienza, del dialogo, e dell'integrazione oltre 100 ragazzi italiani e stranieri provenienti dalle Scuole Medie Superiori e dai Centri di accoglienza per minori della Provincia di Roma. Un'iniziativa nata dall'esperienza della Liberinantes Football club - la prima squadra di calcio interamente composta da giocatori vittime di migrazione forzata - dove lo sport, il gioco e il campo di calcio diventano strumenti e spazi per incontrarsi e conoscersi. |
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| Maggio Africano. Mettiamoci in gioco! Sabato 23 e domenica 24 maggio in occasione della Giornata dell'Africa e in concomitanza con la Giornata mondiale del Gioco, l'Associazione amici del museo Pigorini e la Libreria Griot organizzano Mettiamoci in gioco!un gioco africano di strategia. E' un evento che consentirà di imparare a giocare uno dei meno conosciuti, ma più interessanti, giochi di strategia, diffuso con nomi diversi su tutto il continente africano, in America dove è passato con gli schiavi, in Medio Oriente e in Asia orientale. Mettiamoci in gioco! sarà un'occasione per conoscere l'altro giocando, iniziando al mattino al Museo Pigorini all'Eur e proseguendo nel pomeriggio alla Libreria Griot in Trastevere. Una maratona di gioco (workshop, tornei, incontri) che ha come obiettivo la creazione di un momento di confronto e di dialogo tra culture e tra generazioni, stimolando, la reciproca comprensione e il riconoscimento delle differenze. |
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| Handala Sabato 23 maggio alle ore 18, presso la libreria Fuori Posto, via Oreste Mattirolo 16, avrà luogo la presentazione del libro Handala di Miriam Marino, disegni di Naji Al Ali, casa editrice Stelle Cadenti. Interverranno l'autrice Miriam Marino e Nicoletta Crocella della casa editrice Stelle Cadenti. |
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| La Cina alla conquista dell'Africa. Domenica 24 maggio alle ore 19.00, in occasione della giornata mondiale dell'Africa, presso la libreria Griot, via di S. Cecilia 1/A, si terrà l'incontro "La Cina alla conquista dell'Africa". Partecipano Jean-Léonard Touadi e Irene Panozzo. Saranno presentati due libri inchiesta, Safari Cinese: Petrolio, risorse mercati. La Cina conquista l'Africa, di Cecilia Brighi, Irene Panozzo e Ilaria M. Sala e Cinafrica, scritto dai giornalisti Serge Michel e Michel Beuret, insieme al fotografo Paolo Woods. |
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| La Madre Africa. Diaspora Africana tra testimonianza e responsabilità In occasione della Giornata Internazionale per l'Africa, la Diaspora Africana Europea - Italia organizza La Madre Africa. Diaspora Africana tra Testimonianza e Responsabilità. L'incontro che si terrà domenica 24 maggio dalle ore 14,30 alle ore 20 presso la Sala convegni Salesiani, in via Marsala, 42 sarà occasione di riflessione su una terra dalle origini antiche, ma capace di rinnovarsi continuamente, oggi anche grazie alla Diaspora. |
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| Sport Against Violence Dal 23 al 31 maggio si svolgerà allo Stadio delle Terme di Caracalla, la seconda edizione della manifestazione Sport Against Violence (sport contro la violenza), un'occasione di incontro, confronto, aggregazione, conoscenza e sport. Sport Against Violence ha un programma fittissimo di eventi, tra i quali segnalamo l'appuntamento del 25 maggio ore 17, un incontro su Immigrazione e Salute |
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Il logo della campagna
| La biblioteca Guglielmo Marconi, via Gerolamo Cardano 135, ospiterà fino al 22 maggio una serie di iniziative a cura di Goinginformagiovani dedicate all'India: due incontri, uno dedicato all'arte, l'altro alla danza, giovedì 21 maggio alle ore 18, una mostra fotografica, un ciclo di film, un allestimento bibliografico a cura di Bhagavat Atheneum. Bhaktivedanta Cultural & Educational Library. |
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| Come un uomo sulla terra Giovedì 21 maggio alle ore 20.30, presso il centro Il Fiume, via dei Dalmati 37, SHARE - Human Life Project con l'associazione Il Fiume, per la rassegna Condivisioni (documentari d'impegno sociale, diretta da Riccardo Biadene) presentano: Come un uomo sulla terra un documentario di R. iadene, A. Segre, D. Yimer. E' la voce diretta dei migranti etiopi sulle brutali modalità con cui l a Libia sta operando il controllo dei flussi migratori per conto e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa. Come sempre, la serata prevede uno spazio di informazione e comunicazione con l'offerta di una cena a buffet. La quota di partecipazione individuale, di 10 euro, verrà devoluta a sostegno del progetto di Archivio della Memoria Migrante. |
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| La lingua italiana come passaporto per la cittadinanza attiva Giovedì 21 maggio nella Sala Convegni dell'Hotel Massimo D'Azeglio, in via Cavour, 18 dalle ore 9.30 alle ore 17.30 si terrà il convegno La lingua italiana come passaporto per la cittadinanza attiva.Il convegno affronterà la tematica dell'insegnamento/apprendimento della lingua italiana agli stranieri focalizzando l'attenzione sulla relazione esistente tra formazione e promozione dei processi di cittadinanza attiva. Sono previsti brevi workshop su aspetti metodologico-didattici: l'interlingua e la didattica acquisizionale; apprendimento e didattica per differenti target di migranti (le esperienze con adolescenti, adulti, detenuti, etc.). Il Convegno sarà aperto da Francesco Florenzano, Presidente dell'UPTER e si svolgerà durante tutta la giornata con interventi di esperti. |
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| Serata per il Congo: Musica contro silenzio Amka onlus e Pizzicarms organizzano, per venerdì 22 maggio alle ore 21.30 una serata di musica senegalese e pizzica pugliese all'Alpheus in via del Commercio, 36. La serata prevede due interventi musicali: gli Yar Ensemble interpreteranno un originale incontro tra musica popolare italiana e persiana; il gruppo senegalese Tam Tam Morolà eseguirà una performance di ritmi africani accompagnati da strumenti occidentali con danze travolgenti di origine tribale e coreografie di particolare intensità. L'intero incasso della serata sosterrà due interventi di sviluppo nella Repubblica Democratica del Congo. La serata all'Alpheus prevede, oltre agli interventi musicali, la proiezioni di alcune immagini esclusive girate da Giuseppe Carrisi in Congo e la presentazione di una mostra fotografica a cura di Amka. |
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| Interpoetando, serata dedicata alle poesie del mondo Venerdì 22 maggio alle ore 19.30, presso La Città dell'Utopia, via Valeriano 3F, prosegue l'iniziativa nata nell'ambito dell'anno internazionale dell'Unesco sulla lingua madre. La Città dell'Utopia, in collaborazione con Tanny Giser ("Le Tessitrici") organizza una serie di serate dedicate alle poesie del mondo, con letture in lingua madre e dialetto. La quinta serata sarà sul tema Casa. Tutti possono partecipare inviando la propria poesia e la traduzione entro mercoledì 20 maggio . |
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| Voce e suoni di due poetesse della Stella del Sud La Dott.ssa Stefania Massari, Direttore dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, il Ministero per i Beni Culturali in collaborazione con l'Associazione Culturale Nuovi Orizzonti latini presenta venerdì 22 maggio alle ore 17 presso la Sala delle Conferenze dell'Istituto Demoetnoantropologico (Museo delle Arti e Tradizioni Popolari), in piazza Marconi, 8-10 Voce e suoni di due poetesse della Stella del Sud, un recital di due poetesse latinoamericane, Rayen Kvyeh e Gladys Basagoitia. |
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| Maggio Africano. Mettiamoci in gioco! Sabato 23 e domenica 24 maggio in occasione della Giornata dell'Africa e in concomitanza con la Giornata mondiale del Gioco, l'Associazione amici del museo Pigorini e la Libreria Griot organizzano Mettiamoci in gioco!un gioco africano di strategia. E' un evento che consentirà di imparare a giocare uno dei meno conosciuti, ma più interessanti, giochi di strategia, diffuso con nomi diversi su tutto il continente africano, in America dove è passato con gli schiavi, in Medio Oriente e in Asia orientale. Mettiamoci in gioco! sarà un'occasione per conoscere l'altro giocando, iniziando al mattino al Museo Pigorini all'Eur e proseguendo nel pomeriggio alla Libreria Griot in Trastevere. Una maratona di gioco (workshop, tornei, incontri) che ha come obiettivo la creazione di un momento di confronto e di dialogo tra culture e tra generazioni, stimolando, la reciproca comprensione e il riconoscimento delle differenze. |
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| Giochiamo con il mondo! Sabato 23 maggio dalle 16.30 alle 18.30 al parco di via delle Baleniere (angolo via Molucche) La Tenda dei Popoli organizza un pomeriggio di giochi dal mondo per bambini dai 5 ai 10 anni e a seguire merenda in bottega con i prodotti del commercio equo e solidale! La partecipazione all'evento è gratuita e non richiede prenotazione. |
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| Kodò - I tamburi giapponesi dell'isola di Sado Da sabato 23 a mercoledì 27 maggio all'Auditorium Parco della Musica i Kodò si esibiranno in prima italiana con due spettacoli: Mono Prism dal 23 al 26 maggio e Ekkyo:oltre i confini il 27 maggio. Nel primo spettacolo i Kodò e l'Orchestra di Santa Cecilia si esibiranno per la prima volta insieme: uno straordinario confronto tra le antiche e potenti percussioni della tradizione giapponese e un'orchestra sinfonica europea. In Ekkyo:oltre i confini i Kodò si esibiranno in un recital dove il suono arcaico e vibrante dei taiko (tamburi tradizionali giapponesi) si uniscono alle conturbanti coreografie e costumi degli artisti. |
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| La Madre Africa. Diaspora Africana tra testimonianza e responsabilità In occasione della Giornata Internazionale per l'Africa, la Diaspora Africana Europea - Italia organizza La Madre Africa. Diaspora Africana tra Testimonianza e Responsabilità. L'incontro che si terrà domenica 24 maggio dalle ore 14,30 alle ore 20 presso la Sala convegni Salesiani, in via Marsala, 42 sarà occasione di riflessione su una terra dalle origini antiche, ma capace di rinnovarsi continuamente, oggi anche grazie alla Diaspora. |
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Martedì 19 maggio ore 19.00
UNA, TRE, TANTE Ciclo di incontri a partire da documentari
Proiezione di Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi
Saranno presenti Alina Marazzi, regista e Ilaria Fraioli, montatrice
Anita, Teresa e Valentina non si sono mai incontrate. Hanno vissuto nell'Italia degli anni sessanta e settanta, in età diverse e in città lontane. Ma le loro storie vere, riportate in diari privati, sono in un'ideale continuità, testimonianza di lotte famigliari e politiche, personali e collettive, per affermare autonomia, identità e diritti in un Paese patriarcale...
Organizza: ARCHIVIA
Mercoledì 20 maggio ore 18,30
Incontro L’Europa... mi interessa cambiarla! Una maggior presenza delle donne nelle istituzioni nazionali ed europee è uno dei nostri obiettivi.
L’AFFI e la Casa internazionale delle donne incontrano le candidate alle elezioni per il Parlamento Europeo. Saranno con noi Emma Bonino, Luisa Capelli, Silvia Costa, Rosi Rinaldi, Simonetta Salacone, Luisa Laurelli.
Per conoscerci e discutere delle problematiche che ci concernono invitiamo tutte all’incontro che si terrà nella sala Carla Lonzi
Organizza AFFI e Casa Int.le delle Donne
Giovedì 21 maggio Ore 17,00
Incontro I DIRITTI DELLE DONNE NELL’UNIONE EUROPEA
diritti umani, rappresentanza, politiche migratorie, lavoro, cultura e comunicazione
Vi invitiamo a parlarne con Roberta Agostini, Susanna Camusso, Luciana Castellina, Margherita Paolini, Beatrice Pisa, Marisa Rodano, Maria Grazia Rossilli
A partire dai volumi di Luciana Castellina,
Eurollywood. Il difficile ingresso della cultura nella costruzione dell’Europa ETS, 2008
e di Maria Grazia Rossilli, (a c.di)
I diritti delle donne nell’Unione Europea. Cittadine, migranti, schiave Ediesse, 2009
Coordina: Irene Giacobbe
Interventi: Nella Condorelli, Marina Del Vecchio, Costanza Fanelli, Laura Ferrari Rufino, Silvana Fantino, Francesca Koch
Venerdì 22 maggio ore 19.00
UNA, TRE, TANTE Ciclo di incontri a partire da documentari
Proiezione di Lilliwood. La rete Lilith si racconta
di Stefania de Biase e Fiamma Spinelli
Saranno presenti Stefania de Biase, Fiamma Spinelli e Simonetta de Fazi
La Rete Lilith nasce all’inizio degli anni Ottanta per iniziativa dei centri di documentazione, archivi e biblioteche delle donne presenti sul territorio nazionale per raccogliere, diffondere e valorizzare la documentazione e la informazione sulla memoria, la politica, la cultura e la ricerca delle donne. L’idea centrale è quella di riuscire a trasmettere la propria passione di genere a nuove generazioni di donne appassionate alle nuove tecnologie.
Organizza: ARCHIVIA
Sabato 23 maggio Ore 18.00
Presentazione libro di poesie Rose sparse sul sentiero di Laura Canevani
Presenta l'autrice Monica Maggi
L'arte e l'amore per la vita vista in ogni suo aspetto, dalla malinconia alla contemplazione, ricercando un equilibrio che è pari a quello che vi è nell'amore: una difficile conciliazione tra forma e contenuto nella poesia che si ritrova nel gioco che passione e ragione alternano tra loro. Scrivere non è facile, afferma il poeta Sandro Boccardi, è una lotta con se stessi per arrivare, concorda l'autrice nella poesia Ai Giovani, ad una meta che è Gloria e Nulla, ma al contempo sfida cui non si può mancare. Un lungo viaggio di sensazioni e riflessioni, fra omaggi all'arte e ai suoi dubbi e lo scandire del tempo e le sue stagioni, dall'inverno fino all'autunno.
Organizza: Zora Neale Hurston
Domenica 24 maggio Ore 11.00
Via S.Francesco di Sales 1b
Il coraggio di finire Riattraversare la fine può rivelarsi un’educazione sentimentale
Ti invitiamo a leggere (che troverai il testo sul sito della casa) e valutare il testo Il coraggio di finire che abbiamo scritto, raccogliendo le riflessioni fatte negli incontri del “gruppo del mercoledì” nei mesi scorsi. Avremmo piacere di sapere cosa pensi delle questioni affrontate come del metodo adottato, in accordo o disaccordo con noi. Saremo liete di vederti e ascoltarti al prossimo incontro che abbiamo organizzato su questo testo.
Il gruppo del mercoledì
Fulvia Bandoli, Maria Luisa Boccia, Elettra Deiana, Laura Gallucci, Letizia Paolozzi, Isabella Peretti, Bianca Pomeranzi, Bia Sarasini, Rosetta Stella, Stefania Vulterni.